“Ciao a tutti. Come ho detto nel corso della stagione prendo la decisione legato al mio futuro. Mi ero dato un tempo che poteva essere la prima parte del campionato e ho deciso di ritirarmi alla fine dell’anno. Sarà l’ultima mezza stagione da pilota di MotoGP. Mi dispiace un sacco, perché avrei voluto correre per altri 25 anni, ma non è possibile. Si tratta di un momento difficile, molto triste, perché è difficile dire che l’anno prossimo non correrò in moto. Ho fatto questo per più o meno 30 anni e il prossimo anno la mia vita cambierà da un certo punto di vista. È stato un percorso lunghissimo, divertente e bellissimo. Sono 25-26 anni nel Mondiale. È stato grandioso. Ho avuto momenti indimenticabili con i miei team, con i ragazzi che sono stati con me. Non ho molto altro da dire”.

Con queste parole, si è conclusa un’era della MotoGP. Un’era fatta di enormi successi, di nove titoli mondiali, di brucianti infortuni, duelli vibranti e qualche polemica di troppo, ma anche di un brusco calo recente e di una carriera forse prolungata oltremodo e senza motivo apparente. Quest’oggi Valentino Rossi ha annunciato il suo addio alla MotoGP: il tremendo 2021, con soli 17pti e tre ritiri, sarà la sua ultima stagione nel Motomondiale. A quarantadue anni, il Dottore dice stop e si dedicherà al 200% al suo team in MotoGP e all’Academy: un team che avrà il supporto finanziario di Aramco e VR46, e dovrebbe portare in pista delle Ducati.

Il ritiro è il naturale epilogo di un campione che resterà nella storia dei motori a suon di sorpassi e mosse d’autore: in 423 GP disputati, Rossi ha ottenuto 115 vittorie, l’ultima delle quali ad Assen nel 2017, e 225 podi. A questi si aggiungono 65 pole position, 96 giri veloci e uno score sin qui di 6.330pti in carriera. E nove titoli mondiali: la 125cc con Aprilia nel 1997, la 250cc due anni più tardi, la classe regina con Honda nel 2001, 2002 e 2003 e poi con Yamaha (2004, 2005, 2008, 2009). Valentino Rossi ha corso per Aprilia, Honda, Yamaha, Ducati (il suo biennio più duro) e ancora Yamaha, di cui difende i colori dal 2013, prima nel team ufficiale e da quest’anno con Petronas.

La sensazione è che, inseguendo la chimera del record di vittorie e dei 10 titoli mondiali, il Dottore abbia prolungato eccessivamente la sua carriera. La sua ultima annata di alto livello, dopo il 2015 delle accuse e polemiche, è stata la stagione 2018: 198pti e il terzo posto. L’anno seguente, solo 174pti e il 7° posto, nel 2020 invece solo 66pti e il 15° posto nel Mondiale. Prima di un 2021 da incubo, col 10° posto del Mugello come miglior piazzamento. E ora, si avvia a una mesta chiusura della sua carriera. Il 2021 sarà l’anno dei grandi addii: dopo Federica Pellegrini, ecco Valentino Rossi. Grazie di tutto, Dottore.

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