Max Verstappen

Sette giorni fa Lewis Hamilton vinse su tre ruote, nel festival delle gomme “bucate”, dopo una strategia estremamente ottimista di tutti i team sulle hard: sul podio con lui Verstappen e Leclerc, mentre Bottas e Sainz uscivano dai punti per problemi ai pneumatici e Vettel viveva una nuova giornata complicata. Sette giorni dopo, non è cambiato molto: le Mercedes hanno dominato le qualifiche, con Bottas davanti a Hamilton e il resto del gruppo a un secondo. Il terzo è uno strepitoso Nico Hulkenberg, che ha un ottimo passo nel suo “bis” con la Racing Point e sogna il primo podio in carriera: seguono Verstappen e Ricciardo, con Stroll, Gasly, Leclerc, Albon e Norris a completare la top-10 e Vettel 11° dopo la penalizzazione di Ocon (+3 pos) e l’eliminazione in Q2. Sono cambiate le gomme, con Pirelli che ha portato mescole più morbide e delle soft che iniziano a surriscaldarsi dopo un solo giro lanciato: il 90% dei team ha infatti optato per la Q2 con le medie, e alcuni le hanno usate anche in Q3 perchè si usuravano meno nel giro e consentivano di ottenere una miglior prestazione. Ferrari è sempre in difficoltà: Leclerc ha l’assetto di settimana scorsa, che però è stato copiato da molti team e l’ha fatto scivolare indietro, Vettel un assetto più “dolce”, ma non ha ritmo. E c’è curiosità per la strategia di Verstappen, che partirà con gomme hard (usate in Q2) e potrebbe approfittarne. Andiamo a scoprire cos’è successo in gara.

F1 70: LA GARA DI SILVERSTONE– Nessun pilota sceglie le soft, decisamente poco affidabili, per la partenza: scattano tutti con medie o hard. Nella fattispecie, nei primi dieci Verstappen è l’unico con le dure, mentre dietro ecco Vettel e Sainz con la stessa mescola. Scelta vincente per Max, meno per gli altri: Vettel e Sainz non arriveranno a punti, con Seb che si lamenterà duramente col team a metà gara per averlo convinto a partire con quella mescola e poi criticherà anche la scelta di farlo fermare troppo presto nell’ultimo stint, creando una situazione difficile (“Siamo esattamente dove non volevamo, sappiate che siete voi ad aver creato questo casino”). Alla partenza Bottas si difende da Hamilton, mentre Verstappen passa Hulkenberg, che parte male ma riesce a tenersi dietro Stroll e Ricciardo: brutta partenza per Leclerc che finisce 10°, pessima per Vettel che si gira con delle hard non in temperatura (rischiando di centrare Sainz) e riparte dall’ultima posizione. Non succede praticamente nulla nelle prime fasi di gara: Vettel recupera un paio di posizioni, Bottas vola a 1”3 sul compagno e Verstappen resta attaccato alle Mercedes con le hard, confermando la bontà della sua strategia, perchè le medie durano una decina di giri e il suo passo è migliore. Le Mercedes soffrono di blistering e si fermano tra il 14° e 15° giro: entrambe montano le hard e lasciano la vetta a un ottimo Verstappen, che mantiene le hard per 26 giri con un ottimo ritmo. A metà gara Max guida con 18” su Bottas e 23” su Hamilton, seguito a 11” da Hulkenberg che gira più veloce, con Stroll, Ricciardo, Leclerc (pit al 19° giro), Norris, un ottimo Albon e Ocon a completare le top-10.

Le Mercedes dopo una decina di giri con le hard soffrono già di blistering e alzano di parecchio il ritmo, così Verstappen ha vita facile nel superare subito Bottas dopo un pit-stop imperfetto. In testa c’è sempre Max, che effettua un velocissimo stint con le medie a suon di giri da qualifica: una strategia azzeccata per traghettarlo verso l’ultimo stint con le hard che gli garantirà la vittoria. Dietro intanto Ricciardo e Sainz si toccano: la gara dell’australiano finirà di fatto qui, perchè chiuderà 14°. Al 32° giro Verstappen e Bottas si fermano in tandem, montando gomme hard per concludere la gara: passa in testa Hamilton, che nonostante delle gomme ampiamente rovinate cerca di andare fino in fondo, salvo poi cambiare idea quando Verstappen gli guadagna 2” in un giro. Lewis si ferma al 42° giro e, forse sbagliando, monta un altro set di hard (e non le medie, più veloci) per chiudere la gara e inseguire la rimonta. Rientra 4° dietro Leclerc, autore di uno spettacolare stint con le hard che gli consente di effettuare un solo stop e rimontare posizioni, e perde un paio di giri dietro la Ferrari dopo aver accorciato a 9” in due giri (rimontando 3”): il sogno di vincere nuovamente il GP casalingo sfuma qui, ma Hamilton va a riprendere e superare Bottas, chiudendo 2° e ottenendo il giro veloce (1.28.451). Vittoria a Max Verstappen dunque, con 9” su Hamilton che eguaglia i 155 podi di Michal Schumacher: terzo Bottas che precede Leclerc, poi Albon, Stroll, Hulkenberg, Ocon, Norris e Kvyat, con Vettel 12° dietro Gasly. Rimonta spettacolare di Albon, che ha effettuato una strategia differente mollando le medie dopo sette giri e facendo due stint velocissimi sulle hard, con molti grandi sorpassi nel misto: errore madornale invece di Racing Point, che fa perdere la 5a posizione in modo assurdo a Hulkenberg, facendolo rientrare per montare le inutili soft quando aveva un margine rassicurante sugli inseguitori. Hulk finisce col girare pianissimo con una mescola inadatta e chiudere 7° (temendo addirittura di non arrivare in fondo perchè le soft si erano “distrutte” in sei giri), rischiando di venire superato da Ocon.

Lewis Hamilton mantiene 30pti di vantaggio nel Mondiale, ma non più su Bottas: guida con 107pti, precedendo Verstappen che è secondo a 77pti e senza il ritiro di Austria I sarebbe in lotta per il titolo, mentre Bottas è terzo a quota 73 precedendo Leclerc (45), Albon (36) e Norris (35). Nel costruttori Mercedes guida con 180pti, +67 su Red Bull (113), con Ferrari terza a quota 56 precedendo McLaren (53) e Racing Point (41), che senza i punti detratti sarebbe terza. Tra sette giorni si torna in pista in Spagna.

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