Da anni la F1 non assisteva a qualifiche così emozionanti. La pioggia caduta “a secchiate” sul Red Bull Ring ha movimentato le prove cronometrate del GP di Stiria, seconda gara sul circuito austriaco (e occhio, le restrizioni ungheresi sui cittadini britannici rischiano di portare a un’Austria-ter): sono state molte le sorprese, dalle prove superlative di Sainz (3°), Ocon (5°) e Gasly (8°), al 12° posto di un ottimo George Russell su Williams. Non è cambiata invece la scuderia che scatta dalla pole, perchè c’è una Mercedes davanti a tutti: settimana scorsa era toccato a Valtteri Bottas scattare davanti a tutti, stavolta invece ecco Lewis Hamilton in prima posizione. Il campione del mondo è stato semplicemente superlativo: danzando sulla pioggia e sfiorando i 200km/h di media, Hamilton ha rifilato 1”2 a Max Verstappen secondo, scavando un solco enorme. Seconda fila per Sainz e Bottas, poi ecco Ocon, Albon, Gasly, Ricciardo, Norris che si era qualificato 6° ma scatta nono. E le Ferrari? Disastrose (come le Racing Point: Perez out in Q1 e 17°), con Vettel 10° e Leclerc 11° e out in Q2 con una macchina inguidabile anche sul bagnato: Charles partirà 14° dopo essere stato sanzionato per aver ostacolato Kvyat. Gara compromessa? Andiamo a scoprirlo.

F1, GP STIRIA: LA GARA DEL RED BULL RING– Non succede nulla davanti allo start: Hamilton si difende da Verstappen, e le posizioni sono congelate. Succede di tutto dietro, e le protagoniste di una Caporetto impossibile da dimenticare sono le già zoppicanti Ferrari: Vettel e Leclerc partivano 10° e 14°, ma si ritrovano vicini vicini in curva 3. E, com’era già capitato in Brasile l’anno scorso, succede il patatrac. Difficile dire di chi sia la colpa, anche se nel post-incidente è Leclerc a prendersela tutta, auto-insultandosi (“Sono stato uno str***o”). Il monegasco tira la gran staccata e, per passare Seb, azzarda un appoggio sul cordolo: Vettel, in traiettoria, vede arrivare a fionda il compagno e non fa nulla per evitarlo. Il risultato è una scena tafazziana: Leclerc decolla sul cordolo ed entra di taglio sulla monoposto di Vettel, sfondando l’alettone posteriore del compagno. Vettel out, e Safety-Car in pista per ripulire il disastro. Il monegasco prova a proseguire, ma quando non riesce ad accodarsi alla SC pur avendo pista libera si capisce che è tutto finito: ritiro anche per lui, per colpa degli ingenti danni alla monoposto causati dal contatto, doppio zero e figuraccia colossale per Ferrari.

Fuori dal disastroso mini-mondo rosso Maranello, la gara prosegue senza particolari emozioni. Hamilton è nettamente più veloce di tutti e si costruisce pian piano il margine di sicurezza su Verstappen, Max a sua volta tiene dietro Bottas e Albon è saldamente quarto: fatica invece Sainz, che fa da tappo al gruppone e non riesce a sfruttare la terza posizione conquistata in qualifica, finendo subito quinto davanti a Ocon, Ricciardo (medie), Gasly, Stroll e Perez che è già nei dieci nonostante partisse 17°. Subito fuori dalla top-10 Lando Norris, che scattava nono ed è frenato in questo weekend da dei forti dolori al petto, che hanno richiesto frequenti massaggi e antidolorifici tra venerdì e sabato. Non succede nulla fino alla prima tornata di pit-stop: la apre Verstappen, che rientra al 25° giro per montare le medie e prevenire l’undercut di Bottas. Un’undercut che non c’è, perchè il finnico va lunghissimo: sfrutterà questa mossa per chiudere 2° in rimonta. I pitstop fanno una “vittima”: ritiro preventivo per Ocon dopo un gran fumo dal motore Renault nei box. Il francese era 7° e vede finire così un gran weekend, che l’aveva visto sfrecciare sul bagnato (5°) e confermarsi sull’asciutto. Brutti pit, invece, per le McLaren: un problema alle pistole di fissaggio-gomme fa perdere 5” a Sainz e 9” a Norris. Dopo il giro di pit-stop, Hamilton guida saldamente su Verstappen, che ha 13” su Bottas, dotato però di un set di gomme molto più fresche: inizia una gara nella gara, col finnico in modalità-attacco e Max a difendersi dall’assalto.

Il vero spettacolo però lo regala il gruppetto dietro: le Racing Point prendono il ritmo e risalgono. Perez passa Stroll, poi ha la meglio su Ricciardo con un gran sorpasso all’esterno e si porta alle spalle di Albon, raggiungendolo a suon di giri veloci: nonostante il DRS, è però difficilissimo passare l’anglo-thailandese, che si difende come un leone e sfrutta al meglio le occasioni di allungo fornite dai doppiati. Stesso destino per Stroll, che resta a lungo bloccato dietro l’arcigno Ricciardo: una situazione, questa, che favorisce il rientro di Lando Norris, aiutato da Sainz che lo fa passare spianando la strada alla rimonta del talento britannico. Davanti intanto, complice un danno all’alettone anteriore, Verstappen alza di molto i suoi tempi e viene ripreso da Bottas: il primo tentativo di Valtteri va a vuoto perchè Max si difende superandolo splendidamente all’esterno dopo che i due hanno fatto tutto il tratto guidato affiancati, il secondo va a buon fine. Max, come dietro Sainz, sfrutta allora l’ampio vantaggio sugli inseguitori per montare le soft e inseguire il giro veloce (punto extra): lo centrerà lo spagnolo, chiudendo in 1’05”6. La gara si accende negli ultimi tre giri: Perez, frustrato dall’infruttuoso inseguimento ad Albon, si butta dentro alla cieca e danneggia l’alettone. Stroll fa lo stesso con Ricciardo: i due si toccano, rallentano e fanno rientrare un superlativo Lando Norris, capace di recuperare 4” in 4 giri. Lando passa entrambi ed è sesto, ma non è finita qui: Perez ha l’alettone talmente danneggiato che perde oltre dieci secondi in un giro, venendo sverniciato da Norris nella penultima curva. Il messicano trema, ma riesce a difendere almeno la 6a posizione al fotofinish nell’arrivo a tre con Stroll e Ricciardo.

Vittoria dunque a Lewis Hamilton, la numero 86 in carriera (-5 da Schumi) col podio numero 152 (-3 da Schumi), precedendo di 14” Valtteri Bottas: terzo Verstappen che riscatta lo zero di Austria I, poi ecco Albon, Norris 5°, Perez, Stroll, Ricciardo, Sainz e Kvyat, con Kimi Raikkonen 11° davanti a Giovinazzi. Nella classifica iridata, Valtteri Bottas resta il leader con 43pti, precedendo Hamilton (37) e Norris (26). Nei costruttori è dominio Mercedes: 80 punti contro i 39 di McLaren e i 27 di Red Bull, con Ferrari quinta a quota 19. È stato un weekend disastroso per la Rossa: prima la rassegnazione di Binotto perchè gli aggiornamenti portati non hanno cambiato nulla, poi le pessime libere (Lec 10, Vet 16) e qualifiche, e infine l’incidente tra i due piloti. Vedremo come reagirà la Rossa, perchè domenica prossima si corre in Ungheria, o forse ancora in Austria: le forti limitazioni imposte da Orban ai cittadini britannici rischiano di far saltare l’Hungaroring e portare ad Austria III. Vedremo che succederà.

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