Dakar 2021

Il COVID-19 e la pandemia hanno cambiato le nostre vite: prima coi tre mesi di lockdown, poi con le limitazioni ai piccoli e grandi eventi sociali che perdurano anche in questi giorni. In Italia il virus si sta affievolendo e lentamente scomparirà (forse tornerà in autunno/inverno, forse no), ma le precauzioni rimangono. E così, per la prima volta dopo svariati anni, la Dakar non è stata presentata fisicamente, ma tramite i social network: alle 18 di quest’oggi, tramite una diretta Facebook sulla pagina del referente per l’Italia Edo Mossi, e in presenza (virtuale) di David Castera (ds della Dakar, azionista e ds del Rallye du Maroc) e Charles Cuypers (che cura i rapporti coi corridori e ne segue le esigenze), ha mosso i primi passi la Dakar 2021.

Una Dakar che sarà anticipata di qualche giorno, ma sempre in Arabia Saudita: prosegue il Chapter 3 del rally-raid fondato da Thierry Sabine e ora sotto l’egida di ASO, nella speranza che quest’edizione della corsa venga risparmiata da eventuali “ritorni di fiamma” del COVID. La Dakar verrà preceduta da due eventi di “qualificazione”, facenti parte della Road to Dakar: il Kalahari Rally e il Rallye du Maroc, di proprietà di Castera. Queste gare assegneranno un’iscrizione gratuita al vincitore e sconti ai rookie, oltre a fare da banco di prova per alcune novità. Proprio al Rallye du Maroc (che attraverserà anche la zona di Merzouga, orfana del Merzouga Rally), che avrà un bivacco fisso nella regione di Zagora per limitare gli spostamenti e si correrà dal 9 al 14 ottobre percorrendo 2mila km ricchi di sabbia e dune, verrà infatti provato un nuovo roadbook elettronico per auto, SxS e camion: le moto invece useranno il roadbook a colori della scorsa Dakar, sempre in forma cartacea e sempre con la consegna a pochi minuti dallo start.

Il roadbook elettronico, nelle stesse categorie e con la consegna appena prima dello start per sparigliare le carte, sarà presente anche nella Dakar 2021. Una Dakar che partirà il 3 gennaio da Jeddah, per concludersi il 15 gennaio sempre nella città che si affaccia sul Mar Rosso: nel mezzo, un prologo introduttivo (per decidere l’ordine di partenza della 1a tappa) e 12 tappe ad altissima intensità, interrotte solo dal riposo fissato per il 9 gennaio ad Ha’il. Che Dakar sarà? Gli organizzatori si sono ovviamente astenuti dal fornire dettagli sul percorso, ond’evitare di favorire i top team e/o dare vita a missioni esplorative, ma sappiamo questo: sarà una Dakar inedita al 100%, che non esplorerà zone già viste nel 2020, ma ci porterà nell’ignoto e nella prosecuzione della scoperta dello sconfinato deserto saudita. Il percorso ci è stato presentato come “meno rapido, più tecnico e vario”: andrà a ricalcare le difficili prime 4 tappe della precedente edizione su richiesta dei piloti, che si erano lamentati dell’eccessiva velocità della seconda settimana, e vedrà alternarsi la sabbia e le dune a canyon e zone rocciose/montuose. Inoltre, per sopperire alle difficoltà post-COVID, verranno ridotti i costi e i giorni di viaggio: team e assistenza vedranno partire i mezzi il 2 dicembre dal porto di Marsiglia (dopo le verifihe tecniche a Le Castellet) e si recheranno insieme ai piloti in Arabia il 30-31 dicembre, e potranno partire dal porto di Jeddah coi mezzi già la sera del 15 gennaio. Discorso diverso ovviamente per i piloti, che quella sera vivranno la cerimonia del podio.

Ma quali saranno le novità tecniche della Dakar 2021? Detto del roadbook, i piloti vivranno una nuova classificazione con differenziazioni diverse tra le classi, e tra l’altro subiranno una distinzione al proprio interno: verrà stilata una lista di piloti elite/prioritari che avranno una sorta di “prelazione” per partecipare, e sarà basata sul palmares e i risultati nei rally-raid e sul rendimento alla Dakar negli ultimi cinque anni. Nuove regole nella classe “Original by Motul”, i piloti che corrono senza assistenza e verranno attentamente controllati affinchè non ricevano aiuti esterni. E nuove norme di sicurezza: slow-zone di 90km/h per zone e territori pericolosi, allerta sonora per segnalare tratti a rischio, brevetto di 1° soccorso obbligatorio per tutti i partecipanti, che come sempre saranno chiamati ad assistere altri piloti in caso di guai e/o cadute, nel pieno spirito della Dakar. E ancora, limitazione di pneumatici posteriori (6) e un solo cambio-pistone senza penalità per le moto, nessun intervento meccanico durante il refueling e obbligo del gilet con airbag per la sicurezza degli iscritti di moto/quad. Cambiano le norme per la Dakar Experience: potranno usufruire della seconda chance solo gli amatori (esclusi dunque i piloti elite/della lista prioritaria), e non potranno vincere tappe e/o influenzare la corsa, partendo a parte e venendo inseriti in una classifica apposita. Proprio per evitare le vittorie di tappa dei “revenant”, questi ultimi (che percorreranno l’intero percorso di gara) verranno penalizzati di 15′ sul tempo finale di ogni tappa. Persistono gli aiuti ai partecipanti: carburante fornito gratis, assicurazione portata a 30mila euro (da 4.500), visti gratuiti, interviste effettuate al bivacco inoltrate via WhatsApp e due foto al giorno per favorire la condivisione dell’esperienza sui social. E ancora, tariffe specifiche per gli SSV (tornerà Polaris, con team ufficiale) e ridotte per i rookie, ottimizzazione dell’organizzazione e possibilità di organizzare viaggi coi propri sponsor per visitare il paese e convincerli a investire nell’avventura-Dakar.

DAKAR 2021: UN OCCHIO AL PASSATO E UN’APERTURA “GREEN”– Ma non è finita qui. La Dakar guarda al futuro, e fornisce uno sconto del 50%, un premio finale e un regolamento ad hoc per quei veicoli che si presenteranno portando in dote un’alimentazione basata sull’utilizzo di energie rinnovabili: anche il rally-raid più famoso del mondo dunque si apre al “green”, e ci sarebbero già dei costruttori (uno italiano) e svariati progetti in coda. Uno sguardo al futuro green e uno al passato, col progetto Dakar Classic: nasce una nuova Dakar, che condividerà con quella “originale” il bivacco e lo spirito di convivialità, ma avrà percorso e regolamento dedicati. Sarà una sorta di Dakar “storica”, aperta a mezzi costruiti prima del 31/12/1999, e avrà tariffe ridotte (10-15mila euro) e la stessa assistenza della “vera” corsa: attirerà grandi veterani e appassionati d’auto d’epoca, aumentando la “mistica” della Dakar e aggiungendo qualcosa in più a un’edizione che si preannuncia scoppiettante.

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