Williams, nelle ultime stagioni, ha vissuto un autentico calvario. Le finanze ridotte a un lumicino di Claire e Frank Williams, sommate agli ingenti debiti e a una situazione difficile ulteriormente aggravata dal COVID-19, hanno trasformato la scuderia di Grove nel fanalino di coda della F1, senza possibilità d’appello. La messa in vendita della scuderia è stato un passo obbligato, e la cessione si è concretizzata nei giorni scorsi: ad acquisire Williams è stato il fondo d’investimento statunitense Dorilton Capital, presieduto da Matthew Savage. Tutti si aspettavano una mossa da parte di Latifi sr., viste le sue opulenti finanze e la presenza del figlio, invece ecco la sorpresa made in USA.

E così, svanisce l’ultimo baluardo del romanticismo della F1. L’ultima scuderia “autoriferita”, fondata da un pilota/ex pilota e gestita a conduzione familiare. Negli anni Sessanta/Settanta soluzioni di questo tipo erano la norma: McLaren, Surtees, Williams, Merzario e altre che vi verranno sicuramente in mente facendo mente locale. Poi, pian piano, sono sparite del tutto lasciando spazio ai grandi gruppi industriali (Red Bull) e alle grandi case (Ferrari ecc): la stessa Haas non fa parte della categoria, per la sua composizione, e da lunedì prossimo Williams smetterà di essere l’ultimo sussulto del romanticismo della F1. Il cambio di proprietà di Williams porta infatti a delle conseguenze dolorose per la famiglia stessa.

Al termine del GP d’Italia, Claire Williams lascerà il ruolo di team principal, presieduto insieme al padre, e di conseguenza la scuderia. Per la prima volta dopo 43 anni e 735 GP il team, che ha vinto 114 gare e 7 Mondiali piloti (9 titoli costruttori), non avrà all’interno del board e a capo della scuderia stessa nessun membro della famiglia Williams. Una decisione che è stata spiegata così dalla figlia di sir Frank: “Dopo aver assicurato il futuro al team, è giusto fare un passo indietro”, ha dichiarato Claire Williams. Come famiglia, abbiamo sempre dato priorità al team. Con le ultime mosse abbiamo dimostrato di tenerci e ora pensiamo sia ora di dare l’opportunità ai nuovi proprietari di portare il team nel futuro. Ci avevano spronato a continuare, ma sappiamo bene di lasciare il team in ottime mani e il nome Williams continuerà a vivere. Questa può essere la fine di un’era per Williams, quella della conduzione famigliare, ma è l’inizio di una nuova era per Williams Racing e auguriamo loro un futuro pieno di successi”.

La nuova F1 è fatta di enormi budget e grandi poli industriali, e ha “fagocitato” anche l’ultima struttura familiare del circus dunque, che non poteva più sostenere questo impegno. Il nuovo board e CdA di Williams sarà composto da tre membri: Matthew Savage e Darren Fultz, presidente e ad di Dorlinton Capital ed ex membri di Rothschild, e James Matthews. Quest’ultimo, amministratore delegato di Eden Rock Group ed ex pilota che vinse il campionato britannico e l’Eurocup di Formula Renault nel 1994 (nonchè marito di Pippa Middleton, sorella della duchessa di Cambridge), verosimilmente curerà i contatti con la parte “pistaiola” del team, che a breve annuncerà il nuovo team principal e la nuova struttura sportiva. Williams riuscirà a rinascere? Lo scopriremo presto.

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