La storia della F1 ci ha regalato tanti momenti emozionanti. Gare pazze, strepitose rimonte nella corsa al Mondiale, grandi duelli, sfide epocali tra grandi campioni e non solo. Abbiamo ripercorso alcune tappe di questa storia nelle scorse settimane, e rieccoci qui oggi. La storia della F1 è ricca di strepitose rimonte: molti piloti hanno centrato il podio partendo dalle retrovie, sfruttando errori altrui o prestazioni-monstre, e tanti hanno vinto dopo clamorose rimonte. Proprio di loro ci occuperemo oggi: ecco le dieci vittorie in rimonta più belle e rocambolesche nella storia della F1.

1) JOHN WATSON, LONG BEACH 1983

Nel 1983 il GP degli USA si “divide” in due. È un periodo in cui gli Stati Uniti sono una delle forze trascinanti del circus, e allora ecco due gare nella grande America: a marzo il GP degli USA/Ovest a Long Beach, a giugno quello dell’Est a Detroit. Proprio a Long Beach John Watson realizza il suo capolavoro: il pilota nordirlandese, cinque vittorie in carriera, ha spesso realizzato favolose rimonte e ci ha regalato momenti emozionanti, come quando vinse il GP d’Austria 1976 sulla Penske a un anno dalla scomparsa del compagno Mark Donohue sullo stesso circuito. A Long Beach ottiene la più bella vittoria in rimonta nella storia della F1: Watson (McLaren) parte 22° davanti al compagno Niki Lauda, dopo aver sacrificato le qualifiche pensando all’assetto-gara. Nelle prime fasi della gara si fa “trainare” da Lauda in una strepitosa rimonta di squadra, poi si scatena: l’enorme McLaren MP4/2 diventa “uno squalo” sul tortuoso tracciato nordamericano e fagocita avversari su avversari. A metà gara, sfruttando anche la strategia su una sola sosta, le due McLaren sono terza e quarta: tutti si aspettano che preservino pneumatici e podio, invece Watson ha altro in mente. Al 28° giro attacca Lauda a freni fumanti, poi rosicchia secondi su secondi a Patrese, che sbaglia e cede il 2° posto. Resta solo la Williams di Lafitte, che viene raggiunta e superata al 45° giro: Watson è in testa e si esalta, girando con tempi 2” più veloci della pole e umiliando Lauda, che invece rallenta per preservare le gomme. Vince con mezzo minuto sul compagno e doppia Lafitte che chiude terzo. Sarà la sua ultima vittoria in F1: si ritirerà a fine stagione, salvo poi tornare per una sola gara nel 1985 sostituendo l’infortunato Lauda. Nessun altro pilota nella storia della F1 ha mai vinto partendo così indietro, e Watson sfiorerà il clamoroso bis a Detroit: partito 21°, chiuderà 3° a 9” dal vincitore Alboreto (Tyrrell).

2) RUBENS BARRICHELLO, HOCKENHEIM 2000

Dopo anni promettenti, la prima vittoria di Barrichello arriva con un’epica rimonta sul bagnato. Ad Hockenheim Rubinho parte 18° per un guasto idraulico nelle qualifiche, e sfrutta una gara caotica per compiere la sua impresa. Schumacher si ritira dopo poche curve, le McLaren di Hakkinen e Coulthard fuggono, ma il loro vantaggio viene azzerato dalla Safety Car, entrata in pista per un’invasione da parte di un ex dipendente della Mercedes. Arriva poi la pioggia, e Barrichello danza sull’acqua con tempi mostruosi, superando tutti e vincendo il primo GP in carriera con tanto di giro veloce: precederà Hakkinen e Coulthard.

3) KIMI RAIKKONEN, SUZUKA 2005

La pioggia sembra distruggere la gara di Kimi Raikkonen, che deve partire 17° su un tracciato (Suzuka) dov’è molto difficile superare. Ma Kimi è in una di quelle giornate in cui nessuno può batterlo, neppure il fato avverso: Raikkonen supera subito svariati piloti, e dopo la Safety Car è 12°. Nel giro di pochi giri si porta a ridosso della Ferrari di Schumacher, che viene superato all’esterno alla prima curva, poi tocca a Button, Webber ed Alonso. Il secondo pit-stop fa uscire Kimi in 2a posizione alle spalle di Fisichella, che sembra imprendibile, ma viene superato con una strepitosa manovra all’esterno all’ultimo giro. Da 17° a 1°, una vittoria da ricordare per l’iridato 2007, ultimo campione del mondo con Ferrari.

