I motori si sono accesi. Dopo tanti mesi d’attesa, nei giorni scorsi la F1 ha vissuto la prima tre giorni di test in vista della stagione che verrà. Un’annata ricca di novità: dall’ingresso di Aston Martin (ex Racing Point) e Alpine (ex Renault), alle livree, ai giovani piloti sbarcati nel massimo campionato (Mick Schumacher, Mazepin, Tsunoda), ai ritorni (Alonso, con Alpine) e ai cambi di team (Ricciardo-McLaren, Sainz-Ferrari, Perez-Red Bull, Vettel-Aston Martin). E non sono mancate le novità tecniche, col diffusore-McLaren che ha colpito l’occhio insieme all’intera monoposto britannica, ora dotata del motore Mercedes. A Sakhir le grandi protagoniste sono state le Red Bull, mentre Mercedes ha mostrato qualche (voluta?) crepa e Ferrari è stata una delle grandi incognite, viste le prestazioni altalenanti e le parole di Leclerc (“Non abbiamo spinto al 100%”): il motore della Rossa, depotenziato nel 2020, sembra tornato a buoni livelli, e vedremo come si comporterà in gara. Ma ora andiamo nel dettaglio delle tre giornate di test: appuntamento per le sentenze definitive il 28 marzo, sempre in Bahrain, col primo GP stagionale.

F1, TEST BAHRAIN: VERSTAPPEN DOMINA IL DAY-1, PROBLEMI PER MERCEDES – La grande protagonista nel primo giorno di test è… la sabbia. Un’autentica tempesta di vento e sabbia inonda il circuito di Sakhir, che diventa dunque difficilmente gestibile per i piloti, che però non demordono e percorrono molti giri. Max Verstappen è uno dei due piloti che superano i 100 giri, ed è in testa col crono di 1.30.674 ottenuto con mescola media: seguono Lando Norris (+0.215) ed Esteban Ocon (+0.475), unico guidatore dell’Alpine nella prima giornata di test. Seguono Stroll, Sainz e un sorprendente Giovinazzi, 6° con mescola C2 a 1”2 dal leader: l’italiano è l’unico ad aver ottenuto il tempo con una mescola così dura.

Miglior tempo in mattinata e 7° tempo complessivo, invece, per l’altra McLaren di Ricciardo. Seguono le AlphaTauri di Gasly e dell’ottimo Tsunoda. Top-10 completata da Lewis Hamilton (a 2”2), in una giornata non esaltante per la Mercedes: la W12 è sembrata poco stabile e lontana parente della versione precedente, con molte cose da sistemare (in virtù, forse, delle lungaggini sul rinnovo di Lewis) e un fondo che è una grande incognita. In più, Bottas è rimasto fermo tutta la mattina ai box per una rottura del cambio dopo soli sei giri percorsi: questo ha costretto Mercedes ad accorciare i rapporti della trasmissione in tutta la tre giorni di test. Giornata interlocutoria per Mercedes dunque, ma anche per Ferrari: nè Leclerc nè Sainz hanno cercato la prestazione, svezzando la SF21 e svolgendo il lavoro previsto di “conoscenza” delle gomme, chiudendo rispettivamente 5° e 11°, con Charles fermo ai box per un guasto meccanico nella mattinata. Tranquillità anche per Aston Martin, con Stroll 4° a 1”1 nell’unico tentativo a serbatoio scarico e Vettel 13° a 3” e in “rodaggio” delle mescole più dure, chiudendo alle spalle di Raikkonen. Chiudono il gruppo Nissany (collaudatore Williams), Mazepin, Mick Schumacher e Bottas: questi ultimi hanno avuto problemi tecnici sulle rispettive monoposto, completando rispettivamente 15 e 6 giri.

F1, TEST BAHRAIN: RISCATTO-BOTTAS NEL DAY 2, GIORNATA-NO PER FERRARI? –  Il secondo giorno di test ha visto qualche pilota tentare la simulazione di qualifica. E simulazione di qualifica vuol dire… Mercedes in testa. Con una mappatura più aggressiva del giorno precedente e il serbatoio scarico, Bottas ha chiuso primo col tempo di 1.30.289, precedendo Gasly (+0.124) e Stroll (+0.171). Un primo posto che riscatta la giornata-no del venerdì, mentre Lewis Hamilton continua a lamentarsi dello scarso bilanciamento della vettura con mescole hard e medie, ed è stato protagonista di un testacoda e di una bandiera rossa: per lui giri a basso ritmo e il 15° posto a 3” dal compagno. AlphaTauri, col 2° posto di Gasly e l’11° di Tsunoda nonostante molti problemi tecnici, si conferma così un’ottima monoposto, che potrebbe sorprendere nel campionato. Qualche problema, ancora, per Aston Martin: se Stroll ha chiuso terzo confermando la velocità dell’AMR sul giro secco, Vettel ha avuto lo stesso problema riscontrato da Bottas al cambio Mercedes, chiudendo la sua sessione mattutina dopo soli sei giri.

