Sainz Ferrari

Carlos Sainz in Ferrari, Carlos Sainz al posto di Sebastian Vettel, Carlos Sainz al fianco di Charles Leclerc. È una scelta che ha diviso tifosi e opinione pubblica, quella della Rossa di Maranello, che dopo anni di “usato sicuro” (Raikkonen e Vettel) ha optato per la linea verde e per due piloti giovani e talentuosi, che andranno a comporre la line-up più giovane per Ferrari negli ultimi cinquant’anni sulla griglia di partenza della stagione 2021. Da un lato chi avrebbe voluto Daniel Ricciardo, pilota più esperto ma meno propenso a fare da seconda guida, dall’altro chi avrebbe confermato Sebastian Vettel nonostante uno “strappo” evidente tra pilota e team, culminato nell’incidente con Charles Leclerc in Brasile. E poi ci sono loro, i criticatori a prescindere. Eppure, secondo noi, Carlos Sainz potrebbe essere l’uomo giusto al momento giusto, nella sua avventura in Ferrari: ecco perchè.

CARLOS SAINZ E FERRARI: L’APICE DI UNA CARRIERA IN ASCESA– Non solo un figlio d’arte, non solo un prodotto del vivaio Red Bull. Carlos Sainz firma con Ferrari a 26 anni, e dopo la miglior stagione della sua carriera: 6° posto con McLaren (96pti, il doppio di Norris), il primo podio (“postumo”) nel caotico GP del Brasile dopo la partenza dall’ultima fila e tanta, tantissima solidità. Già, la solidità, ovvero la caratteristica migliore di un pilota costante e veloce, chiamato a fare gruppo e affiancare Charles Leclerc nel nuovo corso-Ferrari. Carlos Sainz ha vissuto sin qui una carriera in crescita: gli anni nel vivaio Red Bull, il debutto in Toro Rosso (2013-14) raccogliendo l’eredità di Ricciardo e combattendo con l’ingombrante retaggio del padre (leggenda del WRC e della Dakar) e quel “jr.” posto a fine nome. E ancora, la rottura traumatica con RB, la firma con una Renault che aveva già iniziato il progressivo disarmo post-Alonso (2017-18) e le ottime cose mostrate l’anno scorso con una McLaren in piena e progressiva ricostruzione per tornare ai vertici della F1. Pur in situazioni complicate, Carlos Sainz ha sempre mostrato velocità e carattere, ed è stato ripagato con l’ottimo 2019 e l’approdo in Ferrari. Nessuno gli chiede di vincere il Mondiale al primo colpo o fare incetta di successi, il suo compito sarà diverso: affiancare Charles Leclerc, portarlo al limite e aiutarlo a costruire una Ferrari vincente. Sainz, che tra le varie cose è un ottimo collaudatore, dovrà diventare uno sprone per il compagno e un uomo-squadra: a 26 anni e con 102 GP alle spalle, sta per vivere l’apice della sua carriera e sperimentare l’adrenalina e le pressioni della Ferrari. Lo farà da seconda guida di Charles Leclerc, ma potrà togliersi parecchie soddisfazioni e arricchire il suo bottino di podi e, magari, vittorie. È stato scelto perchè meno “ingombrante” di Ricciardo, ma anche perchè ha vissuto negli ultimi due anni una significativa maturazione: per carattere e doti, può essere l’uomo giusto al momento giusto.

SULLE ORME DI ALONSO… RICORDANDO BARRICHELLO: CARLOS SAINZ E IL SOGNO-FERRARI– I più attenti non hanno potuto evitare di notare le similitudini tra l’avvio di carriera di Carlos Sainz e quello di Fernando Alonso. I due, di fatto, hanno vissuto le stesse tappe: Minardi/Toro Rosso (stesso team), Renault e McLaren prima della Rossa di Maranello. Le differenze sono ovvie: Alonso arrivò in Ferrari a 29 anni dopo due Mondiali e un terzo posto iridato, Sainz ci arriverà a 26 anni e 12 mesi dopo il suo primo podio. Blasone differente, ma anche situazioni differenti: la Renault e la McLaren guidate da Alonso erano ricche e vincenti, quelle guidate da Sainz in piena ricostruzione nella F1 Mercedes-centrica. Sono simili però le traiettorie e gli sponsor, anche se il carattere è agli antipodi: spietato e perennemente affamato di vittorie Nando, conviviale, giocoso e “in evoluzione” Carlos. Per Alonso la Ferrari era l’inevitabile approdo di una carriera vincente, per Sainz sarà l’occasione da vivere al 200%. Ed ecco che, onestamente, lo spagnolo ci ricorda piloti già visti in Ferrari: in tanti hanno paragonato la coppia Leclerc-Sainz a quella, veloce e sfortunata, composta da Alesi e Berger, noi invece abbiamo un’altra idea. La mossa-Sainz è simile a quella fatta a inizio anni Duemila con Rubens Barrichello: Rubinho aveva 28 anni e aveva già mostrato il suo talento tra Jordan e Stewart, ma non aveva mai vinto un GP. Venne osteggiato inizialmente, salvo poi diventare la seconda guida più amata nella storia di Ferrari. Rubens Barrichello veniva da un’altra F1, più “democratica” verso i piccoli team, e arrivò in Ferrari con sei podi (due volte 2°, quattro volte 3°), una pole e qualche grande prestazione sul bagnato. Sainz arriverà in rosso dopo cinque anni di buon livello, un podio in Brasile e il 6° posto iridato. I tifosi della Rossa sperano che possa sfruttare l’occasione e conquistare i loro cuori a suon di risultati, ma soprattutto sperano che Charles Leclerc possa ripercorrere anche in minima parte le orme di Michael Schumacher. Il Mondiale manca alla Ferrari dal 2007, sarebbe ora di tornare a festeggiarlo in quel di Maranello…

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