Le Mercedes che dominano ogni sessione, con Lewis Hamilton in testa sia nelle libere che in tutte e tre le sessioni di qualifiche: 98a pole per il sette volte campione del mondo, che precede in griglia Bottas e Verstappen in un GP del Bahrain che è pronto a tingersi dei colori delle Frecce d’Argento. E il nuovo disastro-Ferrari, con Vettel 11° e Leclerc 12°: Rosse out dalla Q2,  mai davvero in palla su un circuito che l’anno scorso le vide prima e seconda nelle qualifiche, e sfiorare il successo con Leclerc prima di un problema tecnico che costrinse il monegasco a rallentare e chiudere 3°. Il GP del Bahrain 2020 ha regalato emozioni contrastanti, tra paura ed eccitazione: andiamo a ripercorrerlo assieme.

F1, GP BAHRAIN: IL TREMENDO INCIDENTE DI GROSJEAN– Pronti-via, ed Hamilton difende la prima posizione. Pessima invece la partenza di Bottas, che perde posizioni su posizioni: il finnico finisce 6°, con Verstappen secondo dietro a LH44 e davanti a Perez, Verstappen, Albon e Ricciardo. Risale in 10a posizione Leclerc, scivola 15° invece Vettel dopo un contatto con Stroll che danneggia la sua Ferrari. Tutti gli occhi però sono puntati su quel che accade qualche posizione più indietro. Romain Grosjean scarta verso destra per evitare l’Alfa Romeo di Raikkonen, che sembra avere un problema tecnico, e la sua Haas si trova sulla traiettoria di Kvyat: l’impatto è tremendo, la ruota posteriore della monoposto del francese si buca e la vettura si schianta a 250km/h contro le barriere. La Haas diventa un’autentica palla di fuoco, visto che il serbatoio è pieno perchè siamo nel primo giro, e si spezza letteralmente in due: il pezzo con l’alettone posteriore resta nella via di fuga, mentre le ruote partono per la tangente e la parte anteriore col pilota sfonda il guard-rail (in cui s’incastra) e resta in mezzo alle fiamme. Si teme il peggio, poi il pilota viene mostrato fuori dall’auto e apparentemente incolume. L’Halo salva letteralmente la vita di Grosjean, che senza protezione avrebbe rischiato la decapitazione da parte delle lamiere sfondate dalla monoposto e distrutte dalle fiamme, l’istinto fa il resto.

Dopo 32” nelle fiamme, Grosjean riesce ad uscire con l’aiuto del pilota della Medical Car Alan van der Merwe, che commenta così l’accaduto: “Una grande sorpresa anche per noi, non avevo mai visto così tanto fuoco in 12 anni. Ci son voluti dei secondi per capire cos’è successo, sembravano anni. Romain è uscito dalla macchina da solo, abbiamo tirato un sospiro di solievo quando l’abbiamo visto uscire con le sue gambe. Halo e cinture hanno fatto il loro dovere. Un piccolo cambiamento in uno di questi fattori avrebbe prodotto conseguenze peggiori”. Grosjean, uscito sulle sue gambe (senza una scarpa) e in evidente stato di shock, viene trasportato in eliambulanza per i controlli medici: stando alle prime informazioni citate da Günther Steiner, avrebbe riportato delle lievi bruciature alle mani e alle caviglie (le parti meno protette, visto che la tuta è ignifuga) e sospette fratture alle costole. Che sono comunque “bazzecole”, visto il tremendo impatto, l’incendio e la decelerazione a 53G. Ovviamente scatta subito la bandiera rossa, e i piloti restano fermi per un’ora e mezza mentre i marshal ricostruiscono guardrail e protezioni. Si riparte solo alle 16.35, con la consapevolezza di aver assistito a un miracolo che ha tenuto in vita Romain Grosjean.

F1: LA GARA– Restart vibrante: Perez passa Verstappen e viene superato di nuovo, ed è lotta nel mezzo del gruppo. Non si completa neanche un giro, però, ed è subito Safety Car: Kvyat (penalizzato di 10”) centra in pieno Stroll che si ribalta, restando fortunatamente illeso ed uscendo subito dalla sua Racing Point. Alle 17, dopo quasi due ore dalla partenza del GP del Bahrain (che, come da regolamento, deve durare al massimo due ore interruzioni escluse ed essere concluso entro 4h dallo start), non è ancora stato completato un giro. Si ferma Bottas, montando le hard dopo una foratura: resterà intruppato nel traffico e dirà addio al podio. Dopo sei giri dietro la SC, si riparte: non succede nulla di rilevante nelle primissime posizioni, mentre Charles Leclerc risale al 7° posto superando Ricciardo e tentando un azzardato sorpasso su Ocon. Quello del monegasco è però un avvio effimero, perchè poi Leclerc scivola indietro col passo del gambero: lo superano senza difficoltà Sainz, Ricciardo e Gasly. Passo indietro anche per Vettel, che prima viene superato da Bottas e poi si gira, finendo 18° e ultimo. Su un tracciato che “brucia” le gomme, è la girandola dei pit-stop a fornire le principali emozioni: Hamilton si ferma prima di Verstappen, lasciandogli la vetta temporanea del GP, poi se la riprende. Quando siamo nel 25° giro, Lewis guida con 4”5 su Max, con Perez terzo a 18”: seguono Albon, Gasly, Leclerc (che si ferma poco dopo, finendo 12°), Bottas con le hard, Norris, Ocon e Ricciardo, con Vettel 17° a precedere il solo Latifi. Le posizioni continuano però a rimescolarsi man mano che arrivano le (numerose) soste: Bottas naufraga, mentre Vettel risale qualche posizione (14°) e Leclerc si risistema all’8° posto, per poi scivolare nuovamente fuori dai dieci.

Bello il duello tra le Renault, con Ricciardo che sopravanza Ocon. Verstappen invece pressa Hamilton, restando sui 3” di distacco e stabilendo il giro veloce: saldamente terzo invece Sergio Perez, che insegue il 2° podio consecutivo surclassando Stroll (out oggi, 9° in Turchia), che è stato ovviamente preferito da papà Lawrence per affiancare Vettel nel 2021, appiedando Checo. Ottimo anche il GP di Lando Norris, stabilmente 5° con McLaren, mentre Albon sogna il podio sulla seconda Red Bull, ma Perez si porta a 3”8 sull’anglo-thailandese. Il 10° podio in carriera per Sergio Perez sfuma miseramente a tre giri dal termine: una, due, tre fumate e la sua power unit va ko, prendendo fuoco e lasciando a piedi il messicano. GP che finisce col doppio zero di Racing Point, un disastro nella corsa al 3° posto nel Mondiale costruttori, e dietro la Safety Car perchè Checo ha perso moltissimo olio. Succede tutto poco dopo che Leclerc viene doppiato da Hamilton, che vince agevolmente il GP e aveva 20” di vantaggio prima della SC. Vince Hamilton e arriva a 94 successi, precedendo Verstappen (giro veloce) e Albon che eredita il terzo gradino del podio: 4a e 5a posizione per le McLaren di Norris e Sainz, mentre Gasly chiude 6° evitando un ultimo pit-stop e guadagnando posizioni. Settimo Ricciardo, che precede Bottas (8°), Ocon e Leclerc che è 10° in extremis e doppiato: 13° posto per Vettel, sempre fisso nelle retrovie. Nel Mondiale, Lewis Hamilton vola a 332pti, mentre Bottas mette a rischio il secondo posto: il finnico conquista solo 4pti e si porta 201pti, con Verstappen terzo a quota 189. Dovrà recuperare 12pti tra Bahrain II ed Emirati per chiudere secondo. Stravolgimenti nel costruttori: Mercedes ha già vinto e sale a 533pti, seguita da Red Bull (274) e McLaren (171), che sopravanza Racing Point (154), ora insidiata anche da Renault (144), mentre Ferrari è sempre sesta con 131pti. Tra sette giorni si torna in pista sul veloce Outer Track di Sakhir.

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