Si conferma positiva invece la Mercedes: Ricciardo era stato il migliore al mattino con mescola dura, chiudendo poi 9°, Lando Norris invece è arrivato quarto a soli tre decimi. Ottimo 5° posto per Giovinazzi con un’Alfa Romeo in crescita, che ha preceduto la Ferrari di Charles Leclerc: il monegasco ha mostrato un motore in crescita, ma a Maranello crescono i dubbi sui long-run, perchè le gomme si degradano più del previsto e questo potrebbe causare un problema in gara. Lavoro sulla distanza, invece, per Carlos Sainz, solo 13° e nel “panino” tra le Haas di Mick Schumacher e Mazepin, che mettono in pista la vettura 2020 aggiornata ai nuovi regolamenti e col nuovo motore Ferrari. Una Ferrari inferiore alle attese dunque, ma persistono le dichiarazioni ottimistiche di Binotto e Leclerc. 7° posto con gomme soft per la Williams di Latifi, ottavo invece Perez con gomme hard e senza puntare al giro secco: oggi Red Bull si è nascosta, ma senza dubbio è la monoposto più convincente in questi test e proverà a sfilare il titolo alle Mercedes. Perez inoltre si è spaventato e non poco, quando davanti a lui il cofano della Williams di Latifi è esploso inondando di pezzi di carbonio la pista e causando una bandiera rossa. Top-10 per Alonso, che era secondo all’ora di pranzo e ha macinato chilometri, sommando 128 giri. Seguono i già citati Tsunoda, Mick Schumacher, Sainz, Mazepin, Hamilton e Vettel.

F1, TEST BAHRAIN: BIS-VERSTAPPEN NEL DAY 3 – Max Verstappen in pista, Max Verstappen in testa. Si ripete lo scenario già visto nella giornata di venerdì, stavolta con gomme soft: Red Bull è senza dubbio la macchina più solida, anche se ha portato in pista una versione-B della monoposto 2020 per concentrarsi sulla rivoluzione in arrivo nel 2022. Crono di 1.28.960 per Verstappen, che precede di soli 29 millesimi uno strepitoso Tsunoda sull’AlphaTauri: il giovane nipponico ha ottenuto un sorprendente secondo tempo con mescola C5, la più morbida del lotto. Sainz invece è terzo a 651 millesimi, mostrando una crescita della SF21 sul giro secco, rispetto all’anno precedente: giornata dai due volti per la Rossa, con Leclerc 10° facendo il consueto lavoro sulle gomme, e mostrando limiti sul passo-gara. Continua a sorprendere l’Alfa Romeo, quarta con Kimi Raikkonen e con un ottimo passo-gara. Come Ferrari, anche Mercedes vive una giornata dai due volti: Bottas, che ha lavorato sul passo, sembra a suo agio, mentre Hamilton (5°) mostra notevoli difficoltà col posteriore della sua monoposto e ha effettuato un altro testacoda. Sorprende il 6° tempo di George Russell, autore di 158 giri (solo Raikkonen ha fatto di più, 166 giri), mentre si confermano ottime le McLaren: 7° Ricciardo e 11° Norris, mostrando un passo-gara molto interessante con ogni mescola. Ottavo Perez, poi Alonso, Leclerc e Norris. 12° posto per Gasly, ottimo in mattinata prima che tutti montassero le soft, precedendo Ocon e le Haas di Mazepin e Mick Schumacher: Bottas è 16° avendo lavorato solo sul passo-gara con gomme hard, mentre le Aston Martin chiudono il gruppo.

Le due monoposto “green” hanno mostrato buonissime cose sul giro secco, ma preoccupa l’affidabilità: problemi al cambio sabato e un guasto grave all’impianto di sovralimentazione nell’ultimo giorno, che le relega in ultima e penultima posizione con pochissimi giri completati. Pochissime certezze dunque, a due settimane dal Mondiale: Mercedes non può essere questa, Ferrari è un’incognita e consuma troppo le gomme, Aston Martin ha problemi di affidabilità seri e potenzialmente limitanti. Red Bull e McLaren sembrano le monoposto uscite meglio dai test, e con loro AlphaTauri, però ormai siamo abituati alle “illusioni” date dalle Frecce d’Argento alle rivali nei test. L’appuntamento col GP del Bahrain (28 marzo) sancirà i primi verdetti.

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