Jonathan Rea non è solito parlare a vuoto. Nelle scorse settimane aveva avvertito la Ducati e i suoi tifosi: ad Aragon non si sarebbe verificato il consueto dominio rosso perché la sua Kawasaki era pronta a fare la differenza. Detto e fatto. Nello scorso GP in Aragona, il cinque volte campione del mondo ha vinto due delle tre gare in programma. In questo week end, nel Gran Premio di Teruel corso sulla stessa pista, è bastato un solo successo, fondamentale per allungare in classifica. Il pilota nordirlandese ora ha 36 lunghezze di vantaggio su Scott Redding.

SUPERPOLE RACE

Proprio il top rider inglese della Ducati, però, inizia la giornata nel migliore dei modi. La Superpole Race, da inizio stagione, è stata un dominio di Rea. Stavolta la musica cambia perché il ducatista si porta subito al comando e costringe il campione in carica a inseguire. JR tenta di riprendersi la testa della corsa, ma, una volta tornato in vetta, viene subito ripassato dall’avversario. Verso la metà gara, Redding allunga di qualche decimo e Rea non può fare altro che arrendersi. Terza posizione per l’ottimo Michael Rinaldi che si conferma a suo agio sul circuito di Aragon. Seguono Alvaro Bautista su Honda, davanti a Chaz Davies, Alex Lowes, Toprak Razgatlioglu, Leon Haslam, Tom Sykes e Michael Van der Mark. A punti anche Loris Baz, Federico Caricasulo, Gerloff, Laverty e Scheib-

GARA 2

Redding prova a far valere il proprio ritmo anche in gara 2. Ottimo il suo start, davanti a Rea e Rinaldi. Il trio prende il largo rispetto al resto della concorrenza. Michael è scatenato e passa entrambi gli avversari, cercando di prendere il largo. Rea fiuta le difficoltà di Scott nel reggere il passo del compagno di marca e si infila. La verdona numero 1 resiste in scia e a tre giri dalla conclusione piazza la zampata vincente andando a scavalcare Rinaldi e vincendo la gara. Un risultato pesantissimo per il Mondiale. Redding è terzo, davanti a Leon Haslam con l’unica Honda superstite. Quinto Alex Lowes, che precede le Yamaha di Michael Van der Mark e Toprak Razgatlioglu.

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