Le “party mode”, super-mappature da qualifica, sono state abolite, ma (almeno in qualifica) non è sparito il vantaggio di Mercedes. Hamilton ha conquistato la 94a pole, con Bottas subito dietro e Sainz a guidare gli inseguitori in quello che per lui è un ottimo weekend: ottimo weekend per lui, ma non per il suo futuro team, perchè Ferrari vive l’ennesima settimana da incubo. Le Rosse sono 13a (Leclerc) e 17a (Vettel), senza ritmo e senza la minima possibilità di rimontare per l’inconsistenza della monoposto e della power unit di Maranello. Giornata difficilissima per le Rosse ma non solo, perchè succede di tutto e le emozioni fioccano a Monza: andiamo a ripercorrerle assieme.

F1, GP ITALIA: LA GARA– Parte malissimo Valtteri Bottas, che proprio non si trova con la mappatura “obbligata” da gara e si fa sfilare da vari piloti nelle prime curve: lamenta nel team radio una foratura o un problema che non c’è, venendo redarguito da “James” e invitato a impegnarsi e proseguire. Guida autorevolmente Hamilton, seguito dalle McLaren di Sainz e Norris, con Perez e Ricciardo a precedere Bottas, Stroll, Verstappen, Ocon e Gasly: restano 13° e 17° Vettel e Leclerc, mentre Albon scivola indietro dopo un contatto (errore suo e penalità di 5”) con Gasly. Dura pochi giri il GP di Seb Vettel, che perde un pezzo in rettilineo e resta “senza freni”, dicendo addio al GP e ritirandosi. Vola Hamilton, che ha già 7” dopo 13 giri, mentre Leclerc viene sfilato da Albon e si ferma al 17° giro per montare le hard e concludere. Un giro dopo succede di tutto: Magnussen vede andare ko la sua Haas e si ferma in pieno rettilineo, costringendo la direzione gara a far entrare la Safety Car. Qui dovrebbe iniziare il valzer dei pit-stop, però la pitlane è chiusa: non se ne accorgono Hamilton e Giovinazzi che rientrano ugualmente e verranno poi sanzionati con uno Stop&Go di dieci secondi, mentre tutti gli altri sono più cauti ed evitano il pit. Dopo qualche giro la SC rientra e si riparte da zero: Gasly si ferma, mossa che poi risulterà decisiva. Decisiva perchè, commettendo un errore, Leclerc va ko a sua volta schiantandosi ad alta velocità alla Parabolica. Neanche il tempo di effettuare due giri e rientra la Safety Car, poi tramutata in bandiera rossa nel giro seguente: gara fermata al 27° giro con entrambe le Ferrari out.

Si riparte alle 16.20, con un Hamilton furibondo che sa di doversi fermare subito per lo Stop&Go, ripartendo così ultimo e molto staccato. Un giro e Lewis rientra, ed è così 17° a 28” dal leader. Leader che è un sorprendente Pierre Gasly, favorito da quel pit-stop “intuitivo” e immediato tra le due SC: seguono Raikkonen, Sainz, Stroll, Norris, Bottas, Ricciardo, Ocon, Kvyat e Perez. Si ritira Verstappen per un problema alla power unit, si ferma anche Giovinazzi per lo Stop&Go e inizia la rimonta di Hamilton, seppur frenato da una mappatura del motore che lo limita almeno inizialmente. Crolla invece Raikkonen, penalizzato dalla scelta del team di montare le morbide: lo superano agevolmente Sainz, Stroll e tutti gli altri. Hamilton è una furia, e rientra nei dieci già a sei giri dal termine: Bottas un agnellino che non effettua un sorpasso, Gasly invece si difende come un leone da Sainz, che ha dalla sua gomme più fresche e performanti. Sainz arriva sotto il secondo, ma avendo il DRS solo nel giro finale non riesce a superare: storica vittoria per Pierre Gasly, primo francese a vincere dal 1996 (Panis, Monaco: quattro vetture all’arrivo). Storica vittoria per Toro Rosso/AlphaTauri, che non saliva sul gradino più alto del podio dal 2008 e da 4371gg, con Vettel a Monza. Per la prima volta dopo 146GP e otto anni (Ungheria 2012), nessuna vettura Ferrari, Mercedes e Red Bull sul podio: affiancano Gasly uno sconsolato Sainz (McLaren), che con un giro in più sarebbe e Stroll (Racing Point). Nei dieci Norris, Bottas (5°), Ricciardo, Hamilton (7°), Ocon, Kvyat e Perez: 13° Kimi Raikkonen. Settimana prossima si torna in pista al Mugello.

Nel Mondiale Lewis Hamilton, 7° con una rimonta pazzesca, sale a 164pti: seguono Bottas (117) e Verstappen (110), con Norris quarto (57) ex-aequo con Stroll, poi Albon (48), Leclerc (45), Gasly (43) e il duo Ricciardo-Sainz (41). Nel costruttori guida Mercedes (281), precedendo Red Bull (158), McLaren (98), Racing Point (82), Renault (71) e Ferrari (61): Rossa solo sesta dopo l’ennesimo disastro annunciato, con l’AlphaTauri a -14.

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