Una Ferrari in pole position, a un anno e mezzo dall’ultima volta e dal GP del Messico 2019 (27 ottobre): il weekend di Monaco sembra destinato a diventare un sogno per le Rosse, dominatrici di due sessioni di libere su tre con l’uno-due di Leclerc e Sainz, e autrici della pole col monegasco, ma si trasforma in un incubo. Il motivo è presto detto, e risale a quell’incidente avuto da Charles al termine delle prove cronometrate: i meccanici avevano lavorato duramente per sistemare la monoposto, ma non avevano sostituito il cambio che veniva ritenuto integro. Al momento del giro di formazione, però, qualcosa nella sua Ferrari va storto: tutti pensano che abbia ceduto il cambio, invece il problema è all’albero di trasmissione dalla parte opposta. Le due cose potrebbero essere collegate, oppure il tutto potrebbe essere riconducibile a qualche errore nelle riparazioni o a un contraccolpo dovuto all’incidente. Le indagini della Ferrari chiariranno il problema, sta di fatto che Charles Leclerc non può partire e la corsa perde il suo poleman.ù

Si parte col vuoto in prima posizione, e Bottas che teoricamente potrebbe approfittarne per partire senza opposizione e scavalcare Verstappen dal lato pulito del tracciato. Non succede, perchè Max è bravissimo a difendersi: Verstappen e Bottas scappano inizialmente via, mentre Sainz difende la terza posizione da Norris e iniziua la gara con un approccio conservativo, non spingendo subito. Max prova la fuga, Bottas resiste, Sainz cresce alla distanza e si riporta sotto: i primi tre sono racchiusi in 3”5 e nulla cambia per ampie fasi della gara, col ritmo dei primissimi molto simile e il rammarico per ciò che sarebbe potuta essere la gara di Charles Leclerc. Sprofonda invece Lewis Hamilton, che non risale mai dalla 6a posizione guadagnata col ritiro di Leclerc e prova la mossa a sorpresa con un pit-stop anticipato per montare le gomme dure: è lui a inaugurare il giro ai box, una mossa che si rivelerà controproducente, perchè perderà sia da Gasly, che da Vettel, che da un Perez strepitoso, che risale in quarta posizione sfruttando un lunghissimo stint con le soft e un ritmo infernale. Sorprende tutti Perez, sorprende tutti Mercedes: Valtteri Bottas si ferma poco dopo Hamilton per montare le gomme dure, ma i meccanici non riescono a rimuovere una delle gomme anteriori e il finnico deve ritirarsi dopo oltre un minuto fermo ai box.

Verstappen è dunque primo con 8” su Sainz, che è indiavolato nella fase iniziale del suo stint con gomme dure: Carlos recupera quasi un secondo al giro a Max, si porta a tre secondi dall’olandese, ma non ha il ritmo per superarlo. Si crea così uno stallo in cui lo spagnolo è più veloce nel primo settore e Max recupera negli altri due, rendendo vano l’ottimo ritmo di Sainz. Per il resto, posizioni cristallizzate e pochissime emozioni: Norris è terzo e si difende dal portentoso rientro di Perez, Vettel, Gasly ed Hamilton sono alle loro spalle. Lewis, in una gara completamente anonima, decide di fermarsi e montare le soft per stabilire il giro veloce, che poco prima era stato ottenuto da Yuki Tsunoda: LH44 stampa il nuovo record della pista in 1.12.989. Vittoria per Max Verstappen, che guida il Mondiale per la prima volta in carriera, spezzando il bi-polio di Ferrari e Mercedes nell’era delle power unit: sorride anche Red Bull, che con la giornata terribile delle Frecce d’Argento guida la classifica costruttori per la prima volta dai titoli vinti da Vettel. Podio per Sainz, che regala la prima top-3 a Ferrari ed è secondo, e Norris: top-10 per Perez, Vettel, Gasly, Hamilton (7°), Stroll, Ocon e Giovinazzi. La classifica del Mondiale vede ora Verstappen in testa con 105pti, +4 su Hamilton in un passo a due: terzo Norris, con 56pti precedendo Bottas (47), Perez (44) e Leclerc (40). Nel costruttori guida Red Bull con 149pti, +1 su Mercedes (148): seguono McLaren (80) e Ferrari (78).

1.12.989 ham e prima tsu

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