La F1 sbarca al Mugello, e già questa è una notizia: la pista toscana, culla della velocità e dello spettacolo a due ruote, ospita il circus nell’anno più pazzo della sua storia, con un calendario congestionato e tante novità dopo lo stop forzato per il COVID-19. Non è un GP banale, il GP di Toscana/Ferrari 1000, perchè le Rosse festeggiano proprio qui (su un circuito “di proprietà”) il 1000° GP nella storia della F1: un evento che è stato celebrato ieri con una serata di gala, e si spera di celebrare oggi quantomeno con una top-5, vista la livrea celebrativa e gli omaggi di F1 (Safety Car rossa, giro di Mick Schumacher con la F2004 ecc). Le Mercedes sono sempre davanti a tutti, con Hamilton e Bottas in prima fila, e l’unico in grado di lottare sembra essere Verstappen: bene Leclerc col 5° posto, out in Q2 e 14° in griglia Vettel. Andiamo a scoprire cos’è successo al Mugello.

F1: LA GARA DEL MUGELLO– La partenza è caotica: Hamilton parte male, Bottas lo supera e Leclerc si ritrova in terza posizione. Problemi al motore per Verstappen, che era scattato molto bene e si trova senza potenza, poi succede di tutto: Stroll tocca Sainz, che si gira e centra Vettel. I problemi di Verstappen, che scivola indietro, causano il caos: Raikkonen centra Gasly che va a sbattere contro Grosjean e lo stesso Max. Ritiro per Gasly e Verstappen, e inevitabile Safety-Car: si fermano Vettel e Raikkonen che montano le medie. La SC rientra al 7° giro, e la partenza rallentata di Hamilton e Bottas scatena il caos: il centro del gruppo apre del gas e poi inchioda, dando vita a un incidente molto pericoloso. Lo evitano Grosjean, Raikkonen e Vettel che restano più staccati, non altri quattro piloti: lo scarto laterale di Latifi scatena il caos, con Giovinazzi che travolge in pieno Magnussen e Sainz, che centra l’italiano, che rischia di ribaltarsi a 261km/h. Coinvolto anche Latifi e quadruplo ritiro, ma soprattutto bandiera rossa. Si riparte alle 16 e con otto giri percorsi, tutti dietro Safety Car: non riparte Ocon, e al via ci sono solo 13 vetture. Fumano i freni di Hamilton, che però parte benissimo e supera Bottas (entrambi hanno media nuova): scivola in 7a posizione Albon, Leclerc si difende almeno inizialmente su Stroll ma poi tutti i limiti del motore-Ferrari (e della SF1000) escono alla distanza e la gara diventa un calvario.

Due sorpassi per Vettel che è 11°, mentre Leclerc fa da tappo girando oltre un secondo più piano di chi insegue: Stroll e Ricciardo lo superano agevolmente col DRS e oltre 30km/h in più di velocità, Albon arriva in un amen e svernicia a sua volta Charles. Al 20° giro Hamilton guida con 1”7 su Bottas e 12” su Stroll, inseguito da Ricciardo, Albon, Leclerc, Perez, Norris, Kvyat, Russell e Vettel (11°): anche Perez passa agevolmente il monegasco, ora mestamente settimo in una gara che vede i piloti 7/8” più lenti della qualifica. Leclerc non ha più gomma, e rientra al 22° giro azzardando la poco performante mescola hard: è ultimo, recupera e passa Grosjean, ma non ha un gran ritmo. Ricciardo intanto effettua l’undercut su Stroll e riesce a passare in terza posizione, mentre Lando Norris supera Perez ed è 5°: problemi ai box per Raikkonen, che resta fermo 30” e scivola in ultima posizione. Leclerc riesce a tenersi dietro Perez dopo il pit del messicano, ma il ritmo di Charles è inadeguato e il pilota Racing Point supera subito: arriva anche Norris che lo supera agevolmente, e nei giri seguenti anche Kvyat pressa il ferrarista. Davanti crollano le gomme di Bottas, che scivola a 8” da Hamilton e chiede una strategia diversa con le gomme: Mercedes acconsente solo di facciata, poi monta a entrambi le hard. Dopo il valzer dei pit-stop Hamilton guida con 9”9 su Bottas, con Ricciardo terzo a precedere Stroll, Albon, Perez, Norris, Leclerc (8°), Kvyat e Russell, mentre Vettel è 11°. Si toccano Raikkonen e Grosjean, Leclerc rientra e monta le medie, scivolando in 11a posizione: la Ferrari fatica tremendamente tra macchina inadeguata, motore che non c’è e la folle scelta di non portare nessun aggiornamento dall’inizio della stagione. Nuovo colpo di scena al 42° giro: Stroll centra un detrito perso da Perez, fora e si schianta a 282km/h. Nuova SC, qualcuno ne approfitta per fermarsi, ma dopo due giri ecco una nuova bandiera rossa per consentire di rimuovere la Racing Point, che prende fuoco.

Si riparte verso le 17.30, per 14 giri: un giro dietro la Safety Car per ricompattare il gruppo e azzerare i distacchi (Raikkonen e Grosjean erano doppiati), poi nuovo start da fermo. Parte malissimo Bottas che viene superato da Ricciardo, Hamilton scappa e Albon risale in 4a posizione sopravanzando Perez. Perde invece due posizioni Leclerc, scavalcato da Raikkonen e Grosjean: Kimi deve però aggiungere al suo tempo finale 5” di penalità per un’irregolarità in pitlane. Bottas supera facilmente Ricciardo, che viene raggiunto e superato da Albon al 51° giro: il thailandese si avvicina a Bottas, che poi interviene sulla parte ibrida del motore e lo lascia sul posto, portandosi a 1”5 da un irraggiungibile Hamilton, che ottiene il giro veloce in 1.18.8. Non ci sono altri stravolgimenti: Hamilton vince il 90° GP portandosi a -1 da Schumacher, sul podio Bottas e Albon, che centra il primo podio per sè e per la Thailandia. A punti Ricciardo, Perez, Norris, Kvyat, Leclerc, Raikkonen e Vettel, che tiene a bada Russell: disastro per le Ferrari, 8a e 10a nel 1000° GP della Rossa. Sarebbero state 9a e 10a senza la penalità a Kimi, e a parte l’ottima partenza di Leclerc non sono mai state in gara. Hamilton vola a quota 190pti nel Mondiale, seguito da Bottas (135) e Verstappen (110): dietro di lui i vari Norris (65), Albon (63), Stroll  (57), Ricciardo (53), Leclerc (8°, 49pti), Perez (44) e Gasly (43), con Vettel 13° a quota 17pti. Nel costruttori domina Mercedes con 325pti, seguita da Red Bull (173), McLaren (106), Racing Point (92) Renault (83) e Ferrari (66). Ora due settimane di stop, prima del GP di Russia a Sochi.

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