Fino all’ultima curva, fino all’ultimo metro di pista. Moto2 e Moto3 concludono la loro stagione in maniera altamente spettacolare nel round decisivo in Portogallo. Il tracciato di Portimao esalta le scie e le strategie, mischiando ulteriormente le carte di un mazzo già sufficientemente variegato e imprevedibile. I titoli mondiali finiscono nelle bacheche di Enea Bastianini, vincitore nella Moto2 e Albert Arenas, campione della categoria inferiore. Nessun ribaltone rispetto alla vigilia, ma la strada verso l’iride è stata estremamente complicata per i due nuovi re.

MOTO2

Al via lo spunto migliore è di Remy Gardner. L’australiano prova la fuga, mentre alle sue spalle si pone subito Bastianini, seguito da Luca Marini, Sam Lowes e Jorge Martin. Le posizioni durano per qualche giro, prima del sorpasso attuato dal fratello d’arte ai danni di Enea. Lo imita Lowes e insieme al pilota Sky VR46 si pone all’inseguimento di Gardner. Marini va al comando, seguito da Sam, mentre in terza posizione sale Augusto Fernandez. Bastianini deve fare i conti con un ritmo non esaltante e con gli assalti ripetuti del rimontante Marco Bezzecchi e con la solita tempra da guerriero di Martin. Marini in classifica generale arriva a portarsi a due punti di distacco da “Bestia”, ma Enea è bravissimo a non scomporsi e a risalire con l’ottimo passo. A dargli una mano ci pensano i ribaltoni in testa alla corsa: Gardner rimonta dalla quarta posizione, infila Fernandez, Lowes e a due giri dalla fine anche Marini. È il sorpasso che decide il Mondiale. Bastianini completa l’opera risalendo fino alla quinta posizione, dietro a Bezzecchi, ma davanti a Martin. Perde colpi Fernandez, solo settimo nel finale. Per il “Bestia” è il coronamento di un sogno incredibile.

MOTO3

Raul Fernandez aveva avvertito tutti nelle qualifiche con una pole position straordinaria. Il pilota KTM si conferma in gara diventando fin dai primi giri imprendibile a suon di passaggi velocissimi. Il suo margine sul resto della concorrenza tocca i 9 secondi di vantaggio. Alle sue spalle, invece, è bagarre vera. Arenas e Ogura si giocano il podio, ma nessuno dei due dà l’impressione di riuscire a scappare via dal resto del gruppone. Risale dalla ventisettesima posizione l’ottimo Tony Arbolino. La sua rimonta lo porta a riprendere prima Ogura, in crisi, e poi Arenas. Il pilota spagnolo non molla, ma non ha il passo per resistere ad Arbolino. Tony si porta in settima posizione e non riesce a risalire oltre. Arenas va in difficoltà nell’ultimo passaggio e finisce sotto investigazione per un passaggio di troppo oltre i limiti della pista. Le cadute di Masia e Suzuki non cambiano troppo il risultato finale. Il dodicesimo posto basta per vincere il Mondiale, complice il quinto posto di Arbolino che è vice campione e non conquista il titolo per soli 4 punti. Maledetto quell’aereo dalla Francia con l’isolamento per contatti con un positivo al Covid… Completano il podio Dennis Foggia e Jeremy Alcoba.

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