La pandemia del COVID-19 continua a influenzare il Mondiale Motocross e il suo già tribolato calendario. Dopo la tripletta di Kegums, in Lettonia, la MXGP si sarebbe dovuta recare in Turchia, sul circuito di Afyonkarahisar: l’evento è stato però cancellato dopo il recente aumento dei contagi in svariati paesi, e lo stesso vale per i Gran Premi seguenti di Russia (Orlyonok) e Portogallo (Agueda), che erano in attesa di una data e ufficiosamente nel calendario fino a nuovo ordine.

Una brutta notizia per il motocross, che perde tre GP, ma una buona notizia per l’Italia, che acquista un ruolo ancor più centrale nel Mondiale. Il Bel Paese era già riuscito a ottenere tre GP, coi circuiti di Faenza e Mantova ad aggiungersi all’habitué Pietramurata, ma ora diventa nuovamente più importante: le gare italiane diventano infatti nove, con tre triplette sui circuiti già citati. Il Mondiale ritornerà infatti in pista con tre GP a Faenza il 6, 9 e 13 settembre, seguiti dal trittico di Mantova (27 e 30 settembre, 4 ottobre) e da quello di Pietramurata (1, 4 e 8 novembre).

Nel mezzo tra la tappa estense e quella trentina ci sono l’MXGP di Spagna (Arroyomolinos, 11 ottobre) e il trittico di Lommel (18, 21, 25 ottobre): il Mondiale Motocross si dovrebbe chiudere a fine novembre con l’MXGP d’Argentina. Sarà dunque una stagione atipica: 19 gare, ma in soli nove circuiti, con cinque triplette e l’Italia che passa da nazione additata come “untore europeo” del COVID-19 a salvezza per la stagione del motocross. Chi l’avrebbe mai detto, nelle fasi più caotiche della pandemia?

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