La F1 continua a perdere pezzi, da ultimo quel GP del Canada che ha annunciato il proprio rinvio a data da destinarsi per l’epidemia COVID-19. Sono in tutto nove le gare rinviate e/o cancellate da quella che doveva essere la data ufficiale d’inizio della F1 (15 marzo), e invece è stata solo una delle tante giornate di ordinario isolamento, eppure il circus non si ferma: mentre la MotoGP ha parzialmente aperto alla possibilità di non disputare affatto la stagione, la F1 insiste nel tentare di organizzare un calendario credibile nonostante il via venga continuamente rinviato.

Gli interessi economici della Formula 1 anni Duemila continuano a prevalere sul buonsenso, anche perchè senza gare quattro team (si vocifera di Williams, McLaren, Alfa e Haas) sarebbero a rischio-fallimento e alcune scuderie hanno dovuto già prendere seri provvedimenti in chiave economica: Williams ha messo alcuni dipendenti in disoccupazione e tagliato del 20% gli stipendi di Russell, Latifi e dei dirigenti, McLaren ha tagliato il salario di Sainz e Norris, la Racing Point di papà Stroll (futura Aston Martin) ha messo i dipendenti in cassa integrazione sfruttando le agevolazioni concesse dal governo britannico. E così, mentre gli ingegneri delle scuderie con sede britannica si prestano ad aiutare nella produzione e progettazione di ventilatori polmonari e respiratori, la F1 effettua un’anacronistica “rincorsa al calendario”.

Un calendario che sarà a dir poco complicato da realizzare: molti paesi hanno tuttora e avranno ancora per almeno un mese delle restrizioni sui viaggi, e inoltre sono state rinviate tutte le gare fino al 28 giugno e a un GP di Francia che è più che mai in bilico. Una partenza nel mese di luglio per poi proseguire fino a dicembre cercando di disputare più gare possibili, dunque, è la soluzione auspicata dalla Formula 1 e da Liberty Media, magari sfruttando il weekend del GP d’Austria (5 luglio) come gara inaugurale della stagione. Lo conferma Ross Brawn in un’intervista realizzata per il sito della F1: “Uno degli scopi della F1 è quello di intrattenere, e in questi momenti difficili servirebbe proprio uno svago come quello della F1. Il maggior problema però è dato dalle restrizioni sui viaggi: alcuni paesi li bloccano e altri impongono la quarantena all’arrivo. Quindi, per il momento, la nostra idea è quella di iniziare in Europa, a porte chiuse”.

Uno start a porte chiuse che avverrebbe nel mese di luglio, e rappresenterebbe un unicum: mai un GP è stato disputato senza pubblico. Ross Brawn prosegue: “Possiamo costituire, sfruttando il paddock, un ambiente molto chiuso e sicuro. I team arrivano nei charter, li portiamo al circuito, ci assicuriamo che ognuno venga testato e che non ci siano rischi per nessuno. Poi, si gareggia senza pubblico. Non è il massimo, ma è meglio che non gareggiare affatto. Dobbiamo ricordarci che abbiamo un pubblico di milioni di persone sui divani di casa. Molti di loro sono in isolamento, ed essere capaci di tenere vivo il nostro sport e intrattenere questi fan sarebbe il nostro massimo obiettivo in questa crisi. Dobbiamo però garantire la sicurezza, organizzare una partenza efficace e riuscire a gareggiare anche in seguito. Non avrebbe senso iniziare a gareggiare e poi fermarsi ancora per dei problemi. Ecco perchè dovremo partire a porte chiuse e in Europa”.

Ross Brawn poi entra nei dettagli: “Otto gare sono il minimo per rendere valido il campionato, secondo lo statuto della FIA. Possiamo ottenere questo numero di gare partendo a ottobre. Quindi, il limite massimo per iniziare è proprio ottobre. Ma c’è anche la possibilità di concludere la stagione a gennaio se la situazione sarà ancora instabile: ci sono delle complicazioni, ma è una delle vie che stiamo esplorando. Partendo a luglio, però, sarebbe tutto più facile. Potremmo fare 18-19 gare. Sarebbe difficile: tre gare, un weekend di pausa, altre gare e via così. È la via che stiamo perseguendo coi team e gli organizzatori dei GP. L’idea è quella di ridurre i weekend dei GP più “complessi” a due giorni e non tre, così da fornire più respiro alle scuderie: in Cina potremmo effettuare un weekend di due giorni, poi spostarci nel paese dove gareggeremo la settimana seguente senza patemi d’animo. Così facendo, potremmo dar vita a un campionato credibile”.

18 gare e partenza a luglio. La F1 ci crede, ma sarà davvero possibile? Only COVID-19 can tell…

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