Il dominio di Mercedes si è “interrotto” (tra mille virgolette) settimana scorsa nel secondo round a Silverstone, col successo di Max Verstappen grazie a un’ottima strategia, ma le “Frecce nere” sono subito ripartite col botto nel GP di Spagna. In quello che potrebbe essere l’ultimo weekend con le super-mappature da qualifica, perchè la FIA (sulla spinta di Ferrari) vorrebbe bandirle e imporre ai team di usare la stessa configurazione del motore in prova e in gara, le due Mercedes volano al Montmelò, dominando le libere col consueto uno-due e rifilando quasi 1” al primo dei rivali. Andiamo a scoprire cos’è successo nel venerdì delle prove libere del GP di Spagna, che riporta in pista Sergio Perez (guarito dal COVID, tampone negativo) e vede debuttare l’israeliano Roy Nissany nelle FP1 con Williams.

FP1: UNO-DUE MERCEDES, FERRARI IN TOP-5– Come (troppo) spesso accade, le Mercedes dominano sin dal primissimo momento nel weekend di gara. Sul circuito del Montmelò ecco dunque un tempo strepitoso di Valtteri Bottas con gomme soft: il finnico chiude in 1.16.785, in testa per soli 39 millesimi su Lewis Hamilton che è subito dietro. Uno-due Mercedes dunque, e un vantaggio-monstre sulla concorrenza: Verstappen, che ha lavorato molto sulle hard e potrebbe ripetere la strategia vincente di Silverstone, è sì terzo, ma a 939 millesimi, quasi un secondo. Quarta e quinta le Ferrari: Leclerc chiude a 1”185, precedendo di 11 millesimi Vettel che sembra trovarsi davvero a suo agio col nuovo telaio portato appositamente per lui dalla Rossa. Sesto un sorprendente Romain Grosjean con la Haas, a 1”506 dal leader, mentre è settimo Perez con gomme medie e 1”686 di ritardo nel giorno del suo ritorno in pista. Nei dieci anche Albon (+1.821), Magnussen (+1.835) e Stroll (+1.858), mentre non ci sono le McLaren: Sainz è 11° con un nuovo telaio a 1”948, tre millesimi davanti a Ocon e 11 millesimi davanti a Lando Norris 13° (+1.959). Seguono Gasly (+2.103), Giovinazzi (+2.132), Raikkonen (+2.196), Kvyat (+2.360), un deludente Ricciardo (+2.445) e le Williams di Latifi e Nissany, staccate rispettivamente di 3”458 e 3”879. Nissany, 25enne israeliano che corre in F2 e terzo pilota della scuderia di Grove, debuttava quest’oggi nelle libere. È, per certi versi, un figlio d’arte: il padre Chanoch pagò una somma consistente per debuttare a 42 anni nelle libere del GP d’Ungheria 2005, prendendo 13” dal primo. Roy sembra decisamente migliore, ma ha chiuso comunque ultimo e con un testacoda nel ruolino di marcia.

FP2: HAMILTON IN TESTA, CALANO LE FERRARI– Si alzano le temperature dell’asfalto, oltre dieci gradi in più, ma non cambia il risultato. Le due Mercedes davanti a tutti, stavolta a ranghi invertiti. Lewis Hamilton chiude in testa col crono di 1.16.883, un decimo più lento del tempo mattutino di Bottas, che stavolta è secondo a 287 millesimi, complice un errore nel suo giro lanciato. Nuovamente terzo Max Verstappen, stavolta a 821 millesimi, mentre nelle simulazioni di qualifica vola la Renault di Ricciardo: l’australiano è quarto e staccato di 985 millesimi. Ottimo Romain Grosjean, quinto con la Haas a 1”250 e davanti alla “casa madre” nonostante un problema nel finale: le Ferrari sono infatti 6a con Leclerc (+1.264) e 12a con Vettel (+1.521) in un gruppone centrale molto ravvicinato, con soli quattro decimi di ritardo dal 5° al 14°. Dopo Leclerc ecco Sainz (+1.331), Perez (+1.410), Ocon (+1.420), Gasly (+1.429), Stroll (+1.474), il già citato Vettel, Albon (+1.608, con un errore) e Norris (+1.623). Chiudono il gruppo Kvyat (+1.759), Magnussen (+1.878), Raikkonen (+2.017), Giovinazzi (+2.081) e le Williams di Latifi (+2.272) e Russell (+2.508), che paga i minori riferimenti sulle condizioni del tracciato (“Mi sembrava di guidare sul ghiaccio”, dirà), avendo saltato le FP1.

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