Dopo anni sulla versione “breve”, per la prima volta la Formula E sperimenta il layout originale dello storico circuito di Monaco: una sola modifica per questo e-Prix, con la chicane seguente al tunnel che viene stretta e anticipata per evitare collisioni a maggior velocità. Il confronto cronometrico, tanto temuto dalla FE, è impietoso: le vetture elettriche, reduci dal caos nell’ultimo giro del secondo e-Prix di Valencia (che ha portato a un cambio regolementare: nessun taglio di potenza per SC negli ultimi cinque minuti), girano in un minuto e mezzo, una ventina di secondi più lente delle F1. Però, laddove le F1 spesso si ritrovano a fare infiniti “trenini” e gare prive di spettacolo, le più ridotte FE regalano le consuete emozioni.

FORMULA E, MONACO E-PRIX: IL RESOCONTO – Una DS Techeetah davanti a tutti, in qualifica e al termine dell’e-Prix. Antonio Felix da Costa fa segnare la pole position in 1.31.317, precedendo di 12 millesimi Frijns e di 51 millesimi Evans: top-6 per Gunther e Rowland, top-10 invece completata da Cassidy, Wehrlein, Lynn e Nato. Deludono le Mercedes, con Vandoorne 15° e de Vries che parte ultimo per un errore grossolano (ha disattivato la potenza extra della qualifica, premendo un bottone sbagliato e girando come se fosse in gara): 16° Bird, che precede di Grassi, mentre Lotterer scatta 19°.

Alla partenza è subito il momento dei duelli: Sims va out, mentre Frijns supera da Costa e il duo viene tallonato da Evans. Le attack mode, posizionate in una zona molto esterna, rimescolano la classifica, che però viene poi ristabilita dall’utilizzo della potenza extra. da Costa usa il Fanboost per superare Frijns e portarsi in testa, ma viene sopravanzato nuovamente in seguito da Evans. Il vero colpo di scena avviene a un quarto d’ora dal termine: l’Audi di Rast resta ferma sul tracciato in pieno rettilineo ed è Safety Car, che resta in pista quasi dieci minuti col conseguente taglio di potenza. Alla ripartenza Evans si difende dagli assalti di da Costa e Frijns, seguiti da Gunther e Vergne: JEV usa la seconda attack mode e finisce ottavo, ma risale come una furia superando anche il tedesco della BMW e portandosi in 4a posizione con tanto di giro veloce in 1.34.697. Si forma così un quartetto molto ravvicinato, ma un ulteriore bandiera gialla per il ritiro di De Vries (fermo sulla pista) rischia di privarci dei sorpassi nell’ultimo giro. Non succede, perchè la Mercedes viene spostata in tempi record, e così Antonio Felix da Costa può giocarsi il tutto per tutto: strepitoso sorpasso su Evans nella chicane al termine del tunnel, e fuga negli ultimi metri. Evans si deconcentra, commette un errore e perderà anche la seconda posizione per soli 24 millesimi. Vittoria per Antonio Felix da Costa, che precede Frijns ed Evans: quarto Vergne davanti a Gunther, Rowland, Bird, Cassidy, Lotterer (lui e Bird risalgono dieci posizioni) e Lynn: ritirati Sims, Rast, Wehrlein, Vandoorne e de Vries, secondo doppio zero per Mercedes.

Cambio della guardia in testa al Mondiale: guida Frijns (Virgin) con 62pti, precedendo de Vries (57) ed Evans (54), con da Costa (52), Bird (49), Vandoorne (48) e Vergne (46) molto ravvicinati. Mercedes resta leader nel costruttori per un soffio: 105pti contro i 103 di Jaguar e i 98 di Techeetah. Stop di circa quaranta giorni per la Formula E, che tornerà in gara il 19 e 20 giugno, col debutto del circuito di Puebla, che di solito ospita solo le gare della NASCAR.

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