Due GP per segnare il (definitivo?) passaggio di consegne tra Mercedes e Red Bull: Max Verstappen vola e fa il bis nel GP d’Austria e al Red Bull Ring, dominando la corsa per tutto il suo svolgimento e togliendosi anche il lusso di una sosta-extra, non intaccando affatto un margine che si attesta a 18” sul secondo. Un secondo che non è Lewis Hamilton, ma Valtteri Bottas: LH44 vive una giornata da dimenticare, tra problemi alla vettura ed errori propri, e rischia addirittura di essere superato da Perez, chiudendo 4° a quasi 45”. Si risollevano le Ferrari, 5a e 8a.

Alla partenza non cambia nulla: Verstappen guida su Norris, Perez, Hamilton e Bottas, con Vettel che risale in 9a posizione e Sainz che scivola in 13a con uno start timido, vedendo Leclerc sfilare e portarsi al 10° posto. Subito una Safety Car (l’unica) per un incidente tra Ocon e una Haas, che costringe al ritiro il francese, fresco di rinnovo triennale con Alpine. Rientra ai box il solo Giovinazzi, montando le dure. Si riparte al 4°giro, Leclerc rischia di centrare Vettel tentando un sorpasso azzardato, mentre Perez duella con Norris che lo porta sulla ghiaia: il messicano scivola in 10a posizione, Lando viene punito (eccessivamente) con 5” di penalità. Leclerc si trova dietro Ricciardo, Bottas ha uno scatto d’orgoglio superando Hamilton, ma poi torna al suo posto. Inizia il duello tra Perez e Leclerc, che avrà sviluppi interessanti in seguito. Hamilton, invece, va all’attacco di Norris e lo passa, portandosi in 2a posizione a 10” dal rivale.

Inizia la girandola dei pit stop: Norris intelligentemente sconta i 5” di penalità e si trova anche dietro Bottas, mentre Verstappen rientra al 32° passaggio e con un margine di 14”. Ferrari con strategie differenti: Leclerc con le medie si ferma, Sainz tira dritto con le dure e rientrerà solo al 50° giro, con un grande ritmo e una certa costanza. Leclerc duella di nuovo con Perez, che lo butta sulla ghiaia: prima penalità da 5” per il messicano, seguita da una seconda in seguito, quando tutti si aspettavano il drive through. Errore per Hamilton, che danneggia il fondo e fatica a tenere in strada la sua Mercedes in alcuni tratti: Norris si avvicina a Bottas, e allora Mercedes dà l’ordine di scuderia a Lewis, che fa passare (non senza resistere) il compagno. Hamilton è in difficoltà, Norris lo passa agilmente e allora il sette volte iridato (fresco di rinnovo biennale) si ferma per montare un set di gomme nuovo: il suo ritmo resterà estremamente deludente, con Hamilton piantato al 4° posto senza guadagnare pur avendo le gomme fresche, e Perez che si avvicina fino a 2”. Norris non riesce ad avvicinarsi a Bottas, Leclerc non riesce a superare Ricciardo: Sainz, con gomme medie nuove, si avvicina e viene fatto passare. Anche per lui, però, superare una velocissima McLaren è difficile: il sorpasso avviene solo al penultimo giro. Nel mentre, Verstappen si concede un pit-stop extra per blindare il giro veloce ed evitare rischi con le gomme: rientra con 8” di vantaggio su Bottas e trova un giro strepitoso, 1.06.200, migliorando il proprio giro veloce di 1”7. Duello tra Alonso e Russell per il 10° posto: soccombe il giovane britannico, ancora a secco con Williams. Sainz col ritmo nel finale si prende il 5° posto sfruttando la doppia penalità di Perez, mentre Vettel e Raikkonen si centrano dopo una mossa insolita di Kimi.

Vittoria autorevole e strepitosa di Max Verstappen, con 18” su Bottas facendo un pit-stop extra (avrebbe vinto con 40”): sul podio il finnico e Norris, con Hamilton anonimo 4° a oltre 45”. Sainz soffia il 5° posto al bi-penalizzato Perez, che chiude 6°: top-10 per Ricciardo, Leclerc (8°), Gasly e Alonso che è il primo dei doppiati. Sono solo nove i piloti a pieni giri, erano solo quattro prima della sosta di Verstappen, che allunga ulteriormente nel Mondiale: Max vola a quota 182, con 32pti su Hamilton (150), mentre Norris (101) insidia Perez (104) per il terzo posto, con Bottas (92) a precedere le Ferrari di Leclerc (62) e Sainz (60). Nel costruttori vola Red Bull con 286pti, precedendo Mercedes (242) e McLaren (141), che allunga su Ferrari (122). Tra due settimane Silverstone, che ospiterà la prima sprint race del sabato, che determinerà la griglia al posto delle qualifiche.

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