La F1 riaccoglie il circuito turco di Istanbul Park, che nella sua breve parentesi nel circus divenne un feudo per Ferrari (tre successi per Massa) e salutò la compagnia nel 2011 dopo il successo di Vettel. Lo fa in un periodo decisamente insolito, a metà novembre, e con delle condizioni dell’asfalto che mettono a durissima prova i piloti: un asfalto scivoloso come il ghiaccio (cit. Verstappen), sul quale le vetture continuano a perdere aderenza, causando distacchi mai visti nelle FP1. Istanbul resta però un tracciato molto apprezzato, con la lunghissima curva 8 e il suo tratto guidato, e Ferrari spera di sfruttare il vecchio feeling con questo circuito per sbloccarsi: andiamo a vedere come si sono comportati i piloti nelle libere.

FP1: UNO-DUE RED BULL E DISTACCHI ABISSALI– L’asfalto estremamente scivoloso dell’Istanbul Park, da poco risistemato proprio per questo GP e per questo motivo totalmente assente di grip, mal si sposa con le mescole più dure portate da Pirelli, che aveva effettuato la scelta prima che il circuito venisse riasfaltato in buona parte dei suoi 5.338km. Ne derivano così delle FP1 surreali, nelle quali tutti i piloti si lamentano dello scarso grip, fioccano i testacoda (anche per le Mercedes) e i distacchi sono davvero abissali, smentendo tutte le previsioni che davano le monoposto 2020 più veloci di circa 15” rispetto ai reali risultati. I primi a trovare il limite sono i piloti Red Bull, forti di una vettura molto bilanciata che ben si sposa con questo circuito, e il più veloce è a lungo Alexander Albon, che viene battuto in extremis da Verstappen: Max, il primo a dire che guidare su questo tracciato è come guidare sul ghiaccio, chiude in 1.35.077, precedendo di 241 millesimi il compagno di team. Terzo a 430 millesimi Leclerc, che conferma l’affinità delle Rosse con questo circuito: ottimo anche Vettel, quinto a 543 millesimi e preceduto da Gasly (+0.466). Questi cinque sono gli unici ad avere distacchi “ravvicinati”, perchè Kvyat è sesto a 1”661 e tutti gli altri ben oltre i due secondi: settimo Norris (+2.139), che precede Giovinazzi (+2.426), Bottas che è nono a 2”552 e Ocon, 10° con 3”331 di ritardo. Seguono Latifi (+3.431), Perez (+3.535), Stroll (+4.407) e Grosjean (+4.948), mentre Hamilton è addirittura 15° a 5”148: Lewis ha faticato molto a trovare il ritmo nelle FP1 e con le hard. Chiudono il gruppo Kimi Raikkonen (+5.958), Magnussen (+6.777), Ricciardo che è 18° a 10”079, Sainz (a lungo out per un problema elettrico, +11.385) e Russell (+14.179), che sostituisce la power unit e scatterà ultimo domenica. Per i team suona un campanello d’allarme, visto che le FP1 si sono corse alla stessa ora del GP (11 italiane).

FP2: BIS DI VERSTAPPEN, LECLERC 2° E POI LE MERCEDES– Con l’aumento delle temperature nel pomeriggio, e i km percorsi dalle vetture nelle FP1, il grip dell’asfalto aumenta di parecchio e i tempi si abbassano di schianto: in testa c’è sempre Verstappen, ma con un crono di oltre sette secondi più veloce della mattinata, seppur distante 4” dal record del circuito (Montoya, 2005), e i distacchi si riducono di parecchio. I piloti si trovano meglio con queste condizioni e con gomme meno dure, seppur lamentando graining nei long-run con le soft. Verstappen chiude in testa in 1.28.330, confermando l’ottima forma sua e di Red Bull: precede di 401 millesimi un ottimo Leclerc, che sogna il podio, mentre nelle FP2 rinvengono le Mercedes. Bottas è terzo a 575 millesimi, Hamilton quarto a 850 millesimi lamentando scarsa confidenza e scarso grip, oltre a un passo non eccezionale a differenza di RB e Ferrari. Quinto Albon, a lungo in testa con le medie e poi 5° a 1”033: lo inseguono le AlphaTauri di Kvyat (+1.359) e Gasly (+1.614), con Vettel ottavo dopo un errore nella simulazione di qualifica e staccato di 1”692. Difficoltà per Renault, Racing Point e McLaren, che ora come ora si giocano il podio nei costruttori. Stroll è nono davanti a Norris, ma a quasi due secondi: 1”967 per il canadese e 2”405 per Lando. Più indietro Perez (+2.774) e Ocon (+3.050), con Sainz 14° (+3.168) e Ricciardo 15° (+3.330): nel mezzo Giovinazzi, 13° a 3”163, mentre Raikkonen è 16° a 3”602. Chiudono il gruppo Williams e Haas: 17° Russell a 3”972, precedendo Grosjean (+4.240), Magnussen (+4.477) e Latifi (+5.158). Sarà dominio Red Bull anche nelle qualifiche del GP che può regalare ad Hamilton il 7° titolo? Domani lo scopriremo.

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