Ore 14.17. La Williams-Renault di Ayrton Senna conclude il suo Gran Premio di San Marino contro le protezioni della curva del Tamburello. L’urto è devastante, la macchina distrutta. Purtroppo il fuoriclasse brasiliano non esce dall’abitacolo sulle sue gambe. Non torna ai box come gli era capitato in altre occasioni, magari stizzito e avvilito per l’occasione perduta. Lentamente il silenzio e l’angoscia avvolgono il circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola. Qualche ora dopo, dall’Ospedale Maggiore di Bologna arriva l’annuncio che lascia il mondo senza parole: Ayrton non ce l’ha fatta. E’ uno shock incredibile. Sono trascorsi 26 anni da quel drammatico e maledetto 1 maggio 1994. Omaggiamo il mito di Senna ripercorrendo le 10 gare più significative della sua carriera.

LA TOP 10 DI AYRTON

1 Monaco 1984: l’inizio della leggenda

“Ayrton aveva grande talento e determinazione. Portava la macchina ai limiti, cercando di farle fare anche quello che non era in grado di fare” – Adrian Newey

Sotto una pioggia torrenziale, a Montecarlo si scrive la storia. Il debuttante Ayrton Senna guida la modesta Toleman. Sembra una stagione di transizione, ma nel Principato il brasiliano mostra tutto il suo talento, scattando dalle retrovie e rimontando come una furia. Supera Niki Lauda, che poi diventerà campione del mondo al termine della stagione, e chiude secondo dietro ad Alain Prost in virtù dello stop alla gara. Eppure Senna non è soddisfatto: con il suo ritmo avrebbe potuto vincere senza l’interruzione. Non dovrà attendere molto per rifarsi…

2 Portogallo 1985: la prima volta

“Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E Immediatamente riesci a correre un po’ più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all’esperienza. Puoi volare molto in alto” – Ayrton Senna

“Magic” Ayrton si toglie la soddisfazione di vincere la prima gara della sua carriera nel 1985. Guida la Lotus, macchina blasonata, ma inferiore rispetto a Williams e McLaren. Eppure sul circuito dell’Estoril, in Portogallo, si supera: pole position e vittoria dopo una gara dominata. Il secondo classificato, Michele Alboreto, chiude a un minuto di distacco. Agli altri tocca l’onta del doppiaggio.

3 Spagna 1986: la volata

“Avevo sempre apprezzato il modo di correre di Ayrton. Come in tutti i grandi campioni anche in lui c’era sempre un’enorme voglia di vincere, non si stancava mai di inseguire la perfezione e cercava di migliorarsi continuamente, era straordinario in qualifica ma anche un gran combattente in gara, sempre con il coltello fra i denti” – Luca Cordero di Montezemolo

A Jerez de la Frontera va in scena il Gran Premio di Spagna. Senna guida ancora la Lotus e tenta di mettere in crisi l’egemonia di Williams e McLaren. Non durerà, ma l’inizio di stagione è esaltante. Sul circuito spagnolo dà vita a una battaglia senza fine con Nigel Mansell, Alain Prost e Keke Rosberg. Il brasiliano resiste agli assalti continui del leone inglese e vince clamorosamente per 14 millesimi!

4 Monaco 1988: il dialogo con Dio

“Ho sempre avuto un contatto speciale con Dio. Lui mi ha sempre dato molto. È stato a Montecarlo, che ho avuto la prima esperienza diretta con Dio. È stata una cosa molto importante. A partire da questo primo contatto io sono riuscito a comprendere tutta una serie di cose e di fatti che mi erano toccati precedentemente e i cui contorni mi erano sfuggiti. È tutto molto soggettivo, nel campo della fede, e può anche essere discutibile” – Ayrton Senna

Non tutte le ciambelle riescono col buco. A Montecarlo, nel 1988, Ayrton dà spettacolo con la McLaren MP4/4. Fa la pole position e domina la corsa fino a undici giri dalla conclusione, quando finisce a muro prima del tunnel. Aveva 55 secondi di vantaggio su Prost. Senna spiega di aver avuto un contatto con Dio. Quella gara diventa la svolta della stagione.

5 Giappone 1988: il primo titolo iridato

“Sono drogato. Drogato di vittoria. In questo momento sono totalmente dipendente dal successo: corro, vinco e dunque vivo” – Ayrton Senna

Il 1988 diventa il primo anno magico per Senna. A Suzuka il match point iridato: al brasiliano serve una vittoria per chiudere i giochi, dato il criterio degli scarti che lo premia a discapito di Prost, più regolare e in possesso di un maggior numero di punti. Ayrton vanifica la pole con una partenza disastrosa. Poi la rimonta incredibile, culminata con un sorpasso magistrale ai danni di Alain. Il primo Mondiale è realtà.

