Dopo il lungo stop per la pandemia di COVID-19, il mondo sta pian piano ripartendo. I dati sono positivi nella maggior parte dei paesi, e questo ha spinto anche il mondo dello sport a tornare alla normalità: la Bundesliga gioca da un paio di settimane, e presto toccherà anche a Liga (11 giugno), Coppa Italia/Serie A (13 e 20 giugno) e Premier League (17 giugno). Mancavano solo i motori, e quest’oggi è arrivata l’ufficialità della ripresa della F1. Da mesi il circus aveva deciso di ripartire a ogni costo, perchè altrimenti 3/4 team avrebbero rischiato molto dal punto di vista finanziario: Williams (messa in vendita), McLaren (dipendenti in cassa integrazione e grandi difficoltà), Alfa Romeo e Haas le più a rischio.

E ora ci sono anche le date ufficiali della ripresa del circus motoristico più amato. La F1 riprenderà ufficialmente nel primo weekend di luglio, col GP d’Austria: il 3 luglio vedremo finalmente le monoposto in pista, con la gara fissata per domenica 5 luglio. L’Austria ospiterà due GP: il Red Bull Ring tornerà infatti in prima linea esattamente sette giorni dopo, il 12 luglio. Sorriderà Max Verstappen, che ha vinto le ultime due edizioni del GP casalingo della scuderia austriaca. Le prime otto gare della F1 saranno tutte europee: dopo il double-header al Ring ecco Ungheria (19 luglio) e Gran Bretagna. Anche Silverstone ospiterà due GP, il 2 e 9 agosto, con Lewis Hamilton ovvio favorito. E poi ecco la Spagna (16 agosto), il Belgio (30 agosto) e l’Italia (6 settembre): otto gare che comprenderanno dunque circuiti storici come il Ring, l’Hungaroring, Silverstone, Montmelò, Spa e Monza. In tutti questi eventi saranno presenti come classi di supporto F2 e F3. E dopo? Dopo dipenderà dal decorso della pandemia nel mondo e dalle restrizioni dei vari paesi: si potrebbe sbarcare in America e Asia, oppure proseguire con doppi eventi e gare in terra europea per arrivare al minimo di GP necessari per assegnare il titolo. La F1 spera di disputare 15/18 gare e toccare tutti i continenti, gareggiando fino a dicembre e magari col pubblico nelle ultime apparizioni stagionali. Sarà possibile?

F1: LE MISURE DI SICUREZZA– La ripresa della F1 sarà ovviamente scandita da un accurato protocollo di sicurezza. I team saranno tenuti ad effettuare test regolari su dipendenti, meccanici e piloti: solo i soggetti che risulteranno negativi potranno partire per la località del GP. I tamponi verranno ripetuti anche all’arrivo al circuito, venendo affiancati da test extra promossi dalla F1. Test saranno effettuati anche sui dipendenti locali e sui dipendenti del circuito.

Gli eventi saranno ovviamente a porte chiuse. Niente pubblico e presenze nel paddock ampiamente limitate sia per quanto riguarda i team, che per quanto riguarda ospiti nel paddock e/o broadcaster televisivi: il nuovo piano comprenderà l’assenza di pubblico e ospiti nel paddock (normalmente ci sono circa 150mila spettatori e 3mila ospiti), 1.200 dipendenti tra circuito e squadre. Il personale del team verrà ridotto a 80 unità (contro le usuali 130) e costretto a isolarsi “al proprio interno” come una piccola famiglia, non interagendo con gli altri, mentre la regia tv verrà effettuata da remoto e nel circuito saranno presenti solo 60 tecnici (vs 250). E ancora, viaggi isolati con voli charter e trasferimenti privati per chi deve recarsi al GP, e hotel “sicuri” dove piloti e meccanici verranno tenuti separati in una sorta di “bolla”, non interagendo così con persone “comuni” e pubblico non testato. Ovviamente varranno anche qui le misure di distanziamento sociale nel paddock e non: le cerimonie pre/post-gara (inni nazionali, parco chiuso, podio, interviste ecc) verranno modificate in maniera significativa per sottostare alle normative vigenti.

Coi test diffusi, la F1 spera di evitare le positività nel paddock e, nel caso in cui ci fossero, effettuare un isolamento che consenta di gareggiare comunque. Non si escludono però nuove misure: un nuovo stop in caso di aumento dei contagi, spostamento di alcune gare se verranno colpiti i paesi prescelti ed estrema adattabilità del calendario. Perchè la F1 vuole riprendere, ma soprattutto continuare a correre, per salvaguardare sè stessa e i propri team.

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