Per la prima volta un italiano si impone in MotoGP ad Aragon. Finora l’inno di Mameli era risuonato qui solamente in un’occasione nella top class: la vittoria della Ducati guidata da Casey Stoner nel 2010. A infrangere il tabù ci ha pensato Franco Morbidelli. Il pilota del team Yamaha Petronas domina la gara e conquista una vittoria importantissima che lo riporta in lotta per il titolo iridato. Aragon premia comunque la Suzuki che piazza due piloti sul podio. E Joan Mir, terzo, allunga ulteriormente in classifica.

LA GARA

Al via succede di tutto. Jack Miller e Brad Binder si toccano e finiscono fuori dopo 100 metri. Si autoelimina nelle prime curve anche il poleman Takaaki Nakagami. Va al comando Morbidelli, braccato da vicino da Alex Rins, Johann Zarco, Maverick Vinales e Joan Mir. Perde posizioni Fabio Quartararo, superato rapidamente da Alex Marquez. La rimonta del fratello di Marc è furiosa e culmina con la quarta posizione. A poche tornate dalla fine, però, lo spagnolo scivola e lascia via libera a Zarco. In testa Morbidelli diventa imprendibile per Rins giro dopo giro, mentre Mir si piazza in terza piazza. Il podio resta congelato. Quarto posto per l’ottimo Pol Espargaro, bravo a beffare Zarco. Oliveira è sesto davanti a Vinales e Quartararo. Il Mondiale resta apertissimo: Mir comanda con 137 punti, quattordici in più rispetto a Quartararo, mentre Vinales insegue a meno diciannove. Morbidelli risale e si porta a 25 punti di distacco. Sprofonda Andrea Dovizioso, tredicesimo al traguardo e distante 28 punti.

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