Lewis Hamilton si prende Silverstone per l’ottava volta, ma non lo fa certamente nel modo più onorevole della sua carriera. LH44 infatti vince in rimonta, in seguito alla penalizzazione (farsa) da 10” per il contatto con Max Verstappen del primo giro: Lewis attacca dove non potrebbe mai passare, non frena e centra in pieno la posteriore di Max, che si schianta ad altissima velocità contro le barriere dopo un impatto da 51G di forza laterale. L’olandese si trova ora in ospedale per una TAC alla testa, perchè dopo due ore dall’impatto si sente ancora fortemente stordito. La domanda è semplice: un impatto e una manovra del genere devono essere sanzionati con soli 10” di penalità (la stessa penalità data a Perez per aver spinto sull’erba Leclerc in Austria), per di più “smarcabili” nel pit stop? La risposta è semplice, no. Richieste come quella di Helmut Marko (“Hamilton andrebbe squalificato per un GP”) sono eccessive, ma la penalizzazione è eccessivamente accomodante e infatti porta a un successo in rimonta. Ma andiamo a ripercorrere le emozioni del GP.

F1, LO START DI SILVERSTONE: SUBITO MAX vs LEWIS – Dopo la Sprint Race di ieri (esperimento da NON ripetere), Max Verstappen scattava dalla pole davanti ad Hamilton, Bottas, Leclerc, Norris, Ricciardo, Alonso, Vettel, Ocon e Sainz, con Russell penalizzato di tre posizioni per il contatto con Carlos e 12°: Perez, dopo il ritiro di ieri, scatta dalla pitlane con gomme hard. Una pitlane che raccoglie personalità di ogni tipo: Tom Cruise nel box Mercedes, Harrison Ford dalla Williams ecc ecc. Verstappen non parte benissimo, ma riesce a tenersi in testa alla prima curva: Lewis lo passa sull’Hangar Straight, Max si riprende la posizione ed Hamilton ci riprova a Brooklands, senza esito: nuovo tentativo di Hamilton “alla garibaldina” alla Copse, dove non potrebbe mai passare vista la traiettoria di Verstappen. Il contatto è durissimo e inevitabile: Lewis centra la posteriore di Verstappen, la sospensione si distrugge e solo per un soffio (e grazie alle nuove misure di sicurezza sui tiranti delle sospensioni) la gomma non finisce sulla testa dell’olandese. Max finisce ad altissima velocità contro le barriere, con un impatto da 51G: le prime immagini lo mostrano visibilmente stordito, tant’è che mentre la gara riparte e prosegue, lui finirà in ospedale per svolgere una TAC alla testa, perchè a due ore dall’impatto sarà ancora intontito. Si sospetta una forte commozione cerebrale, dovuta al fortissimo schianto contro le barriere, ma anche alla decelerazione improvvisa. Nel caos Leclerc passa Hamilton, e subito dopo entra la Safety Car. Pochi istanti e si opta per la bandiera rossa: le barriere vanno completamente ricostruite.

LA RIPARTENZA, LECLERC SOGNA – Si riparte alle 16.45, partenza dalla griglia: Leclerc davanti a tutti, seguito da Hamilton (che nello stop ha riparato l’ala, danneggiata), Bottas, Norris, Ricciardo, Vettel, Alonso, Sainz, Raikkonen e Ocon. Subito un problema per Russell, che si gira, e un incidente per Vettel che scivola in fondo al gruppo. Leclerc si difende da Hamilton e scappa, Sainz supera Alonso. Lewis è sotto investigazione per il contatto, sia Horner che Toto Wolff mettono pressione al povero Michael Masi e poco dopo arriva la sanzione ufficiale: 10” di penalità, una bazzecola per Mercedes. Leclerc riesce a tenersi dietro Hamilton, nonostante un problema al motore e un reset del software, e arriva a 2” di margine: Charles fa addirittura segnare il giro veloce in un determinato momento della gara. Nelle retrovie, lunghissimo duello tra Raikkonen e Perez, che insegue un piazzamento nei punti che non arriverà. Inizia la girandola dei pit-stop, inaugurata proprio da Perez che passa alle medie: i box costano il podio a Lando Norris, che per un fissaggio problematico della posteriore perde 10” e finisce alle spalle di Bottas, mentre Sainz e Leclerc allungano lo stint con le medie visto l’ottimo passo. Hamilton opta furbescamente per scontare la penalità nei box, a mò di Stop&Go, e così finisce 4° a 13” da Leclerc, che rientra due giri dopo (30° giro) montando le gomme hard per i 22 giri conclusivi.

