Il weekend peggiore della stagione di Ferrari volge al termine. Il GP del Belgio, sullo storico circuito di Spa-Francochamps che tante gioie ha dato alla Rossa e aveva visto Charles Leclerc vincere proprio l’anno scorso (e Vettel nel 2018), si è trasformato in un autentico calvario per le vetture di Maranello: il “debole” motore Ferrari, l’aerodinamica zoppicante di quest’anno e un assetto eccessivamente scarico hanno reso la SF1000 più inguidabile del solito. Il risultato è stato un weekend disastroso: pessime libere, pessime qualifiche con entrambe le monoposto out in Q2 dopo aver passato di un soffio il primo taglio. Leclerc partirà 13°, Vettel 14° in una classifica che vede le sei motorizzate da Maranello e le Williams nelle ultime otto: in pole, manco a dirlo, c’è Lewis Hamilton con mezzo secondo su Bottas e Verstappen. Seguono Ricciardo, Albon, Ocon, Sainz, Perez e Norris. Anzi, non c’è Sainz, che non partirà neppure per la rottura di uno scarico (seconda non partenza consecutiva a Spa), non riparabile in tempo: le Ferrari scalano così in 12a e 13a posizione. Andiamo a scoprire cos’è successo quest’oggi, in una gara che non è stata toccata dalla pioggia.

F1, GP BELGIO: LA GARA– Poca varietà nella scelta delle gomme. Le Mercedes e Verstappen avevano optato per le medie, gli altri componenti della Q3 vanno ovviamente di gomme soft: medie per tutti gli esclusi dai dieci, eccezion fatta per Pierre Gasly, che azzarda subito le hard, la mescola con cui tutti vorrebbero chiudere il GP. Parte bene Hamilton, seguito da Bottas, qualche difficoltà invece per Verstappen che deve difendersi da un Ricciardo aggressivo con le soft e resta terzo: seguono Ocon, Albon, Stroll, Perez, Leclerc e Gasly, con Vettel 13°. Ottima partenza per Leclerc, che risale in 9a posizione, mentre parte male Russell che viene sfilato da molti rivali nella bagarre delle retrovie. Leclerc passa Perez ed è ottavo, Gasly lo imita poco dopo con una grande manovra all’esterno: il francese dovrebbe essere svantaggiato in avvio dalle hard, invece ha un gran ritmo e può sognare, visto che dopo aver superato Charles si porta vicino a Stroll e avrebbe un ipotetico vantaggio di mescola su tutti nel finale. Dietro di lui, invece, finisce subito il magic moment di Leclerc: dopo Gasly lo sopravanza anche Perez, e Charles è già 10°. Ma è il distacco accumulato giro dopo giro il vero dramma: 14” dopo quattro giri, 24” dopo sette giri, 30′ dopo 10 giri. Verstappen, staccato di 6” da Bottas, a sua volta dietro Hamilton di tre secondi, si lamenta del grip delle medie e vorrebbe cambiare.

Detto, fatto, perchè arriva la Safety Car ad anticipare i piani collettivi. Giovinazzi perde il controllo della sua Alfa Romeo e va a muro: Raikkonen lo evita, ci sta riuscendo anche Russell che però viene travolto dalla gomma persa dalla monoposto #99 e si schianta a sua volta. La pista è invasa dai detriti e sarebbe quasi necessaria una bandiera rossa, ma si opta per la SC: rientra subito Leclerc, che perde parecchi secondi perchè manca una ruota e va “ricaricata l’aria” (con annesse imprecazioni nel team radio), e con lui chi lo segue. Nel giro seguente tocca a Vettel e a tutti gli altri: solo Albon monta le medie, il resto del gruppo va di hard mentre Gasly (hard) e Perez (soft) non si fermano, salendo in 4a e 5a posizione. La Safety Car dura qualche giro, poi rientra e ricomincia la bagarre: Kimi Raikkonen supera Vettel ed è 12°, poi ruota a ruota tra Seb e Leclerc senza conseguenze. Gasly resiste con le hard, ma viene superato da Ricciardo, Albon e Ocon: si ferma al 27° giro, rientrando in fondo al gruppo con gomma gialla e avviando una bella rimonta. Un giro prima si era fermato nuovamente, a sorpresa, Charles Leclerc per montare le medie: secondo stop per il monegasco, colpa di una Ferrari che non riusciva minimamente a far lavorare le dure e si ritrova ultima. Leclerc è infuriato (vedi team radio) e ottiene per qualche istante il giro veloce in 1.47.840, venendo battuto da Hamilton.

La situazione è cristallizzata: Hamilton ha 3”8 su Bottas e 6”3 su Verstappen, poi Ricciardo, Albon, Ocon, Stroll, Norris, Kvyat, Raikkonen e Vettel (11°), con Gasly 15° e Leclerc 17° e ultimo. Perez passa Vettel, che chiede inascoltato le medie e il pitstop. Gasly invece è scatenato e in modalità sorpasso: cede Grosjean, poi tocca a Vettel (che drizza la curva e chiede nuovamente il pit) e Raikkonen. In risalita anche Perez, che sopravanza Kvyat ed è nono, mentre Norris passa Stroll portandosi in 7a posizione: Leclerc intanto approfitta dei pit-stop di Magnussen e Latifi per risalire in 15a piazza, e poi supera Grosjean, Vettel invece è 13°. I primissimi sono tutti in difficoltà con le hard e temono il bis di Silverstone, quindi alzano il piede ed evitano i cordoli: qualche errore e brivido per Bottas ed Hamilton che sbagliano alla Bus Stop. Nel finale Ocon supera Albon, mentre Norris non ripete i suoi “Scenario 7” e deve accontentarsi del 7° posto: risale ancora Gasly, passando le Racing Point. Vittoria per Lewis Hamilton, l’89a in carriera (-2 da Schumacher): sul podio Bottas e Verstappen, con Ricciardo 4° e autore del giro veloce in extremis (1.47.483), privando LH44 del Grand Chelem. 5° Ocon, precedendo Albon, Norris, Gasly (8°), Stroll e Perez: 13° Vettel e 14° Leclerc per il disastro definitivo delle Ferrari, con entrambe le monoposto fuori dai punti e dietro l’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen.

Nel Mondiale, Hamilton vola a quota 157pti, precedendo Verstappen (110) e Bottas (107): seguono Albon (50), Norris-Leclerc (45), Stroll (42), Perez e Ricciardo (33), con Vettel fermo a quota 16pti. Costruttori saldamente nelle mani di Mercedes, che vanta sei vittorie su sette (5 Hamilton, 1 Bottas): 264pti per i tedeschi, seguono Red Bull (160), McLaren (68), Racing Point (66), Ferrari (61) e Renault (59).

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *