Dalla timida rinascita-Ferrari al nuovo disastro in gara: l’Hungaroring doveva essere il circuito della parziale resurrezione di una Rossa sempre più quinta/sesta forza del Mondiale (dietro Mercedes, Red Bull, Racing Point, McLaren e forse Renault), invece ha segnato uno dei punti più bassi della storia recente della monoposto di Maranello. Dal 2008, da una Silverstone bagnata in cui Felipe Massa aveva perso la trebisonda e continuava a girarsi su sè stesso, entrambe le Rosse non venivano doppiate: è successo oggi, con Vettel 6° e Leclerc 11°. Disastro-Ferrari e nuova apoteosi per Lewis Hamilton, che domina per tutta la corsa e conquista l’ottavo successo in Ungheria, eguagliando Schumacher e portandosi a soli cinque successi dal Kaiser. Andiamo a ripercorrere le emozioni della gara.

F1, GP UNGHERIA: LA GARA– La pista è bagnata, e Max Verstappen fa un mezzo disastro nel giro d’ingresso sul tracciato: l’olandese perde la sua Red Bull e tocca il muro, distruggendo la sospensione anteriore destra e l’alettone. I meccanici Red Bull, sotto l’attento occhio dei delegati FIA, fanno però un miracolo rimontando tutto (e bene) in meno di dieci minuti: Max può così partire regolarmente, e disputare una grande gara. Scattano tutti con le intermedie, tranne le Haas: grande intuizione di Magnussen e Grosjean, che si accorgono per primi che la pista si sta asciugando e rientrano per montare le gomme da asciutto già al termine del giro di ricognizione, partendo con le slick dalla pitlane. Una mossa che era stata richiesta anche da Kvyat, non ascoltato dal muretto. Allo start Bottas rischia la falsa partenza e per evitarla si pianta, scivolando in 6a posizione: ne approfittano Verstappen e Vettel, che salgono rispettivamente in terza e quarta posizione, mentre Leclerc inchioda alla prima curva dopo un’ottima partenza (er 3°) ed è quinto. Ma ne approfitta soprattutto Lance Stroll, secondo con la Racing Point mentre Hamilton si invola. Tempo tre giri e iniziano i primi pit-stop, perchè la pista si asciuga rapidamente: Leclerc e Bottas rientrano al terzo giro montando rispettivamente soft e medie, e la strategia del monegasco si rivelerà errata e distruggerà la sua gara. Nel giro seguente tocca a Hamilton, Stroll, Vettel e il resto del plotone: i big montano tutti le medie, chi opterà per le soft vedrà distrutta ogni chance di far bene. Bravo Verstappen a fare una sorta di overcut, restando fuori un giro in più con le intermedie e superando così Stroll.

Al termine dei pit-stop abbiamo dunque Hamilton in testa con un ampio margine (8”) su Verstappen, seguito dalle Haas di Magnussen e Grosjean, a loro volta tallonate da Stroll e Leclerc, unico dei primi sei con gomme soft: dietro di loro Bottas, Perez, Vettel e Ricciardo. Stroll svernicia facilmente Grosjean, mentre Latifi (era 10° a fine primo giro) scivola indietro dopo un unsafe release di Williams che genera un contatto con Sainz. Leclerc, subito in difficoltà, viene attaccato da Bottas: si difende bene, ma viene passato poco dopo. Vettel intanto ha alle sue spalle Albon e viene superato: il graining di Leclerc con le soft diventa preoccupante, Charles deve difendersi anche da Albon ed è più lento di tre secondi al giro rispetto ai primi, rallentando di conseguenza il pilota Red Bull e Vettel. Ferrari lo lascia però in pista, perchè è prevista pioggia entro pochi minuti: il risultato è un distacco di 43” in 17 giri e un passo nettamente peggiore delle Haas. Albon e Vettel passano, mentre Perez, Ricciardo e Sainz si accodano alla Rossa: il muretto-Ferrari allora si risveglia dal torpore e fa fermare Charles montando gomme hard, ma ormai è tardi, perchè Leclerc rientra 15° e doppiato. Davanti Stroll, terzo, è il più veloce in pista, ma poi cala e viene sopravanzato da Bottas: Albon passa agevolmente Grosjean, mentre Vettel fa più fatica nonostante la Haas sia cliente Ferrari e i due si toccano. Hamilton intanto allunga ad oltre venti secondi, mentre la rimonta di Leclerc inizia dal lungo duello con Lando Norris, nel quale il motore Ferrari (con DRS) fatica a sopravanzare quello Renault.

