La stagione della F1 è totalmente in bilico. FIA e Liberty Media vorrebbero gareggiare ed effettuare tra 18 e 20 GP, ma al momento le circostanze sembrano contro di loro: l’epidemia-coronavirus continua a diffondersi, i morti in Italia aumentano esponenzialmente e anche nel resto del mondo la situazione non è rosea. Recentemente sono state cancellate altre gare, da ultimo il GP di Montecarlo, e nel mentre i team hanno anticipato la “sosta estiva” a marzo/aprile, così da provare a sfruttare anche il mese di agosto per recuperare più gare possibili.

L’idea era chiara: iniziare a Baku, chiudere a metà dicembre e disputare più GP possibili. Ma ora, anche ciò che sembrava “scontato”, ovvero l’inizio della stagione in Azerbaijan, viene messo a rischio. Ieri sera, nella conference call tra gli organizzatori dei GP, gli sponsor della F1 e i vertici F1 e FIA, è arrivata l’ennesima doccia ghiacciata per la ripresa del campionato: gli organizzatori della gara cittadina di Baku hanno preannunciato la volontà di tirarsi indietro. Un po’ per il timore che il coronavirus si espanda ulteriormente ed esploda anche nel paese, un po’ per gli eccessivi costi della realizzazione del GP: le autorità di Baku sarebbero dunque intenzionate a rinunciare, perchè allestire il circuito cittadino costa tantissimo, ed un eventuale rinvio farebbe perdere moltissimo denaro.

Baku dunque rischia di saltare, e non ci sono certezze neanche sul Canada: il Governo, viste le ultime notizie sul virus (la moglie del Premier Trudeau è positiva), e visto che anche parte dell’impianto dedicato a Gilles Villeneuve è cittadino, essendo inserito nel parco di Notre Dame, potrebbe spingere per la cancellazione della gara. Quindi, per una buona notizia (Hamilton ha confermato di stare bene e non avere sintomi), due possibili pessime notizie: Canada e Azerbaijan potrebbero rinunciare alla F1. Sarebbe l’ennesima mazzata per il circus, che sta cercando disperatamente di stabilire un calendario per la stagione. E ora, i più disfattisti si chiedono se l’annata della F1 inizierà davvero o verrà cancellata del tutto. D’altronde, con lo spostamento del nuovo regolament0 al 2022 e la conferma che le attuali vetture correranno anche nel 2021 con piccole modifiche (unica grande eccezione, McLaren: i team hanno dato l’ok al passaggio ai motori Mercedes, già previsto per il 2021), ci sarebbe la perfetta exit strategy per team e organizzatori. Certo, un addio totale al 2020 sarebbe un “bagno di sangue” economico per F1, Liberty Media e scuderie, ma potrebbe anche diventare inevitabile col passare delle settimane…

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