6 Giappone 1990: la vendetta su Prost

“Ayrton sapeva passare in un lampo da persona gentile e premurosa ad un freddo calcolatore. Questo aspetto non l’ho mai capito” – Martin Brundle

Ogni campione ha il suo lato oscuro, quella parte di sé in cui emerge prepotentemente l’animale da gara, schiavo della competizione. A Senna accade a Suzuka nel 1990 e la voglia di vittoria si mischia con la sete di vendetta per i fatti della stagione precedente, quando un contatto discusso con Prost gli costò la squalifica e regalò al francese il Mondiale. Ayrton si vendica con gli interessi un anno dopo. La sua McLaren scatta dalla pole, ma viene superata dalla Ferrari di Alain. E’ questione di pochi attimi: le due macchine si toccano e finiscono nella ghiaia a 270 km/h. Nessun infortunio per i due. Il brasiliano vince il secondo titolo.

7 Brasile 1991: profeta in patria

“Ayrton era un’opera d’arte: non si può dipingere un’altra Gioconda” – Emanuele Pirro

Senna aveva un tarlo prima del 1991: vincere il Gran Premio del Brasile. Fino a quel momento, “Magic” ci era solamente andato vicino. Ma in quell’anno a Interlagos la maledizione si interrompe. Non senza patemi però: Ayrton è al comando quando il cambio inizia a manifestare problemi e perde l’uso di tutte le marce, tranne la sesta. Con una macchina apparentemente inguidabile e con l’arrivo della pioggia, la vittoria sembra sfuggirgli di mano ancora una volta, complice la rimonta straordinaria di Riccardo Patrese che in cinque giri riduce il gap da 24 a 4 secondi di distacco. Non basta per vincere perché Senna pennella un finale perfetto. Sul traguardo esulta senza freni inibitori e urla per i crampi sopraggiunti per la sua guida al limite. Un capolavoro entrato nella leggenda. A fine anno arriverà il terzo Mondiale.

8 Monaco 1992: il leone in gabbia

“Ayrton Senna è una leggenda incredibile che sarà ricordata e ammirata per sempre. Aveva la rara qualità della grandezza” – Lewis Hamilton

Nel 1992 la lotta per il titolo non riguarda il binomio Senna-McLaren. Le vettura di Woking fatica a tenere il passo della Williams-Renault che colleziona vittorie a ripetizione con Nigel Mansell e Riccardo Patrese. Il primo domina la stagione, ma Montecarlo resta un baluardo di Ayrton. Il brasiliano si porta al comando della gara grazie alla strategia, anche se nel finale deve resistere al ritorno prepotente di Mansell. Il leone attacca a ripetizione in ogni punto della pista. Niente da fare: Senna è strepitoso nella sua difesa e, nonostante l’inferiorità tecnica, conquista una vittoria clamorosa.

9 Donington 1993: il giro perfetto

“Non esiste una curva dove non si possa sorpassare” – Ayrton Senna

Esistono giri destinati a entrare nella storia delle corse. La prima tornata del GP d’Europa a Donington nel 1993 è leggendario. Senna scatta dalla quarta posizione, ma si trova quinto dopo l’ingorgo alla prima curva. Poco male: al termine della esse in discesa, il brasiliano ha già agguantato il podio con un doppio sorpasso a Michael Schumacher e Karl Wendlinger. Poi l’infilata alle Williams di Damon Hill e Alain Prost. In un giro è avvenuto il capolavoro. In gara il meglio deve ancora venire. La pioggia arriva a intermittenza, ma Senna non si fa spaventare e guida anche con gomme da asciutto su pista viscida. Chiuderà davanti a Hill secondo e lontanissimo, a oltre un minuto, e a Prost terzo e doppiato.

10 Australia 1993: la pace con Alain

“La vita è troppo corta per avere dei nemici” – Ayrton Senna

Il 1993 non è un anno fortunato per Senna. La McLaren non è in grado di reggere il passo della Williams nel Mondiale. Prost vince il suo quarto titolo, anche se Ayrton gli rende la vita difficilissima. L’ultima gara della stagione si corre ad Adelaide. Il Mondiale è già stato assegnato, ma la corsa è comunque combattuta. Vince Senna, per l’ultima volta nella sua vita. E sul podio omaggia Alain campione con una bella stretta di mano. I due vecchi nemici abbassano le armi e si scoprono amici. Purtroppo non avranno modo di coltivare il loro rapporto per molto tempo. La corsa terrena del brasiliano si concluderà qualche mese dopo.

Di Ayrton restano le imprese motoristiche e la sensazione di aver ammirato una persona speciale in pista e nella quotidianità. Un’icona capace di spaccare il secondo al volante e di fermare per sempre il tempo, bloccandolo come solo sanno fare le leggende eterne.

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