Dopo l’uno-due Mercedes in Austria e le grandi prestazioni di Lando Norris, si cambia scenario in F1. Il circus si sposta in Ungheria e all’Hungaroring per affrontare una pista ostica, sulla carta più “fattibile” per una Ferrari davvero disastrosa in Austria: prima i guai di Vettel nel primo GP, con Leclerc secondo a sorpresa dopo una pessima qualifica, poi lo scontro tra i due nel GP di Stiria. Nelle libere Ferrari ha mostrato un passo migliore, comunque lontano da Mercedes e Racing Point, artigliando un 4° posto nelle FP3 e chiudendo in testa nelle FP2 bagnate con Vettel. Dominio Mercedes e ottime Racing Point anche in Ungheria: Hamilton e Bottas sono gli ovvi favoriti per la pole, mentre faticano molto le Red Bull, che l’anno scorso vinsero con Verstappen. È una pista che esalta i motori Mercedes: tutte le vetture con le PU tedesche volano nel primo settore. Andiamo a scoprire cos’è successo nelle qualifiche.

Q1: SUPER-PEREZ, DUE WILLIAMS IN Q2– Come sempre, è Lewis Hamilton a far segnare i primi tempi interessanti: il sei volte iridato apre le danze col crono di 1.15.366, precedendo di 118 millesimi Bottas e poi Stroll (+0.391) e Perez (+0.504) con le Racing Point sempre molto veloci. Bene Leclerc (+0.681), mentre Vettel è inizialmente nono. Cambia però tutto nel finale, quando il tracciato migliora improvvisamente: lo si nota quando Russell chiude terzo a due decimi da Hamilton e si assicura la Q2. Escono tutti dunque, e i tempi migliorano nettamente: Perez chiude in 1.14.681, Stroll a due decimi e Hamilton terzo con soft usate. Esce anche Vettel, che si piazza sesto dietro le McLaren, precedendo Bottas, Verstappen, Russell e Ocon: 13° con qualche rischio Leclerc, che decide di non sfruttare il secondo tentativo. Out Magnussen, Kvyat, Grosjean, Giovinazzi e Raikkonen: per la terza gara consecutiva i clienti Ferrari vengono eliminati in Q1, con Raikkonen ultimo per la prima volta in carriera su questa pista, che ha sempre amato. Sorridono invece le Williams, che riportano entrambe le vetture in Q2 per la prima volta da Monza 2018.

Q2: HAMILTON DA URLO CON LE MEDIE, FERRARI IN Q3– La Q2 viene scandita dai tentativi con le medie: provano con esito Mercedes e Racing Point (col brivido), che partiranno con la gomma più performante in gara, spreca tempo Renault con un tentativo a dir poco azzardato, che vede uscire entrambi i piloti in Q2. Lewis Hamilton è superlativo: 1.14.261 con le medie, precedendo di 269 millesimi Bottas e di sette decimi Verstappen che fa il tempo con gomme soft. Seguono Leclerc, Norris, Vettel, Stroll (medie), Sainz, Perez (medie) e Gasly, che accede alla Q3 con l’ultimo tempo utile nonostante avesse problemi al motore. Out Ricciardo, Russell, Albon, Ocon e Latifi. Il tempo di Hamilton, 1.14.261, migliora di tre decimi il record dell’Hungaroring in qualifica. Con gomme medie!

Q3: HAMILTON STRATOSFERICO, POLE N°90! FERRARI 5A E 6A– Lewis Hamilton aveva già demolito il record della pista in Q2 e con mescola media, ma si supera ulteriormente nella sessione decisiva per la pole: il cannibale britannico prima chiude in 1.13.613 e poi in 1.13.447, che vuol dire abbassare di 1”1 il precedente limite e far segnare un tempo stratosferico. Secondo a 107 millesimi Bottas, l’unico che regge il ritmo di LH44, poi il vuoto fino a Lance Stroll: il canadese è terzo in 1.14.377, ovvero a 930 millesimi da Hamilton, con Perez quarto a 1”198 per completare la seconda fila tutta Racing Point. Quinta e sesta le Ferrari: Vettel chiude a 1”327, Leclerc a 1”370. Dietro di loro Max Verstappen, che peggiora i tempi fatti registrare l’anno scorso e chiude 7°, confermando che qualcosa non va nella Red Bull: completano la top-10 Norris, Sainz e Gasly, che non ha girato per preservare il motore. Hamilton conquista la pole numero 90.

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