Nel corso dei suoi 70 anni di storia, la Formula 1 ha attraversato tantissime fasi e cambiamenti tecnologici, ma anche tantissimi circuiti. Ci sono stati circuiti estemporanei, apparsi un anno e scomparsi un altro, presenze fisse, i tanto odiati “tilkodromi” di recente produzione e piste storiche che poi sono state (ahinoi) abbandonate. Proprio di queste vogliamo parlare, e di quei circuiti che avevamo apprezzato e non sono più nei radar della F1 moderna: un po’ per questioni economiche, un po’ per la globalizzazione e l’allargamento dei paesi e dei continenti che ospitano i GP, un po’ per nuove opportunità. Ecco una lista di dieci circuiti che vorremmo rivedere in F1.

1) AUTODROMO ENZO E DINO FERRARI, IMOLA– Un circuito veloce, apprezzato e tra i pochi del cirus in senso antiorario. Imola ha scoperto la F1 nel 1980 come sede estemporanea del GP d’Italia (spostato per una volta da Monza), e poi è diventato una presenza fissa del circus: l’Autodromo tanto caro a Enzo Ferrari e ricordato anche per il tragico weekend che costò la vita a Ratzenberger e Senna nel 1994 ha infatti ospitato il GP di San Marino dal 1981 al 2006, con qualche modifica al circuito e tante vittorie-Ferrari (6 per Schumacher). Ha perso la F1 per questioni economiche, ma resiste nel mondo dei motori: ha ospitato la SBK e il Mondiale Motocross. E occhio alla stagione-F1, perchè Imola si è candidata per un GP qualora la stagione fosse prevalentemente europea: d’altronde, ha ancora l’omologazione per il circus.

2) NURBURGRING– Il “Ring” è stato teatro di gare storiche ed emozionanti. Prima con la Nordschleife, il lunghissimo circuito di 25km in cui le vetture andavano così veloce da staccare le ruote da terra (e Stefan Bellof divenne leggenda nell’endurance) e Niki Lauda sfrecciava nella robusta vegetazione che sorgeva intorno al castello di Nurburg (nei boschi dell’Eifel), poi con una versione accorciata e ugualmente affascinante. “L’inferno verde” ospitò il Mondiale F1 dal 1951 al 1969 (con le eccezioni del 1955 e del 1960) e dal 1971 al 1976 sulla velocissima Nordschleife, circuito che superava i 25km e poi venne ridotto a 20,8km per questioni di sicurezza. L’incidente di Lauda e le polemiche sulla scarsa sicurezza di un tracciato che limitava l’ingresso dei mezzi di soccorso e dilatava i tempi d’arrivo con la sua lunghezza privarono il Nurburgring della F1 per oltre dieci anni. Nel 1985 ecco il grande ritorno sulla GP-Strecke, il “pistino” da 5,1km ricavato all’interno della Nordschleife, con alcuni passaggi iconici del vecchio circuito: durò solo un anno come GP di Germania, per poi rientrare nel calendario come GP d’Europa (1984, 1995-96, 1999-2007), GP del Lussemburgo (1997-98) e nuovamente come GP di Germania, alternandosi per qualche anno con Hockenheim (2009, 2011, 2013) prima dell’addio definitivo per problemi economici. Negli ultimi anni la Nordschleife è tornata di moda nella sua configurazione originale: prima come circuito-test per le case automobilistiche, poi con la 24h del Nurburgring e come circuito aperto al pubblico. Chiunque può effettuare un giro con la propria vettura nell’Inferno Verde, ovviamente a pagamento. Chissà che un giorno non ci torni anche la F1: per ora l’ha fatto solo con qualche test dimostrativo.

3) IL VECCHIO HOCKENHEIM– A proposito di circuiti immersi nel verde, ecco il “vecchio” Hockenheim. Hockenheim è tuttora nel circus con un tracciato breve e molto veloce, ma è la versione “antica” del circuito tedesco quella che gli appassionati ricordano. Un circuito interminabile, 6,823km che alternavano lunghi rettilinei a difficili tratti guidati nel bosco tedesco e hanno conquistato tutti i puristi della F1: esigenze pubblicitarie ed economiche hanno poi portato alla realizzazione del circuito attuale, che supera di poco i 4km e ha visto la luce nel 2002. Ma tutti abbiamo nel cuore il “vecchio” Hockenheim, teatro di grandi battaglie e vittorie.

Il vecchio Hockenheim

4) DONINGTON– Donington viene principalmente associato al Motomondiale, ma nel circuito che costeggia la foresta di Sherwood è stata scritta una delle imprese più memorabili di Ayrton Senna. Una gara bagnata da ricordare: Senna partì male e scivolò in 5a posizione, ma entro la fine del primo giro era già in testa, pronto a imprimere un ritmo insostenibile per tutti. I continui acquazzoni seguiti da asciugamenti repentini della pista costrinsero i piloti a svariate soste ai box (Prost ne effettuò sette), ma Senna vinse autorevolmente. Donington ospitò solo una volta la F1, in quell’occasione (GP d’Europa 1993) e ha abbandonato anche la MotoGP per questioni economiche, ma ci farebbe piacere rivederla nel circus.

