Mercedes davanti a tutti, il solito ottimo passo di Racing Point (anche con Hulkenberg, sostituto di Perez), ma anche di Renault. E Ferrari? Nonostante le varie top-5 di Leclerc, sul passo proprio non ci siamo, con il monegasco 2” più lento delle Mercedes. Per non parlare di Vettel, autore di un weekend tribolato: problemi al sistema di raffreddamento nelle FP1, problemi di altra natura per tutto il resto del weekend, con Vettel che non sentiva bene la vettura e lamentandosi per “something loose” (qualcosa che non va) al pedale del freno. Nelle qualifiche Ferrari ha fatto il possibile: 4° Leclerc a 1”1 con un assetto estremamente scarico/sbilanciato e volto alla prestazione massima più che alla gara, 10° Vettel a due secondi. Pole ovviamente per Lewis Hamilton, che aggancia Schumacher a quota 91: seguono Bottas, Verstappen, Leclerc, Norris, Stroll, Sainz, Ricciardo, Ocon e Vettel, con Hulkenberg 13°. I primi quattro e Stroll partiranno con le medie usate in Q2, e con loro tutti i piloti dall’11° in giù: soft per Norris, Ricciardo, Ocon, Sainz e Vettel.

F1, GP GRAN BRETAGNA: LA GARA– Il GP d’Inghilterra, che verrà bissato settimana prossima venendo dedicato al 70° anniversario della F1, perde subito un protagonista: un grave problema alla power unit taglia fuori Hulkenberg, che non parte neppure. Bottas scatta meglio di Hamilton, ma non ha il coraggio di superarlo e resta dietro. Parte bene Leclerc, che passa Verstappen, ma viene subito scavalcato dalla più performante Red Bull. Per il resto non cambia nulla, anche perchè all’inizio del 2° giro entra la Safety Car. Magnussen non si avvede dell’attacco di Albon e lo chiude con cattiveria, ma ha la peggio: le vetture si toccano, la sospensione della Haas va ko e Magnussen si schianta contro il muro perdendo una ruota. Albon verrà poi penalizzato di 5”. SC in pista e tutto da rifare quando si riparte al 5° giro: rientra Albon per montare gomme hard, mentre Ocon e Stroll duellano, con la Racing Point del canadese che si conferma “leone” nelle libere e “agnellino” in gara. Davanti le due Mercedes hanno lo stesso passo, mentre Verstappen rifila 1” netto a Leclerc, che perde 3” al giro dalle “pantere nere”. La situazione è già delineata, ma al 12° giro ecco un’altra Safety Car: Kvyat perde il controllo della monoposto, pare per un guasto alle sospensioni, e si schianta contro il muro a 270km/h. Pilota illeso, auto distrutta e detriti da rimuovere. Tutti rientrano ai box tranne i primissimi, che avevano già passato il traguardo, e Grosjean che resta fuori con le medie: nel giro seguente si delinea così una classifica con Hamilton davanti a Bottas, Verstappen, Leclerc e… Grosjean, mentre si scambiano un paio di posizioni, con Vettel che passa Ocon nel pit.

Quando si riparte, Norris passa Ricciardo e si mette all’inseguimento di Grosjean, mentre Vettel è 11°. Con le hard non cambia nulla: Bottas è a un secondo da Hamilton, Leclerc perde 1”3 al giro da Verstappen e 2” dalle Mercedes. La hard sembra poter arrivare a fine gara, ma non è la gomma più performante, tant’è che Grosjean resiste per 36 giri con le medie ed è ancora 7° (facendosi odiare dai rivali per i cambi di direzione e rischiando la bandiera nera), prima di venir passato da Stroll e Ricciardo, che ha un gran ritmo. I top team, invece, soffrono per il blistering sulle hard, ma resistono nell’idea di concludere la gara con quella mescola: tant’è che si ferma solo Albon che, 14° e intruppato nel traffico, monta le medie per provare la rimonta a suon di giri veloci. Nel mentre fioccano i sorpassi: Ocon passa Stroll dopo un lungo duello ed è 8°, Gasly lo imita e sale in 9a posizione, mentre Albon arriva a ridosso di Vettel e si prende l’11a piazza. Si ritira Kimi Raikkonen, che perde un pezzo d’alettone per un cedimento strutturale, e poi succede di tutto. Le gomme hard sono state portate oltre i loro limiti (40 giri…) e iniziano a saltare qua e là: cede la gomma di Bottas, che fa un giro col pneumatico a terra e saluta podio e (verosimilmente) Mondiale. Poi tocca a Sainz, 4° al momento del cedimento e 13° all’arrivo. Verstappen si copre e monta le soft per inseguire il giro veloce, visti i 35” su Leclerc, Hamilton invece resta fuori e vede cedere l’anteriore sinistra, la gomma che non aveva sofferto per il blistering. L’ultimo giro è già iniziato, quindi Lewis non può fermarsi e deve portare a casa la macchina su tre ruote: in un finale al cardiopalma Hamilton vede scendere il suo vantaggio da 33” a 5”6, ma riesce con un’impresa d’altri tempi a vincere nonostante la gomma bucata.

Vittoria a Hamilton, che precede Verstappen (giro veloce in 1.27.097) e Leclerc, che artiglia un podio insperato sfruttando i guai di Bottas e rischia di farsi riprendere nel finale: seguono Ricciardo (1” da Lec), Norris, Ocon, Gasly, Albon (9°) e Vettel che chiude 10° difendendosi da Bottas (11°). La folle strategia di tutti i team, che hanno portato allo stremo le hard facendole letteralmente “esplodere”, ci ha regalato un finale pazzesco. Con la vittoria Hamilton vola a 87 vittorie totali, sette a Silverstone: guida il Mondiale con 88pti, +30 su Bottas (58) e +36 su Verstappen (52), con Norris (36) ancora davanti a Leclerc. Nel costruttori domina Mercedes con 146pti, seguita da Red Bull (78), McLaren (51), Ferrari (43) e Racing Point (42). Appuntamento tra sette giorni, sempre a Silverstone: stavolta i team saranno più oculati nella gestione delle gomme, o si ripeterà l’assurdo finale odierno?

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