Helmut Marko è sempre stato un personaggio “divisivo”. Le sue opinioni fanno discutere, la sua schiettezza verbale piace ad alcuni ed è detestata da altri, ed è la sua stessa figura a dividere: ha creato il sistema-Red Bull in F1, con un vivaio che ha generato grandi piloti come Daniel Ricciardo e Max Verstappen, ma l’ha anche parzialmente distrutto con alcune decisioni discutibili, su tutte la “mortificazione” di Kvyat e Gasly. E in più, sono le sue dichiarazioni a far discutere, soprattutto quelle recenti.

L’opinione di Helmut Marko sul coronavirus è sicuramente una delle più divisive: non solo lo reputa “un’influenza”, ma il 76enne manager austriaco spera che i suoi piloti “lo contraggano il prima possibile”. Sembra difficile da credere, ma è così. L’ha detto in una prima intervista a Kronen Zeitung, con una prima opinione discutibile su Max Verstappen e il COVID-19: “Max mi ha detto che è terrorizzato dalla prospettiva di prendere il virus, io gli ho risposto che è meglio se viene infettato il prima possibile! Ha 22 anni, non è a rischio e dopo sarebbe immune nella lotta per il titolo”. Un’opinione inaccettabile, che non rispetta chi ha perso familiari/amici/conoscenti e chi lotta per sopravvivere e incoraggia una “fake news”, perchè l’immunità dei precedentemente contagiati non è provata (anzi).

In molti pensavano che Helmut Marko scherzasse, e invece era dannatamente serio. Perchè il consulente austriaco era andato oltre, proponendo a RB di organizzare una sorta di “Camp COVID-19” coi piloti ufficiali e del vivaio: così facendo i piloti si sarebbero “contagiati rapidamente” e sarebbero diventati rapidamente immuni, potendo prepararsi a gareggiare senza stare chiusi in casa. Da non credere, eppure è così e lui stesso lo conferma ai microfoni dell’austriaca ORF: “Abbiamo quattro piloti F1 e otto/dieci piloti jr. La mia idea era quella di organizzare un Camp in cui avremmo potuto riempire i tempi morti con speciali lavori di preparazione mentale e fisica. Quello sarebbe stato il momento ideale per fargli contrarre il virus. I piloti sono tutti giovani, forti e in ottima salute. Avrebbero contratto tutti quanti il coronavirus in modo debole e sarebbero guariti rapidamente, potendosi poi preparare a un campionato molto duro”.

Ovviamente Red Bull ha detto no al “Corona Camp”, e al momento i piloti RB si allenano in solitaria, seguendo ciascuno un programma personalizzato. Helmut Marko ha parlato anche di questo: “Max probabilmente sta guidando di più ora che nella stagione “reale”. Disputa sim-races e talvolta gareggia in più appuntamenti al giorno. Nel frattempo i ragazzi sono seguiti dai loro preparatori che curano gli esercizi fisici: è il momento ideale per allenarsi. Se ci sarà una stagione F1 con 15/18 gare, sarà molto molto dura e non ci sarà il tempo per curare la forma fisica. Bisogna allenarsi e impegnarsi ora”.

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