Imola si trasforma in una sorta di caos calmo, nel GP domenicale. Piove sull’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, che si trasforma in un acquitrino in alcune zone della pista ed è asciutto in altre. Nel giro di schieramento regna il caos, perchè tutti i team entrano in pista con gomme full wet che non riescono a scaldarsi: Alonso va a muro (senza danni), Mazepin si gira, Bottas ha una foratura, Stroll un principio d’incendio ai freni. I team optano allora per un cambio gomme rapido e per il passaggio alle intermedie, montate da tutti tranne che da Gasly, Ocon e dalle Haas di Mazepin e Mick Schumacher: anche nel giro di ricognizione c’è qualche problemino, con Leclerc che si gira, ma riesce a partire senza intoppi, mentre Vettel decide di partire dai box. Dopo i problemi, la gara può cominciare con Hamilton in pole, a precedere Perez, Verstappen e Leclerc.

F1, GP IMOLA: LA GARA – Verstappen è una furia in partenza, e sorpassa sia Hamilton (i due si toccano, ala danneggiata per Lewis) che Perez: il messicano si innervosisce ed effettua un errore, facendosi passare da Leclerc che ora è terzo. Le azioni di gara durano però pochi istanti: un errore di Latifi lo porta a rientrare in pista in maniera improvvida, Mazepin arriva come un kamikaze (strano…) e lo travolge mandandolo a muro. Safety Car in pista al secondo giro, e Mick Schumacher commette un errore nello scaldare le gomme e va a muro, rientrando in ultima posizione e già quasi doppiato. Al settimo giro si riparte: Leclerc, sfruttando una Ferrari con molto carico aerodinamico in previsione della pioggia, va all’attacco di Hamilton che resiste. Sainz è veloce, ma commette due errori che lo fanno restare dietro alle McLaren: si rivela un disastro, invece, la strategia dell’AlphaTauri per Gasly, che va lentissimo facendo da tappo e viene superato da tutti, venendo richiamato per montare le intermedie solo quando è l’ultima vettura davanti alle Haas, al 13° giro. Verstappen intanto guida con un buon margine su Hamilton, che precede Leclerc, Perez, Norris, Ricciardo e Sainz che sorpassa l’australiano: Ricciardo era stato già sopravanzato da Norris, premiato da un ordine di scuderia visto il suo ritmo nettamente migliore, che gli consentirà di mettere subito dieci secondi tra sè e il compagno. Penalizzazione, invece, per Perez: aveva effettuato un lungo in regime di Safety Car, venendo superato dalle McLaren, ma le ha risorpassate ignorando il divieto di sorpasso dietro la vettura di sicurezza. Per lui uno Stop&Go di dieci secondi.

La pista si asciuga progressivamente, e il primo a montare le slick è Sebastian Vettel, che rientra al 22° giro optando per le gomme medie: neanche il tempo di uscire dai box, che a Seb viene notificato uno Stop&Go di 10” per non aver montato le gomme intermedie entro i cinque minuti dalla partenza, che lo fa scivolare in fondo alla griglia. Bottas intanto vive una gara estremamente anonima, appena dentro la zona punti, e verrà doppiato. Inizia il valzer dei pitstop: Verstappen si ferma al 28° giro e monta le medie, e nell’arco di due passaggi tutti vanno sulle slick. L’olandese rischia grosso, con Hamilton che si avvicina, ma resta davanti. E poi Hamilton stesso commette un errore nel doppiaggio di Russell, andando lungo e danneggiando l’alettone: Lewis ora è 7° e deve rientrare ai box, e lo fa in regime di Safety Car. Una Safety Car entrata per un tremendo incidente tra Russell e Bottas, che non se le mandano a dire negli attimi seguenti: il britannico va all’assalto del pilota Mercedes, che forse con un cambio di traiettoria lo porta ad allargarsi sull’erba (le immagini frontali sono tutt’altro che chiare) e a travolgere proprio il malcapitato Bottas, distruggendo le vetture e rischiando il cappottamento della Mercedes. Bottas ne esce intontito e malconcio, e fa il dito medio a Russell che tira una botta al suo casco: i due dovrebbero essersi chiariti nel post-gara, su imposizione di Toto Wolff. I detriti in pista sono tantissimi, e allora ecco prima la Safety Car e poi la bandiera rossa. Si riparte dopo una ventina di minuti, alle 16.25 italiane, dietro alla Safety Car: Verstappen precede Leclerc, Norris, Perez, Sainz, Ricciardo, Stroll, Raikkonen, Hamilton e Tsunoda. Norris opta per le soft come Tsunoda, tutti gli altri hanno mescola media: Raikkonen si gira dietro la SC, e dopo un paio di giri si riparte. Norris passa subito Leclerc, mentre Perez si gira e riparte dalla terzultima posizione: Hamilton intanto inizia la sua sfolgorante rimonta, superando Raikkonen e Stroll. Il sette volte iridato supera anche Ricciardo e Sainz, e poi approfitta dello stallo tra Leclerc e Norris per riportarsi sotto: Leclerc cede facilmente al rientro di Hamilton, mentre Norris resiste per cinque giri e si arrende solo a due passaggi dal termine. Hamilton ottiene poi anche il giro veloce (1.16.702) e resta così in testa al Mondiale: andare a prendere Verstappen, che ha 20” di vantaggio, è ovviamente impossibile.

Vittoria per Max Verstappen, che sfata il suo personale tabù sul suo italiano e precede Hamilton, Norris, Leclerc e Sainz: top-10 per Ricciardo, Stroll, Gasly, Raikkonen (sotto investigazione, può approfittarne Alonso) e Ocon, mentre Vettel si ritira e Mazepin effettua l’ennesimo testacoda in solitaria, confermandosi inadeguato per la F1. Lewis Hamilton resta in vetta al Mondiale con 44pti, precedendo Verstappen di un solo punto: seguono Norris (27) e Leclerc (20). Appuntamento tra due settimane a Portimao.

AGGIORNAMENTO DELLE 20.15 – Kimi Raikkonen viene duramente penalizzato per una violazione della procedura di partenza: 30″ di penalizzazione che lo fanno scivolare in ultima posizione, appena davanti alle Haas. Ocon sale così in 9a posizione, mentre Alonso guadagna il primo punto nel suo ritorno in F1 con Alpine.

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