5) BRANDS HATCH– Anche Brands Hatch, storico e veloce circuito inglese che è legato a doppio filo ai nostri ricordi della SBK, ha ospitato per anni la F1. A cadenza biennale negli anni Sessanta (1964, 1966, 1968) e Settanta (1970, 1972, 1974, 1976, 1978) e con maggior frequenza negli anni Ottanta (1980, 1982-1986). Qui hanno vinto Fittipaldi, Lauda e Mansell, l’ultimo a conquistare il successo prima che la F1 abbandonasse il circuito che ora è di proprietà di Jonathan Palmer, ex pilota e padre di Jolyon Palmer. Un circuito che è stato teatro delle gare di handbike nelle Paralimpiadi di Londra 2012 e delle vittorie di Alex Zanardi.

6) MAGNY COURS– La curva Estoril, il tornantino Adelaide, lo Chateau d’Eau. Per anni questi nomi sono stati nella nostra mente e Magny-Cours è stata una pista molto apprezzata: dopo anni come scuola di pilotaggio (da cui uscirono Cevert e Laffite), il circuito di Nevers-Magny Cours entrò nel calendario del circus nel 1991, ospitando la gara ininterrottamente fino al 2008. Hanno vinto qui Mansell (1991-92), Prost (1993) e soprattutto Michael Schumacher: il Kaiser ottenne otto successi e vinse sia con Benetton (1994 e 1995) che con Ferrari (1997, 1998, 2001, 2002, 2004, 2006). Nell’albo d’oro, però, c’è anche Heinz-Harald Frentzen su Jordan: il tedesco conquistò il successo in una folle gara bagnata, precedendo Hakkinen e Barrichello (allora su Stewart) in un GP che vide solo 11 vetture all’arrivo. Dopo l’addio al circus firmato-Ecclestone, il circuito di Magny Cours si è ricandidato per ospitare la F1 nel 2014 e nel 2015, salvo poi venire sconfitto nella sfida “interna” dal Paul Ricard di Le Castellet. Ospita però la SBK.

7) JEREZ DE LA FRONTERA– Jerez, come Donington, è un circuito tipicamente noto per le due ruote, ma le veloci curve iberiche hanno ospitato anche la F1. Per cinque anni come GP di Spagna (1986-90) e poi come GP d’Europa (1994 e 1997). C’è una gara a Jerez che nessuno potrà mai dimenticare: quella del 1997, col contatto tra Jacques Villeneuve e Michael Schumacher che consegnò il Mondiale al figlio d’arte e portò alla squalifica del tedesco, che venne eliminato dalla classifica del Mondiale (perdendo così i premi economici) mantenendo però punti e vittorie. Un GP che vide tre vetture ex-aequo in qualifica: Frentzen, Villeneuve e Schumi fecero segnare lo stesso tempo, con Hill a 58 millesimi. Scattò in pole il canadese, primo a far registrare il tempo, e il resto è storia.

8) IL FUJI– Il Fuji ha ospitato solo quattro edizioni del GP del Giappone, nel 1976 e nel 1977 e nel 2007-2008, con una particolarità a renderlo unico: sul Fuji pioveva… SEMPRE. Il GP del Giappone 1976, il primo della storia nipponica in F1, è diventato iconico per l’abbandono di Niki Lauda a causa degli eccessivi rischi (che consegnò il Mondiale a James Hunt) e per “Rush”, ma il Fuji ha scritto piccole pagine di storia anche negli anni Duemila. In particolare col folle GP del 2007, partito dietro la Safety Car per le piogge torrenziali e terminato dopo svariati “monsoni” con la vittoria di Lewis Hamilton, che andò a +17 su Raikkonen a due gare dal termine e vide il finnico vincere il Mondiale a Interlagos.

9) ADELAIDE– Il GP d’Australia viene associato all’Albert Park di Melbourne, ma per 11 anni venne ospitato dall’insidioso e ostico circuito cittadino di Adelaide: 3,780km con una S molto difficile dopo la partenza e curve molto tecniche. Qui, negli anni, accadde di tutto: una gara di soli 24 minuti per la forte pioggia nel 1991 (vinse Senna), l’incidente che mise fuori gioco Schumacher e Hill e assegna il titolo al tedesco per un solo punto nel 1994, lo spettacolare e tremendo botto di Hakkinen nelle libere del 1995. Proprio dopo quell’incidente Adelaide, ritenuta poco sicura, disse addio al circus. La pista è stata poi ammodernata, ma difficilmente rientrerà nel calendario.

10) ESTORIL– Stupendo nelle moto, col noto “cavatappino” che imitava il Corkscrew di Laguna Seca, nelle auto sembrava un “pistino” ma ha dato vita a gare veloci e decisamente piacevoli proprio per la sua conformazione inconsueta. Ha ospitato la F1 dal 1984 al 1996, e ha visto il battesimo di Ayrton Senna, che proprio qui conquistò la sua prima vittoria nel 1985, su una Lotus: curiosamente, è anche la sua unica vittoria su un tracciato che ha sorriso tre volte a Prost. Qui Villeneuve effettuò uno storico sorpasso su Schumacher nel 1996 in una velocissima piega verso destra, che ora non esiste più: la curva è stata vistosamente rallentata per allargare la via di fuga e aumentare la sicurezza.

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