 

4) JENSON BUTTON, MONTREAL 2011

Jenson Button ci ha spesso abituato a grandi successi in condizioni mutevoli. Il britannico, campione del mondo con la Brawn GP del doppio diffusore, è stato un pilota dall’enorme talento. Fenomenali in particolare le sue “letture” della gara: Button era sempre il primo a capire quando passare alle slick in condizioni di pista umida e viceversa, dando vita così a rimonte epiche. A Montreal, Button parte 7° in una gara che scatta dietro la Safety Car, con gomme da bagnato. La gara del britannico viene rovinata da un contatto con Hamilton: Button monta le intermedie e riparte nelle retrovie, venendo anche penalizzato per aver oltrepassato il limite di velocità in regime di Safety Car. Scivola così in 15a posizione, ma con le intermedie vola e risale rapidamente la classifica: torna però a piovere copiosamente, così Button scivola indietro. Al 25° giro ecco la bandiera rossa: la classifica vede Vettel davanti a Kobayashi, Massa, le Renault, Di Resta (che, come le Sauber e le Renault, non si è fermato), Webber, Alonso, de la Rosa e Button. Ci si ferma per 90′, poi si riparte dietro la Safety Car: la pista è ancora umida e fioccano gli errori, con Button che viene toccato da Alonso. Il britannico fora una gomma e monta le intermedie, ma è 21° e ultimo: dopo l’ennesima Safety-Car, con una serie di sorpassi Button si porta in 10a posizione. La pista si asciuga, e così Button monta le slick: è la mossa vincente, perchè il suo ritmo lo porta in 4a posizione. Nel mentre entra nuovamente la Safety Car, che interromperà la gara 6 volte (record): nel finale Button supera Webber e Schumacher, per poi pressare Vettel e passarlo nell’ultimo giro conquistando la 10a vittoria in carriera. Una trentina di giri prima era mestamente ultimo, ora vince la gara più lunga nella storia della F1: 4h4’39”537 contando sospensioni e SC, con una media di 74,864km/h (gara più lenta di sempre).

5) MICHAEL SCHUMACHER, SPA 1995

Michael Schumacher ha sempre avuto un feeling speciale con Spa-Francochamps, e proprio qui ha conquistato un’iconica vittoria su Benetton. Frenato dalla pioggia, Schumi deve partire 16° e sembra destinato a un GP da comprimario. La pioggia dà e la pioggia toglie, perchè le condizioni miste asciutto/bagnato che si susseguono nel corso della gara lo rimettono in gioco: Schumacher è come sempre implacabile in condizioni di asfalto umido e fa la differenza, conquistando una strepitosa vittoria in rimonta davanti a Damon Hill e Martin Brundle. Decisiva la scelta di non montare gomme da bagnato nel finale: Schumacher si dovrà difendere da Hill, ma tornerà in testa e blinderà la vittoria quando quest’ultimo monterà di nuovo gomme slick perchè l’asfalto andava asciugandosi, vincendo con 19” sul grande rivale.

6) AYRTON SENNA, SUZUKA 1988

Ayrton Senna scatta dalla prima fila, ma viene tradito dalla sua McLaren. L’auto va in stallo e Senna resta fermo sulla griglia, riuscendo a farla partire dopo qualche secondo e trovandosi in 14a posizione. Da lì, dal mezzo del gruppo, inizia la sua rimonta furibonda: mentre Prost lotta con Ivan Capelli, che si ritirerà al 16° giro per un problema elettrico dopo qualche passaggio in testa, Senna supera piloti su piloti con un grandioso ritmo. Al 28° giro eccolo nella scia di Prost, superato con un doppiaggio. Senna s’invola, gestisce il margine e vince con 13” su Prost: proprio a Suzuka conquista il suo primo Mondiale, frutto di otto vittorie e piazzamenti migliori di Prost, che aveva conquistato più punti nel complesso (96 vs 88), ma cede per la regola degli scarti. Ai tempi, contavano per la classifica solo i migliori 11 piazzamenti.

7) JACKIE STEWART, KYALAMI 1973

Kyalami viene ricordata più per le gare ospitate in SBK, ma per anni il circuito sudafricano ha ospitato anche la F1 ed è stato teatro di una strepitosa rimonta firmata da Jackie Stewart. Il britannico scatta in 16a posizione con la sua Tyrrell, e nel giro di soli sei giri si trova già nelle posizioni di vertice: impiegherà pochi minuti per portarsi in testa e dominare una gara che vedrà solo tre piloti a pieni giri e tutti gli altri doppiati. Gli spiana in parte la strada l’incidente a catena tra Ickx, Hailwood e Regazzoni, ma la rimonta di Stewart è da incorniciare: con lui sul podio la McLaren di Revson (a 24”) e la Lotus di Fittipaldi, con Merzario (Ferrari) quarto e doppiato. A fine anno Stewart vincerà il Mondiale, non partecipando all’ultima gara negli USA per onorare la morte del compagno di squadra François Cevert nelle libere.

