La pausa forzata dall’attività continua a colpire i team della Formula 1, e stimola alle riflessioni. Mentre alcune scuderie optano per tagli di stipendi, cassaintegrazione e/o disoccupazione forzata dei dipendenti, F1 e Liberty Media studiano se e quando iniziare una stagione che avrebbe dovuto vedere la luce il 15 marzo, e invece forse (dubitativo d’obbligo) partirà solo a luglio. Sono ben nove le gare cancellate, rinviate e posposte, ma gli organizzatori del circus restano sicuri di poter iniziare a correre quanto prima e disputare addirittura 18 GP nonostante gli spazi ridotti.

L’ha ribadito Ross Brawn, spiegando come l’intenzione sia quella di correre 18 gare tra luglio e dicembre: partenza in Europa (Austria?) a porte chiuse e poi mix tra gare oltreoceano e weekend nel Vecchio Continente, con qualche weekend di due giorni per “accorciare” la fatica e possibilità di fare spesso tre gare di seguito. Una proposta che incontra sicuramente il favore della FIA, che vuole disputare il campionato, e di quella Liberty Media che teme di perdere sponsor e scuderie (quattro a rischio: Alfa, Haas, McLaren e Williams) non gareggiando, ma non sembra trovare il completo favore dei team. In particolare, quest’oggi si leva contro quest’idea la voce di Frederic Vasseur, team principal di Alfa Romeo Racing.

Vasseur (ai microfoni di Motorsport.com) si dichiara molto critico riguardo alla possibilità di disputare 18 GP in soli sei mesi, come vorrebbero fare F1 e Ross Brawn: “Fare così tante gare in così poco tempo è molto dispendioso. 18 GP in sei mesi costano di più rispetto allo stesso numero di gare in una stagione completa, perchè occorre velocizzare gli spostamenti e andrebbe aumentato oltremodo il carico di lavoro del personle. Diventerebbe tutto molto più caro, oltre al fatto che non ci sarebbe tempo per sviluppare la macchina. Il nostro team non sarebbe in grado di farlo con quei ritmi, ad esempio. Sarò a favore della decisione di correre più gare possibile, anche facendone tre di fila, a patto però che i weekend durino due giorni e non tre, ma resto convinto che 15/18 gare in sei mesi siano una sfida molto ostic per tutti. I piccoli team soffriranno di più perchè non hanno un’ampia forza-lavoro e dovrebbero imporre turni impegnativi ai meccanici, senza poterne far ruotare tanti come accade alle grandi scuderie. Dobbiamo trovare una soluzione che comporti anche una buona gestione e riduzione del lavoro, e spero che tutti siano flessibili da questo punto di vista. Abbiamo già ottenuto una piccola vittori con lo spostmento delle nuove regole al 2022: era la cosa più giusta spostare tutto di un anno e congelare lo sviluppo delle auto attuali. Solo così potremo proseguire e sopravvivere”.

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