14 anni dopo l’ultima apparizione, riecco la F1 a Imola. È un’Imola leggermente diverso, quello che riporta il circus all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari: ci sono i consueti Tamburello, Tosa, Rivazza, Acque Minerali, la Villeneuve e la Variante Alta, ma è stata di fato rimossa la Variante Bassa, sostituita da due rapide svolte che collegano due rettilinei subito dopo la partenza. È uno start atipico, dunque, quello del nuovo Imola (modifiche di Tilke), ma non per la griglia di partenza: 10a doppia fila Mercedes su 13 GP, 4a pole position per Valtteri Bottas che ha stabilito il nuovo record del circuito in 1.13.609. Al suo fianco Hamilton, con Verstappen terzo. Questi tre partiranno con gomme medie, così come i piloti dall’11a posizione, su un tracciato che dovrebbe portare a una sola sosta nei piani dei team: le temperature si sono però sensibilmente abbassate, quindi tutto può succedere. Top-10 completata da Gasly (ottimo 4°, con casco celebrativo di Senna), Ricciardo, Albon, Leclerc, Kvyat, Norris e Sainz: solo 14° Vettel, che prosegue il suo calvario nelle retrovie.

F1: LA GARA DI IMOLA – Ottima partenza per Bottas dalla pole, mentre Verstappen ha un grande scatto e supera Hamilton: l’olandese rischia però una penalità per essere partito fuori dalla sua piazzola. Ottimo start anche per Gasly, che rischia di superare Hamilton sull’allungo: Lewis però si difende portandolo all’esterno, il vincitore di Monza deve alzare il piede e perde la posizione da Ricciardo, scivolando in 5a davanti a Leclerc. La gara di Gasly durerà però pochi giri: dopo 7/8 passaggi il box lo ferma per un problema alla power unit (crollo della pressione dell’acqua), vanificando l’ottimo GP del francese. Contatti al primo giro: Stroll sbatte contro Ocon danneggiando l’ala, Vettel si tocca con Magnussen che si gira e riparte dal fondo. Stroll rientra subito ai box, monta le dure e i suoi ottimi tempi anticipano la strategia di tutti i team: Giovinazzi si ferma all’11° giro per montare le dure, imitato al 13° da Leclerc (5°) e in quello seguente da Ricciardo e Albon. L’australiano, molto lento nel finale dello stint con le soft, riesce di un soffio ad evitare l’undercut e difendere la posizione: si forma un gruppetto con lui, Leclerc, Albon, Kvyat e Sainz in 4”. In testa alla gara c’è sempre Bottas, con 2”5 su Verstappen e 4” su Hamilton, che fatica a stare in scia e prende un piccolo margine per non mettere in crisi gomme e motore: Max si ferma al 19° giro per montare le hard, Bottas lo imita subito dopo mentre Hamilton resta fuori ignorando il team. Il campione del mondo sfodera una prestazione-monstre, guadagnando quasi un secondo al giro sui rivali e ponendosi nelle condizioni di passare sia Verstappen che Bottas: i piloti con le medie, guidati proprio da Lewis che gira in 1.17.502, sono velocissimi.

Hamilton si ferma sfruttando la Virtual Safety Car, e rientra con le hard e con 5” su Bottas e 7” su Verstappen: seguono Vettel, Raikkonen e Latifi che devono fermarsi, mentre Perez col pit in VSC supera Ricciardo e Leclerc. Bottas reagisce e si porta a 4”2 da Hamilton, poi crolla giro dopo giro: la sua vettura ha il fondo danneggiato, si scoprirà in seguito che è dovuto a un detrito-Ferrari (Vettel) raccolto al 2° giro. Bottas nel mentre va in crisi scivolando a 13” e viene superato da Verstappen molto agevolmente. Miracolo di Kimi Raikkonen: 49 giri con le gomme medie e nuovo stint con le soft per inseguire i punti. Era andato lungo anche Vettel (42 giri), che però perde ogni chance di top-10 nel pit-stop, durato quasi 15” per un problema nell’avvitamento delle gomme. Si ritira Magnussen, frenato da un fortissimo mal di testa, e al 50° giro la situazione è la seguente: Hamilton guida con 13” su Verstappen, seguito da Bottas, Perez, Ricciardo e Leclerc, con Kimi 12° e Vettel 13°. Colpo di scena al 52° giro: Verstappen centra un detrito con la gomma posteriore, che esplode portandolo all’inevitabile ritiro. Ne approfitta Perez che è terzo, ed è subito Safety Car, con Russell che commette un errore madornale e si schianta dietro la SC mentre è 10° e in zona punti: rientrano Bottas ed Hamilton per montare le soft, pit anche per Perez, Vettel, Norris, Kvyat e Stroll che investe un meccanico. Mossa assurda per Perez, che scivola in 7a posizione e deve rimontare. Si riparte al 58° giro, e Kvyat è scatenato con le soft: supera Leclerc e si porta a ridosso di Ricciardo sognando il podio. Perez invece passa Albon, che si gira, ma non riesce a impensierire Leclerc. Assolo di Lewis Hamilton, che in cinque giri guadagna oltre 6” e fa segnare il giro record in 1.15.904, oltre un secondo più veloce di tutti nel giorno del suo 93° successo, 14 anni dopo l’ultima vittoria di Schumacher su questo tracciato: podio per Bottas e Ricciardo, che precede Kvyat, Leclerc, Perez, Sainz, Norris, Raikkonen e Giovinazzi, con Vettel 12° e Albon fuori dai punti. Superlativo Kimi, che chiude 9° con un lunghissimo stint con le medie e una grande strategia.

Nuovo allungo di Lewis Hamilton nel Mondiale: 282pti per LH44, che precede Bottas (197) e Verstappen (162). Quarto Ricciardo con 95pti, davanti a Leclerc (85), Perez (80), Norris (69), Sainz (65), Albon (64) e Gasly (63). Mercedes vince aritmeticamente il 7° Mondiale costruttori (record) salendo a 479pti, seguita da Red Bull (226), Renault (135), McLaren (134) e Racing Point (132), con Ferrari sesta a quota 103 e insidiata da Racing Point (89).

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