Sono passati 110 giorni dal 15 marzo 2020, la data in cui si sarebbe dovuto correre il GP d’Australia, prova inaugurale della stagione 2020 della F1. Ne sono passati ancora di più, 126, dall’ultima volta in cui abbiamo sentito “rombare” i motori della Formula 1, nei test di Barcellona: Mercedes, Red Bull e Racing Point (ribattezzata Mercedes rosa per le evidenti somiglianze con la monoposto 2019 della casa tedesca) avevano convinto, Ferrari era apparsa in difficoltà con una monoposto scorbutica e meno performante delle attese. E ancora, le polemiche sul DAS (già sviluppato da RB), una Williams meno “fanalino di coda” e l’attesa per il debutto delle nuove livree. Tutto dimenticato, tutto rimosso nei tre mesi e più di lockdown. La F1 riparte da zero, con un calendario che per ora prevede otto gare (Red Bull Ring x2, Hungaroring, Silverstone x2, Montmelò, Spa, Monza) e ne aggiungerà altre (Mugello, vecchio Hockenheim?) e con delle situazioni già definite per il 2021: addio tra Ferrari e Vettel, con Sainz a Maranello e Ricciardo a sostituirlo in McLaren. Di nuovo ci sono anche la livrea di Williams, ridisegnata per l’addio di ROKit, e quella total black di Mercedes: la scuderia di Brackley passa da Frecce d’Argento a Men in Black per supportare il movimento Black Lives Matter, con una stupenda livrea. E parte subito forte sin dalle libere del venerdì sul Red Bull Ring.

F1, GP D’AUSTRIA: UNO-DUE MERCEDES NELLE FP1, LE FERRARI ARRANCANO– Si riprende esattamente come si era finito. Le Mercedes, col DAS e la (stupenda) livrea nera, sfrecciano davanti a tutti con gomme soft. Lewis Hamilton ottiene il miglior tempo, migliorando di 22 millesimi quello dell’anno scorso e chiudendo in 1.04.816: chiude a 356 millesimi Bottas con la seconda vettura di Brackley, mentre è terzo Max Verstappen con 602 millesimi di ritardo e un testacoda nel finale. Quarto posto invece per un ottimo Sainz, ringalluzzito dal passaggio in Ferrari e a soli 13 millesimi da Verstappen: la prima delle Racing Point, molto attese, è quinta, con Sergio Perez a 696 millesimi. Seguono Lando Norris (+0.802), Albon (+0.885), Ricciardo (+1.044), Magnussen (+1.091) e Charles Leclerc decimo con la prima delle Ferrari. La Rossa faticherà qui in Austria: alla deludente monoposto dei test si è aggiunta la folle idea di portare i primi sviluppi solo in Ungheria, allargando il gap: Leclerc è 10° e Vettel 12°, rispettivamente con 1”108 e 1”261 di ritardo e una Ferrari che è di poco dentro la top-10 nel passo gara. Tra le due vetture di Maranello ecco Stroll, 11° a 1”258: dopo Seb invece Ocon, che è 13° a 1”454 e precede Giovinazzi (+1.544), Raikkonen (+1.549), Gasly (+1.588), Russell (+1.679), Latifi (+2.090) e Kvyat (+2.127). Mestamente ultimo Romain Grosjean, che ha concluso solo due giri con la Haas per un problema ai freni.  Dopo un giovedì decisamente piovoso, ci si aspettava pioggia anche nelle prove libere, ma dopo una prima mezz’ora “tempestosa” è tornato il sereno e i piloti hanno potuto girare: quasi tutti i team hanno fatto il tempo buono con gomme soft, mentre Ferrari ha ottenuto il suo giro più rapido con le medie e sembra surriscaldare la mescola più morbida.

F1, GP AUSTRIA: LE MERCEDES SI RIPETONO, OTTIMO PEREZ– Uno-due Mercedes che si ripete anche nelle FP2, che vedono una Ferrari in crescita rispetto alle FP1. Su pista completamente asciutta svetta nuovamente Lewis Hamilton, che vuole partire in grande stile e chiude in 1.04.304, mezzo secondo più veloce rispetto alle FP1. Sempre in scia Valtteri Bottas, che nonostante un problema al cambio chiude a 197 millesimi dal compagno: come ci si poteva attendere dopo i test, la terza vettura è una Mercedes… rosa, la Racing Point RP20 di Sergio Perez, che dopo aver mostrato un grandioso passo chiude terzo a 641 millesimi da Hamilton. Quarto Sebastian Vettel con una Ferrari in lenta risalita e 657 millesimi di ritardo, precedendo Ricciardo (+0.668), Norris (+0.783), Stroll (+0.831) e Max Verstappen, che è ottavo a 911 millesimi con una RB altalenante e precede Charles Leclerc, nono a 994 millesimi davanti a Carlos Sainz (+1.048). Ferrari quarta e nona dunque, con una lieve crescita rispetto alle FP1, ma comunque un ampio distacco da Mercedes. 11° posto per Ocon, che si conferma positivo dopo l’anno di stop e chiude a 1”111, precedendo Kvyat (+1.139), Albon (+1.149), Giovinazzi (+1.304), Magnussen (+1.374), Grosjean (+1.604), Gasly (+1.712), Russell (+1.821), Raikkonen (+1.974) e Latifi ultimo a 2”8. Le FP2 sono state contraddistinte da problemi e/o incidenti: Sainz ha danneggiato l’ala anteriore sui cordoli, testacoda invece per Russell, Kvyat e Albon. Mercedes sembra nettamente favorita per qualifiche e gara, con Perez subito dietro: incognita Red Bull, mentre Ferrari sembra doversi rassegnare a una gara da 4°/5° posto. Ma sono solo le indicazioni delle libere, domani potrebbe cambiare tutto…

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