8) JOHNNY HERBERT, NURBURGRING 1999

Johnny Herbert vince una delle gare più folli della F1 anni ’90, e lo fa partendo dalla 14a posizione. Succede di tutto al Nurburgring. La prima partenza viene annullata perchè la Minardi di Marc Gené resta ferma sulla griglia. Nuovo start e gara accorciata di un giro: guida Frentzen davanti ad Hakkinen e Coulthard, mentre Hill rallenta per un problema elettrico e viene centrato da Wurz, andando a colpire la Sauber di Diniz che si cappotta. Safety Car che dura sei giri, poi nuovo start e inizia a piovigginare: Hakkinen e Panis montano le wet, Irvine invece cambia idea all’ultimo optando per un nuovo treno di slick, ma i meccanici non sono pronti e la Ferrari resta a lungo ai box su tre ruote, facendogli perdere molto tempo. La pioggia cala d’intensità e chi aveva montato gomme da bagnato torna a montare le slick, scivolando indietro. Resta davanti Frentzen, che però resta fermo nel giro di rientro ai box (“È fermo Frentzen, è fermo Frentzen!”, per i mazzoniani) per un problema elettrico e si ritira. Ora guida Coulthard, che durante il secondo scroscio di pioggia sbaglia e si ritira: diventa leader Ralf Schumacher su Fisichella ed Herbert. Fisico si ritira dopo un testacoda, Schumacher jr (il fratello Michael è out per infortunio, con Salo in Ferrari) fora una gomma mentre è in testa e percorre un giro intero per sostituirla. Johnny Herbert si ritrova così leader e imprime un buon ritmo con gomme da asciutto: vincerà la prima e unica gara della Stewart, precedendo Trulli (Prost) e il compagno Barrichello. All’arrivo solo nove piloti, con la Minardi di Gené 6a e a punti.

9) ALAN JONES, AUSTRIA 1977

Gli anni Settanta del GP d’Austria regalano sempre gare epiche: la vittoria di Brambilla sul bagnato nel 1975, quella commovente di Watson nel 1976, e il primo successo di Alan Jones (futuro iridato con Williams, nel 1980) nel 1977. È una gara folle, quella di quell’anno: piove copiosamente sull’A1 Ring, salvo poi smettere a dieci minuti dal via. La pista è umida, ma tutti montano le slick: uniche eccezioni Nilsson e Merzario. Andretti supera Hunt e Lauda, ma chi monta gomme da bagnato vola: in quattro giri Nilsson è prmo, Merzario da 21° si ritrova 6°. I due però devono tornare sulle slick dopo pochi giri e scivolano indietro. Guida Andretti, che però rompe il motore e si ritira. Passa in testa Hunt davanti a Scheckter, Stuck e Jones: l’australiano ha un gran ritmo con la sua Shadow e si porta in 2a posizione, per poi approfittare del ritiro di Hunt e vincere il 1° GP in carriera, unica vittoria per la Shadow. Era partito 14°.

10) FERNANDO ALONSO, SINGAPORE 2008

Una rimonta è una rimonta, anche se arriva in situazioni controverse. Fernando Alonso vince quella gara dopo essere scattato dalla 15a posizione, ma poi si scoprirà che era tutto pensato a tavolino: l’incidente di Piquet jr., che aveva causato l’ingresso della Safety Car, era stato ordinato e preparato dal team principal Flavio Briatore e da Pat Symonds. Briatore verrà radiato a vita, con Renault squalificata dal Mondiale per due anni (pena poi “ridotta” con la condizionale: la scuderia correrà). Nessuna sanzione invece per i piloti, e vittoria confermata per Alonso. Il “fattaccio” succede al 15° giro, quando Piquet sbatte violentemente contro il muro in una curva priva di vie di fuga: Nando, che aveva ammesso candidamente che il podio era possibile solo con una Safety Car, addirittura si fermerà pochi secondi prima dell’incidente e dunque si ritroverà in piena corsa per la vittoria. I pit-stop affrettati scatenano il caos: Kubica e Rosberg rientrano a rifornire a pitlane chiusa, venendo penalizzati, Massa ripartirà trascinando con sè la pompa di benzina e spargerà carburante nei box, trovandosi ultimo. L’accaduto danneggia Raikkonen, che riparte terzultimo: guida Rosberg, che deve scontare lo stop&go, davanti ad Alonso. L’asturiano si trova così primo in una gara stravolta: vincerà nonostante una nuova Safety Car, precedendo Rosberg ed Hamilton, con entrambe le Ferrari ritirate (testacoda per Massa, Kimi contro il muro). Renault torna a vincere dopo un anno nella gara che, un anno dopo, darà vita a un clamoroso scandalo.

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