Virtual 24h Le Mans

Non è stata una vera 24h di Le Mans, ma è stata comunque una signora gara. Organizzare una Virtual 24h è tutt’altro che cosa facile, ma si può dire che gli organizzatori abbiano vinto la loro scommessa, nonostante qualche problema tecnico: la piattaforma RFactor 2 ha retto a questo stress test “globale”, ma non sono mancati glitch e bug. Uno di questi ha tagliato fuori dalla gara Fernando Alonso, che si è visto assegnare una penalità proprio mentre si trovava ai box per rifornire: in condizioni “reali” Nando avrebbe effettuato il pit-stop e scontato la penalità in seguito, mentre la piattaforma RFactor l’ha obbligato a risolvere la questione-penalità immediatamente. Così facendo, senza rifornimento, Alonso è rimasto a secco. Nando, nello spirito di questa Virtual 24h di Le Mans, è stato poi riammesso alla gara dopo una Safety Car, chiudendo 17° di classe nelle LMP2. Problemi anche per Charles Leclerc: un guaio con la connessione l’ha frenato dopo qualche ora di gara, e un bug del gioco l’ha fatto addirittura ribaltare in pitlane. Guai con la connessione anche per il team Norris-Verstappen: Lando e Max sono stati “buttati fuori” dal gioco nella tarda serata, mentre la monoposto #20 si trovava saldamente in testa alla classe LMP2, e il gruppo è riuscito a rientrare in gara solo dopo svariate ore, chiudendo ovviamente in una posizione poco onorevole. Molti piloti, inoltre, hanno avuto problemi di connessione durante il cambio alla guida (Norris e Verstappen, ma anche altri, hanno criticato la piattaforma e sostenuto che l’evento andasse organizzato sulla più “solida” iRacing), e un bug diffuso ha portato alla seconda Safety Car nella giornata odierna.

Nonostante questo, la gara è stata spettacolare e piacevole per tutto l’arco delle 24 ore. Nelle LMP2 la vittoria è andata al team Rebellion Williams Esports, grazie alla grande prestazione del quartetto Marciello/Deletraz/Wisniewski/Brzezinski: un grande successo per il figlio d’arte Deletraz, test driver di Haas e pilota F2, e per Raffaele Marciello, l’italiano che aveva fatto grandi cose nelle serie inferiori per poi smarrirsi e ritrovarsi con Mercedes nelle ruote coperte, vincendo la FIA GT World Cup nel 2019 e il Blancpain l’anno prima. Rebellion Williams trionfa con una grande prestazione sulla lunga distanza e un passo eccezionale: inizialmente era stata ByKolles, scattata dalla pole, a dominare la Virtual 24h con Tom Dillmann, salvo poi scivolare indietro per un drive through (falsa partenza) e dover ricostruire la sua corsa. Hanno preso così la testa prima van der Linde e poi Marciello, che ha ceduto alla rimonta del team Redline, coi grandi stint di Verstappen e Norris. Quando questi ultimi si trovavano in testa con mezzo minuto di vantaggio, ecco il problema tecnico che li ha tagliati fuori, spianando la strada alla Rebellion #1: Deletraz, Marciello, Wisniewski e Brzezinski hanno gestito splendidamente la corsa e hanno trionfato, con Wisniewski che si è trovato senza benzina poco dopo il traguardo e si è fatto spingere nel giro d’onore. Secondo posto per ByKolles, che grazie al lavoro di Dillmann e allo stint finale del velocissimo sloveno Simoncic (poleman) ha strappato la piazza d’onore alla Rebellion Racing #13, terza al traguardo: la Rebellion #1 ha dunque preceduto di una ventina di secondi Dillmann/Guerrieri/Simoncic/Pedersen (ByKolles), con Canapino/Aitken/Arana/Romanidis terzi. Queste monoposto sono state le uniche a non essere doppiate dal team vincitore. Quarto posto per la vettura di 2Seas Motorsport (Al-Khalifa/Rowland/MacDuff/Braune), che ha preceduto il team Veloce Esports 1: Vergne, Gasly, Opmeer e Gillissen non sono dunque andati oltre il 5° posto. Sesta l’altra Rebellion, mentre sono finiti fuori dai dieci tanti protagonisti attesi: 11a e 14a le due Toyota, mentre il team con Alonso e Barrichello ha chiuso 17° dopo la riammissione in gara, appena due posizioni sopra la compagine tutta “rosa” con Sophia Floersch. 25° posto per il team Redline con Norris e Verstappen, a sua volta riammesso dopo i problemi in gara (nelle ultime 4h), mentre ha chiuso nelle retrovie Penske (con Montoya e Pagenaud), in seguito a una serie di errori e incidenti: il team rientrava, virtualmente, alla 24h di Le Mans dopo 49 anni.

Nella classe GTE, invece, dominio totale per Porsche. La #93, sapientemente guidata da Nick Tandy, Ayhancan Guven e i simracer Rogers e Ostgaard, ha preso la testa della corsa dopo pochi minuti e non l’ha più lasciata, dominando letteralmente la gara con un passo velocissimo. Tandy, che aveva già vinto la 24h “reale” nel 2015 (con Hulkenberg), bissa così dopo una gara solida e di alto livello per lui e per Porsche. Senza problemi di connessione al momento dei cambi-pilota, infatti, la #91 e la #92 avrebbero completto il podio per una storica tripletta della casa tedesca, in gara con una livrea celebrativa. Sul podio è andata invece l’Aston Martin #95 (Thiim, Westbrook, Sorensen, Biancolilla), staccata di oltre un giro, mentre ha chiuso terza la Corvette del team R8G Esports, di proprietà di Romain Grosjean: Juncadella, Beche, Jajovski e Kappet hanno disputato una grandissima corsa e conquistato un meritato podio. Più difficile, invece, la gara per le Ferrari AF Corse: il miglior equipaggio è stato quello meno atteso, la #71 (Leo/Laurito/Molina/Zwiers), partito a rilento e risalito pian piano in classifica. Fuori dai dieci invece la #51 e la #52: numerosi problemi di connessione (uno di questi ha causato un surreale ribaltamento ai box) hanno frenato Leclerc, Giovinazzi, Bonito e Tonizza, che hanno chiuso solo 18mi.

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