Lewis Hamilton in pole position, e sin qui nulla di nuovo: il britannico quest’oggi può vivere una giornata storica, quella in cui vincendo eguaglierebbe il record delle 91 vittorie in carriera di Michael Schumacher. Per farlo, dovrà nuovamente vincere in una Sochi che è sempre stata terreno di conquista Mercedes dal 2014 ad oggi: quattro vittorie di Hamilton, una per Rosberg e Bottas. Si corre in Russia, si corre su un circuito poco amato che stamattina è stato teatro del brutto incidente tra Ghiotto e Aitken, con le vetture che prendono fuoco e i piloti che per fortuna restano illesi. La griglia vede Hamilton in pole davanti a Verstappen, Bottas e Perez, con Ricciardo-Sainz in terza fila: out in Q2 le Ferrari, con Leclerc 11° e Vettel 15° dopo essere andato a muro, ma i ferraristi guadagnano una posizione perchè Albon sostituisce il cambio e scivola in 15a piazza. Hamilton scatterà con le soft, Bottas e Verstappen con le medie così come Vettel e Leclerc: andiamo a scoprire cos’è successo nel GP di Russia.

F1, GP RUSSIA: LA GARA– Scatta forte Valtteri Bottas, che nell’allungo sul rettilineo supera Hamilton, salvo poi doversi arrendere per un errore in uscita e tornare secondo: Verstappen segue la frenata del finnico e va lungo, venendo superato da Ricciardo quando si rientra in pista, salvo poi riprendersi la posizione, con l’australiano che viene passato da Ocon. Dietro però succede di tutto: Sainz va lungo a sua volta, ma sbaglia completamente l’ingresso in pista schiantandosi a muro. Contatto tra il trio green Albon/Russell/Norris, che rientra in blocco ai box montando le hard, mentre Stroll si schianta a muro perdendo la Racing Point dopo un passaggio sul cordolo: neanche il tempo di completare un giro che entra la Safety Car come al Mugello, con Sainz out per il secondo GP consecutivo e le Rosse in 8a e 13a posizione. La SC rientra dopo alla fine del 5° giro, e alla ripartenza non succede praticamente nulla: Albon supera Norris e Russell, Vettel supera Raikkonen ed è 13°. Penalizzazione di 5” per Hamilton, reo di aver effettuato una prova di partenza al di fuori della zona consentita nel pre-gara: onestamente troviamo assurdo che un’azione totalmente ininfluente vada a rovinare la gara di un pilota, ma tant’è. Hamilton arriva al massimo a 2”6 di margine prima del pit-stop effettuato al 16° giro per montare gomme soft: rientra nel mezzo del gruppone, dietro Vettel che supera in meno di un giro, ma perde tempo nel traffico e la corsa al successo viene compromessa.

Prima delle soste, i ferraristi sono 3° (Leclerc) e 7° (Vettel), mentre Ricciardo (rientrato dietro Seb) sorpassa Ocon: si fermano Verstappen e Bottas, poi al 29° giro tocca a Leclerc (hard) e due giri dopo a Vettel. La classifica dopo le soste vede Bottas in testa con 11” su Bottas e 18” su Hamilton: seguono Perez, Ricciardo (penalizzato di 5”, track limits nel sorpasso su Ocon), Leclerc e Ocon, con Vettel che rientra 16° ed effettua due-tre sorpassi nei primi giri con gomme hard. Bottas gestisce, perdendo sui due inseguitori, che però non riescono ad avvicinarsi quanto basta per impensierirlo: un contatto tra Vettel e un assurdo Grosjean (ruotata del francese dopo il sorpasso) causa una Virtual Safety Car, però nulla cambia. Si scatena invece una bella bagarre per i punti: duello al cardiopalma tra Norris (9°) e Albon (10°) che continuano a scambiarsi le posizioni a ruote fumanti, ne approfitta Gasly che supera entrambi. Un contatto costringe Lando a rientrare ai box e salutare i punti. Nel finale le uniche “emozioni” sono i doppiaggi: tra i doppiati anche Vettel, con soli 12 piloti a pieni giri. Vince autorevolmente Valtteri Bottas: secondo successo a Sochi (da 3°, come nel 2017) e secondo stagionale, precedendo Verstappen e Hamilton. Mercedes vince così il 7° GP su 7 in questo circuito. Quarto Perez, che precede Ricciardo, Leclerc (6°), Ocon, Kvyat, Gasly e Albon: 13° posto per Vettel, doppiato.

Nel Mondiale, Lewis Hamilton vede accorciarsi il margine su Bottas: 205pti per Lewis e 160 per Valtteri, ora distante 45pti. Seguono Verstappen (128), Norris (65), Albon (64), Ricciardo (63), Leclerc e Stroll (57), Perez (56). Nel costruttori prosegue il dominio assoluto di Mercedes: 365pti contro i 192 di Red Bull e i 106 di McLaren, che precede Racing Point (104), Renault (99) e Ferrari (74). Si torna in gara l’11 ottobre, col ritorno al Nurburgring.

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