La MotoGP continua a perdere gare e veder ridotto il suo calendario. L’esplosione del coronavirus, i cui numeri (almeno in Italia) rallentano ma non si arrestano e difficilmente lo faranno prima di un mese, ha di fatto “dilaniato” la stagione del motorsport e del Motomondiale: Moto2 e Moto3 hanno gareggiato in Qatar perchè i piloti si trovavano già nel paese, la MotoGP non ha mai iniziato. E non si sa se e quando potrà farlo. Dopo la cancellazione del GP di Francia a Le Mans, l’avvio ipotetico della stagione era stato fissato il 31 maggio al Mugello, una gara che però sembrava decisamente a rischio per la situazione italiana. E infatti, puntuale come un orologio svizzero, ecco l’annuncio del rinvio della gara italiana della MotoGP. La gara del Mugello, prevista appunto per il 31 maggio, viene rinviata a data da destinarsi e, vista la situazione italiana, sarà davvero difficilissimo recuperarla.

L’annuncio dello slittamento del Mugello è arrivato tramite i canali social del circuito toscano, a firma del CEO Paolo Poli: “Abbiamo sperato fino ad oggi che la terribile situazione emergenziale in cui ci siamo trovati a partire dagli inizi di marzo potesse essere risolta velocemente. Purtroppo così non è stato: in queste ultime settimane l’emergenza sanitaria si è intensificata a tal punto da costringerci – nostro malgrado – a posticipare a data da destinarsi il Gran Premio d’Italia di motociclismo previsto al Mugello il prossimo 31 maggio. La nostra primaria attenzione è rivolta adesso ai nostri spettatori, agli appassionati, ai team e allo staff di professionisti che, ad ogni livello, garantisce da sempre il più alto standard organizzativo. Tutti in questo momento siamo sottoposti a una prova durissima. Con la consapevolezza che i mesi che verranno non saranno facili per nessuno, siamo altrettanto certi che torneremo tutti più forti di prima. Da parte nostra ci impegneremo a fondo per far sì che la prossima, in qualunque data possa essere, sia un’edizione di straordinaria forza, coesione e rinascita perché #almugellononsidorme, mai!”. Niente Mugello dunque, e il via della stagione è sempre più in bilico: la gara seguente sarebbe infatti il 7 giugno in Spagna, ma il paese iberico attraversa una situazione simile e/o peggiore dell’Italia e siamo pronti a scommettere che anche quel GP verrà cancellato o rinviato. E allora, quando inizierà la MotoGP?

MOTOGP, EZPELETA APRE A UN 2020 SENZA GARE– La risposta alla domanda precedente è complicata, davvero impronosticabile. Anche perchè, più passano i mesi, più si ha la sensazione che quello di Dorna e MotoGP (e, in subordine, della F1 e delle varie istituzioni sportive) sia solo un accanimento terapeutico: il coronavirus non sparirà da un giorno all’altro, e sarà davvero complicato escludere i rischi per piloti e/o fan, oltre a gareggiare in piena e totale sicurezza evitando rischi di contagio. Ecco perchè, quantomeno nella mente degli appassionati, si sta facendo strada l’idea di un 2020 senza gare. Un po’ per rispetto nei confronti delle vittime, un po’ per evitare rischi per la sicurezza dei partecipanti. Un’idea che, per la prima volta, viene menzionata anche da Carmelo Ezpeleta, deus ex machina della MotoGP e responsabile di Dorna, l’organizzatore dei principali campionati a due ruote. Ezpeleta riconosce che sarà difficile riprendere la stagione della MotoGP, quantomeno finchè non arriverà un vaccino anti COVID-19. Vaccino che difficilmente avremo prima della fine dell’anno e forse anche oltre, perchè dovrà superare test accurati per evitare problemi alla salute.

Ecco le parole del dirigente spagnolo: “Finchè non avremo vaccini per contrastare la diffusione del coronavirus, sarà difficile o impossibile organizzare GP e grandi eventi. Anche se la vita dovesse “normalizzarsi”, i divieti di viaggio rimarranno in vigore in molti paesi, e non sarà possibile per molti assistere dal vivo al calcio o alla MotoGP. Non sono molto fiducioso, non credo che saremo davvero in grado di correre nel 2020, ma lavoriamo sodo per provare a organizzarla e consideriamo ogni soluzione. In caso di forza maggiore, potremmo ridurre il numero dei GP (ne servono 13 per rendere valido il Mondiale, ndr). Avremmo meno gare, ma non mi preoccupo, perchè almeno avremmo dei campioni del mondo: se sarà possibile, lo faremo. Avremo più di cinque mesi per riflettere, fino a settembre; settembre è la data limite per iniziare, perchè potremmo fare 4-5 GP al mese e disputare una buojna stagione. Potremmo quindi capovolgere il calendario: alcune gare in Europa e poi i viaggi in Asia se i divieti di spostamento saranno terminati. Dovremo però vedere come si svilupperà la situazione nel mondo. Non appena ci daranno un semaforo verde, potremo reagire e fare il possibile, organizzando le gare: è però importante garantire la sicurezza e la salute di tutti i coinvolti. Se qualcuno dovesse contrarre il virus in un nostro evento, verremmo incolpati per sempre e ci sentiremmo noi stessi responsabili. Possiamo sopravvivere qualora la stagione 2020 dovesse essere completamente annullata. Se così sarà dovremo accettarlo e prepararci per il 2020 in modo tempestivo e coscienzioso. Al momento è prioritario il sostegno economico alle squadre: pagheremo regolarmente ogni mese, anche se non ci saranno gare”.

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