Rientra ai box Vettel, che con le hard costruisce un gran ritmo e fa il giro veloce. Si ferma anche Bottas, che monta un’altra media per portarsi all’inseguimento di Verstappen e chiudere secondo. La tanto attesa pioggia arriva, ma sono giusto due gocce che non scalfiscono i piloti o causano problemi: tutti proseguono con le soft/hard, mentre Leclerc viene nuovamente doppiato da Hamilton dopo il pit e Magnussen difende strenuamente la zona-punti restando fuori e non fermandosi più. A venti giri dal termine Hamilton guida con 23” su Verstappen, con Bottas terzo e molto vicino: seguono Stroll, Vettel, Albon, Perez, Ricciardo, Magnussen, Leclerc decimo tallonato da Sainz. Charles, che si lamenta di una Ferrari inguidabile, viene superato dal futuro compagno di squadra, mentre davanti Bottas rientra e monta le hard per andare all’assalto di Verstappen a suon di giri da qualifica: arriverà sotto il secondo di distacco, ma non passerà nonostante il DRS. Passa invece Albon su Vettel, mestamente doppiato da Hamilton: Lewis, che ha un vantaggio di quasi mezzo minuto, si ferma controvoglia al giro 66 e monta le soft per fare il giro veloce, ottenuto all’ultimo passaggio in 1.16.627. Doppierà nuovamente Vettel che si era sdoppiato col pit-stop del leader, sfiorando anche il ri-doppiaggio di Albon. Vittoria autorevole per Lewis Hamilton con una Mercedes-monstre, precedendo un grande Verstappen che ringrazia l’enorme lavoro dei meccanici e Valtteri Bottas: quarto Stroll davanti ad Albon ultimo pilota a pieni giri. Seguono Vettel (6°), Perez, Ricciardo, Magnussen e Sainz, con Leclerc 11° e Norris 13°. Hamilton eguaglia le otto vittorie in Ungheria di Schumacher e si porta a -5 nel computo complessivo dal Kaiser, con una Mercedes dominante nel motore e nel complesso. Sprofondo rosso in casa-Ferrari, con entrambe le vetture doppiate: Vettel chiude sesto azzeccando la strategia, Leclerc è 11° per un errore madornale del muretto. Ed è deprimente vedere la Ferrari due posizioni più indietro della Haas di Magnussen, monoposto “cliente”: pur senza fermarsi, il danese girava mezzo secondo più forte di Leclerc e conquista un prodigioso 9° posto, che premia l’azzardo-Haas sulle slick.

Nel Mondiale Lewis Hamilton, come l’anno scorso, torna leader al 3° GP: guida con 63pti, +5 su Bottas, con Verstappen terzo a quota 33 davanti a Norris (26), Albon e Perez (22), Stroll e Leclerc (18), con Sainz nono (14) davanti a Vettel (9). Nel costruttori vola Mercedes, con 121pti contro i 55pti di Red Bull: terze Racing Point e McLaren con 40pti, con Ferrari quinta a quota 27. Si torna in pista il 2 e 9 agosto a Silverstone.

HM, VERST, BOT, STR, VET, LBON, PER, RIC, MGNU, LEC, SINZ (veloce). verst 23” hm, bot pit e hrd. si ferm stroll. hm doppi vettel

sinz pss lec e 10°. hm entr giro 66 per GV. b0t 17.6 e 3”. lbon pss vet e 5°.

HM 1.16.627, VERST, BOT, STR, LBON (5° E PIENI GIRI), VET, PER, RIC, MGNUSS, SINZ, LEC 11, NOR 13.  egugli schumi

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *