Gioco, partita, incontro. Dopo essersi preso la pole position per pochi millesimi e aver mostrato un ottimo passo anche nelle qualifiche, Max Verstappen si conferma in una gara dominata e ottiene il 10° successo in F1, sfiorando anche il giro veloce prima del colpo di reni finale di Daniel Ricciardo. Con questo successo e la pole di ieri, Red Bull interrompe l’egemonia-Mercedes sul circuito di Yas Marina: dal 2014 ad oggi, Mercedes aveva sempre vinto e conquistato il miglior tempo in qualifica. Max, invece, sfiora il secondo posto nel Mondiale e chiude a soli 9pti da Bottas: un grande segnale per lui, che nel 2021 sarà verosimilmente l’unico sfidante delle Mercedes per il titolo e nel 2022, con le nuove vetture e (forse) senza Hamilton potrebbe diventare l’uomo da battere.

Nessun patema d’animo per Verstappen. Max difende la prima posizione nel breve allungo verso curva 1, poi è sveglio e lucido nel fermarsi ai box per montare le hard al momento dell’ingresso della Safety Car: una SC necessaria, visto che il motore Mercedes della Racing Point di Perez si ammutolisce mentre Checo stava iniziando la sua rimonta dall’ultimo posto, e il messicano deve parcheggiarla in una zona pericolosa. Rientrano tutti tranne Leclerc (soft), Giovinazzi (medie), Vettel e Ricciardo (partiti con le hard) che proseguono: buona parte del gruppo ha così le hard dopo pochissimi giri e si avvia a concludere il GP con quelle, mentre le Ferrari si autoeliminano dalla corsa ai punti sbagliando completamente strategia e vengono doppiate, non risultando mai in gara. Strategia, quella del lungo stint con le hard e del successivo passaggio alle medie, che funzionerà invece per Ricciardo: a lungo 4°, l’australiano si difende arrivando a 38 giri con la mescola dura, e poi rimonta dopo il pit stop, chiudendo 7° e col giro veloce.

Davanti, intanto, Verstappen fa gara a sè e si rende imprendibile: Max è un martello e rifila 9” a Bottas, che non può forzare e si accontenta di un secondo posto che gli vale la piazza d’onore nel Mondiale. Le Mercedes infatti, dopo il “fattaccio” di Perez, temono un surriscaldamento delle proprie power unit che porterebbe a una rottura, e tagliano potenza alle proprie power unit invitando i clienti (Williams/Racing Point) a fare altrettanto. Bottas e uno spento Hamilton, rientrato in fretta e furia dal COVID-19 senza essere al 100% e visibilmente col fiato corto e un ritmo non ai suoi livelli, disputano così una gara smunta e senza acuti, vissuta interamente in 2a e 3a posizione da “scudieri” di un sontuoso Verstappen. 4° Albon, che nel finale rimonta fino ad arrivare a 1”5 da Hamilton senza poterlo attaccare: l’anglo-thailandese si giocava oggi le ultime chances per difendere il suo sedile nel 2021, vedremo se ci sarà riuscito nonostante i 20” di ritardo da Max (2° successo nel 2020), che ne rifila 16 a Bottas e 18”5 al sette volte iridato.

5° posto per Lando Norris, che perde subito la quarta posizione e poi guida il gruppetto degli “altri”, chiudendo a un minuto: seguono Sainz, Ricciardo, Gasly, Ocon e Stroll. Il 5° e 6° posto dei piloti McLaren e il contemporaneo zero di Perez valgono il 3° posto nel costruttori proprio al team di Woking, mentre Ferrari chiude sesta e coi due piloti doppiati: 13° Leclerc e 14° Vettel, che saluta il team dedicando una simpatica canzone ai suoi “ragazzi” sulle note di “Azzurro” di Celentano. Il 2020 si chiude così con Verstappen vincente, Hamilton che chiude in modo anonimo e debilitato dopo il 7° titolo e Mercedes che vince il Costruttori, ma vede interrotta la striscia vincente ad Abu Dhabi. Il 2021 potrebbe portarci un vero duello tra Red Bull e Mercedes e una Ferrari che lotti davvero per qualcosa, se la Rossa prenderà decisioni importanti dopo l’addio di Louis Camilleri e del progettista Resta: un 2020 così anonimo, macchia nera sulla storia di una scuderia gloriosa, non può passare in cavalleria e forse servirebbe un colpo di spugna alla disastrosa gestione-Binotto. Vedremo che succederà in Ferrari e sul secondo sedile Red Bull (in lizza Perez, Hulkenberg e Albon), intanto il 2021 ha già tante certezze: il ritorno di Fernando Alonso (Renault/Alpine), i debutti di Mick Schumacher, Mazepin e forse Tsunoda, i cambi di casacca di Sainz (Ferrari), Vettel (Aston Martin) e Ricciardo (McLaren), le conferme di Bottas in Mercedes e Russell in Williams prima (probabilmente) del salto nella casa-madre nel 2022. E un dubbio da risolvere: Hamilton rinnoverà? A precisa domanda, oggi, Toto Wolff si è trincerato dietro le consuete frasi fatte. Lo scenario di un addio immediato di Lewis sembra ancora impensabile, però mai dire mai…

Mondiale piloti, la classifica finale

  1. Lewis Hamilton (Gbr/Mercedes) 347pti
  2. Valtteri Bottas (Fin/Mercedes) 223pti
  3. Max Verstappen (Hol/Red Bull) 214pti
  4. Sergio Perez (Mex/Racing Point) 125pti
  5. Daniel Ricciardo (Aus/Renault) 119pti
  6. Carlos Sainz (Spa/McLaren) 105pti
  7. Alexander Albon (Tha/Red Bull) 105pti
  8. Charles Leclerc (Mon/Ferrari) 98pti
  9. Lando Norris (Gbr/McLaren) 97pti
  10. Pierre Gasly (Fra/AlphaTauri) e Lance Stroll (Can/Racing Point) 75pti

13) Sebastian Vettel (Ger/Ferrari) 33pti

17) Antonio Giovinazzi (Ita/Alfa Romeo) 4pti.

Mondiale costruttori, la classifica finale

  1. Mercedes 573pti
  2. Red Bull 319pti
  3. McLaren 202pti
  4. Racing Point 195pti
  5. Renault 181pti
  6. Ferrari 131pti
  7. AlphaTauri 107pti
  8. Alfa Romeo 8pti
  9. Haas 3pti
  10. Williams 0pti.
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