LA (CONTESTATA) RIMONTA DI HAMILTON – La situazione si crea è quella perfetta per l’Hammer Time. Hamilton si trova sì alle spalle di Bottas e Norris, ma gira un secondo più veloce di tutti e inanella giri veloci su giri veloci. Lando viene superato agevolmente alla Copse (con una linea completamente diversa da quella dell’incidente), Bottas esegue l’ordine di scuderia e lascia strada al compagno: siamo al giro 42 e Lewis ha 8”8 da Leclerc. Giro veloce dopo giro veloce, il margine si azzera: a quattro dal termine è 1”4, in mezzo giro va sotto il secondo e Lewis ha il DRS. A due giri dal termine, arriva la manovra decisiva: Hamilton aggressivo alla Copse, Leclerc remissivo (“Ero più lento e poi, dopo aver visto l’incidente durante la bandiera rossa, volevo evitare rischi) va largo e cede la strada. Lewis Hamilton si invola così verso la vittoria indisturbato e tra le polemiche: con una sanzione adeguata, non avrebbe mai guadagnato 25pti a Verstappen, che non diventano 26 solo perchè Red Bull sacrifica i punti del povero Perez per garantirgli il giro veloce (velocissimo) con gomme soft in 1.28.617. Hamilton vince per l’ottava volta a Silverstone, precedendo Leclerc e Bottas: top-10 per Norris (4°), Ricciardo, Sainz, Alonso, Stroll, Ocon e Tsunoda. Si scatena il boato del pubblico britannico al grido di “It’s coming home”, con tanto di giro d’onore con bandiera del Regno Unito a sventolare per quella che è la 99a vittoria in carriera per Lewis Hamilton. Ma si scatenano anche le polemiche, per la decisione dei commissari e l’incidente in sé.

SILVERSTONE, LE POLEMICHE: HORNER ALL’ASSALTO – Nel post-gara, Chris Horner va all’assalto di Lewis Hamilton e di Mercedes, che avrebbero messo pressione ai commissari per ottenere una sanzione “accomodante” che consentisse al pilota britannico di rimontare e vincere. Le parole di Horner sono durissime, con tanto di chiosa polemica in cui chiama volutamente Hamilton “otto volte campione del mondo”, come a sottolineare che anche volendo non potrà mai perdere questo titolo: “Spero che Hamiton sia felice con sé stesso stasera e si senta realizzato. Ha mandato il suo rivale in ospedale. Lewis ha sufficiente esperienza per sapere che certe manovre non vanno fatte e non vanno fatte in quella zona della pista, ha colpito una gomma in una delle curve più veloci del circuito e rischiato di fare malissimo a Max. Manovra folle, la sua. Quella di Hamilton è una vittoria vuota. Non mi interessa quello che lui e Mercedes hanno da dire sull’incidente. Dieci secondi non sono una penalizzazione giusta per quella manovra, non ci sono scuse”.

Lewis Hamilton e Toto Wolff rispondono alle accuse sostenendo che la manovra fosse regolare perchè Hamilton si trovava davanti (chissà che immagini avranno visto, non è mai successo ndr), e la sanzione non doveva neppure esserci. Le polemiche saranno infuocate da qui all’Hungaroring, e potrebbero risvegliarsi qualora Max Verstappen dovesse vedersi diagnosticare degli infortuni o una commozione cerebrale. Nel mentre, a due settimane dal GP d’Ungheria (1° agosto), la classifica recita: Verstappen 185, Hamilton 177, Norris 113, Bottas 108, Perez 104, Leclerc 80, Sainz 68, con Charles visibilmente avvilito per una vittoria sfumata a due giri dal termine. Nel costruttori, invece, torna in vetta Mercedes con 290pti e una sola lunghezza su Red Bull (289): seguono McLaren (163) e Ferrari (148). 

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