Il mondo intero è sconvolto dalla pandemia di COVID-19, il tanto temuto coronavirus: in Italia le vittime sono quasi 14mila con oltre 115mila contagiati, a livello mondiale i malati hanno superato 1mln e i morti sono oltre 53mila. Una pandemia che ha sconvolto le nostre vite: da ormai un mese siamo asserragliati in casa, con pochissimi svaghi e/o possibilità di uscire e avere una vita “normale”, simile a quella che abbiamo avuto finchè nelle nostre esistenze non è piombato il COVID. Probabilmente torneremo alla normalità solo tra giugno e luglio, e ovviamente tutta questa situazione ha colpito lo sport. Ogni singola competizione è ferma almeno fino a metà maggio, sono state rinviate Olimpiadi ed Europei di calcio (2021) ed è stata bloccata la stagione di MotoGP e F1.

Il Motomondiale, che aveva iniziato la sua stagione in Qatar con Moto2 e Moto3 (ma senza MotoGP) ha visto saltare ieri il GP della Francia, previsto per il 17 maggio a Le Mans: ad oggi la ripresa sarebbe fissata per il 31 maggio sul circuito italiano del Mugello, ma sembra improbabile che si possa gareggiare così presto in una Toscana ampiamente colpita dal coronavirus. Il via della MotoGP è dunque ancora un punto interrogativo, così come lo è quello della F1: le gare continuano a saltare, siamo arrivati a 8 GP “riprogrammati” o cancellati definitivamente (Baku, l’ultimo) e presto potrebbe tirarsi indietro anche il Canada. Nonostante tutto, Liberty Media e F1 vorrebbero disputare almeno 15 gare, anche rischiando di iniziare a luglio inoltrato e chiudere nel gennaio 2021.

E proprio in soccorso delle ambizioni dei due “poli” che guidano il circus arriva la proposta degli organizzatori del GP di Silverstone. Un GP che è tuttora in bilico, perchè il Regno Unito ha vietato ogni evento “collettivo” fino a fine giugno e la gara sarebbe prevista poco dopo, per il 19 luglio, ma sul quale c’è ampio ottimismo da parte degli organizzatori. Più volte abbiamo visto questa scena: ottimismo iniziale, salvo poi dover fare i conti con la dura realtà, in questo caso la realtà di un paese che ha il Premier malato di COVID-19 e ha cancellato il suo massimo torneo sportivo, Wimbledon. Ma tant’è, a Silverstone, anche se la conferma ufficiale della disputa del GP arriverà a metà aprile, sono convinti di poter ospitare la F1. E non solo una volta.

In queste ore, infatti, l’ad di Silverstone Stuart Pringle ha proposto di semplificare il calendario della F1 disputando più di una gara sul circuito britannico, vicino logisticamente alle sedi di molti team del circus. L’idea sarebbe quella di disputare 2-3 gare sul circuito di Silverstone, sfruttando il tracciato anche nel senso opposto rispetto a quello utilizzato normalmente: una versione “reverse” di Silverstone che sarebbe estremamente impegnativa, e ricorderebbe le opzioni presenti su alcuni videogiochi d’inizio anni Duemila. L’idea è senza dubbio allettante, ma per poter utilizzare enotsrevliS (licenza poetica, è il contrario di Silverstone) servirà l’omologazione della versione “reverse” del circuito, che di fatto non è mai stata utilizzata in F1 e in altre serie motoristiche.

Stuart Pringle ha parlato così a riguardo: “Lavoriamo a braccetto con la F1. Stiamo facendo proposte per tenere alto l’interesse per il campionato. Molti team hanno sede qui e potrebbero andare a casa loro a dormire, non intasando il paddock, quindi dal punto di vista logistico sarebbe perfetto se si corresse più volte a Silverstone. Vediamo cosa ci diranno. Silverstone “al contrario”? Non è un’idea stupida, dovremmo chiedere una licenza per poterlo fare, ma credo che in questo momento possano essere prese decisioni particolari. Vedremo cosa ci riserveranno le prossime quattro settimane. F1 deve gurdare al mondo e non solo alla Gran Bretagna, sono momenti di riflessione sull’insieme. Nel Mondiale F1 ci sono già state cancellazioni e rinvii, la F1 lavora duramente per mettere insieme i pezzi e cominciare, seppur in ritardo: la stagione deve iniziare, ad aprile verrà presa una decisione definitiva su come farlo e sulle nostre proposte”.

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