Fabio Quartararo aveva vinto a Jerez, Fabio Quartararo vince ancora a Jerez. Lo fa con una gara dominata dal primo all’ultimo metro, mentre dietro succede di tutto: duelli, staccate a ruote fumanti di Valentino Rossi per difendere il podio, colpi di scena e ritiri a pioggia, con sole 12 moto all’arrivo. Volano le Yamaha, che fanno tris col Diablo davanti a Vinales e Rossi, e Quartararo allunga nel Mondiale dopo questo raddoppio nel back-to-back sul tracciato iberico. Spettacolo anche in Moto2 e Moto3: andiamo a ripercorrere tutti i risultati e le emozioni del weekend. Un weekend dove ha gareggiato anche la MotoE: vittoria per Aegerter, che vola in testa con 41pti (+11 su Torres).

MOTOGP: QUARTARARO BISSA, ROSSI A PODIO- Dal primo all’ultimo metro. Fabio Quartararo vince il secondo GP a Jerez con una gara totalmente dominata, e impostata secondo il suo ritmo: il Diablo parte bene, e si difende in avvio da un Maverick Vinales subito aggressivo. A quel punto è tutto fatto, perchè il ritmo del francese è insostenibile per tutti. Dopo tre giri il vantaggio è già di 1”7, a pochi giri dal termine sarà di otto secondi fino al rilassamento finale che lo fa scendere a 4”4: la vittoria, la seconda consecutiva, non è però mai stata in discussione, e Quartararo vola a quota 50pti, +10 su Top Gun e +24 su Dovizioso. Dietro, intanto, succede di tutto: Valentino Rossi è partito molto bene, e non ci mette molto a infilare Vinales e portarsi al 2° posto. Inizialmente il Dottore sembra fare da tappo a Maverick e si difende a suon di staccate ritardate, poi allunga sfruttando un repentino calo delle gomme del compagno: Vinales capisce che procedendo con quel ritmo rischia di non arrivare in fondo e rallenta, lasciando strada alle arrembanti Ducati di Miller (che cade poco dopo) e Bagnaia. Pecco, dopo la prima partenza nella top-3 in MotoGP, è scatenato: il suo passo è ottimo e lo porta a sopravanzare Rossi e prendere il largo. Bagnaia è secondo, mentre Morbidelli passa Vinales e si porta all’inseguimento di VR46. Lui e Pecco sognano il podio, ma per entrambi la gara avrà un esito diverso: rottura del motore per entrambi e sogni infranti, con Bagnaia in lacrime dopo aver visto sfumare il primo podio in carriera. Sorride Rossi, che ora è saldamente secondo, e si ringalluzzisce Vinales: Maverick, dopo qualche giro “tranquillo”, torna sotto e si porta sul Dottore guadagnando oltre 1” in un giro. A questo punto assistiamo a un duello strepitoso: Vinales è più veloce, ma Rossi si difende come un leone a suon di staccate e cede solo nell’ultimo giro, nonostante un ritmo più lento di quello del compagno. Impossibile tentare un controsorpasso, ma per Valentino Rossi va bene così: non andava a podio dal 14 aprile 2019, ad Austin, ci torna dopo 469gg esatti. Vittoria a Quartararo su Vinales e Rossi, per il tris-Yamaha: seguono Nakagami, Mir, Dovizioso, Pol Espargaro, Alex Marquez, Zarco, Rins, Rabat e Smith. Solo 12 moto al traguardo: out Crutchlow, Bagnaia, Morbidelli, Binder, Petrucci, Miller, Aleix Espargaro, Lecuona e Oliveira.

MOTO2: TRIS ITALIANO, TRIONFA BASTIANINI– Dalla Q1 al terzo posto in griglia, dal terzo posto in griglia alla vittoria. Il weekend di Enea Bastianini è stato un’altalena di emozioni e gli ha regalato una strepitosa vittoria: l’italiano del team Italtrans è scattato subito bene, approfittando della brutta partenza di Lowes per infilarsi alle spalle del poleman Bezzecchi e superarlo dopo un solo giro. Bastianini si è dovuto difendere a lungo da Luca Marini, che ha superato a sua volta il Bez e sembrava avere un ritmo migliore nelle prime fasi di gara: l’inseguimento di Marini è durato qualche giro ma, proprio quando tutti si aspettavano il sorpasso del fratello di VR46, Bastianini ha allungato nuovamente e ha conquistato una meritata vittoria, festeggiata con un pianto liberatorio. Terzo invece è arrivato Marco Bezzecchi, che dopo essere stato sopravanzato dai due connazionali ha gestito le gomme e si è difeso al meglio da Sam Lowes. Podio tutto italiano dunque (con Marini e Bezzecchi che festeggiano abbracciandosi in curva nel giro d’onore e si tirano giù a vicenda, suscitando l’ilarità generale), con Lowes quarto davanti a Canet, Martin, Luthi, Vierge, Manzi e Schrotter: solo 11° il leader iridato Nagashima, ancora acciaccato e stordito dopo la brutta caduta di ieri, nella quale aveva battuto fortemente la testa. Nagashima resta però leader con 50pti, +2 su Bastianini e +5 su Marini.

MOTO3: SUZUKI SI SBLOCCA– “Tutte ‘ste pole mi hanno rotto le palle, ora voglio il podio”. Detto, fatto. Dopo tre pole consecutive, Tatsuki Suzuki conquista la vittoria in Moto3 dopo una gara combattuta, con un ricorso storico da brivido: per il secondo anno di fila, il team SIC58 si impone sul circuito dove vinse per la prima volta Marco Simoncelli. Suzuki è stato molto intelligente, rispondendo colpo su colpo agli attacchi e restando sempre in top-3: è andato in testa e poi all’ultimo giro si è involato verso la meritata vittoria, che lo porta al 2° posto nel Mondiale. Secondo McPhee, mentre Celestino Vietti ha artigliato il terzo gradino del podio dopo una gara grintosa, resistendo ad Alcoba. Vietti ha poi dato spettacolo sul podio, tagliandosi una mano nel tentativo (miseramente fallito, con esiti comici) di esultare come Lando Norris, facendo “schizzare” lo champagne battendo per terra la bottiglia: bottiglia che si è rotta ferendolo, servirà qualche punto di sutura. Alle sue spalle Darryn Binder, che ha rimontato dalla 25a posizione in griglia: “piange” Alcoba, che aveva chiuso quarto ma è stato penalizzato di 3” per mancato rispetto dei track limits, chiudendo settimo e venendo scavalcato da Binder, Rodrigo e Fernandez. Giornata deludente per Arbolino, solo 10°, con Fenati 12° e Migno 22° dopo una caduta: ancora out Foggia, e doppio zero per Leopard, visto che Masia ha centrato Ogura, facendo ritirare entrambi. Ritiro anche per Arenas, caduto in curva 9: resta però leader del Mondiale con 50pti, +6 su Suzuki e +10 su McPhee.

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